Recensione Fotolibro Saal-Digital

Come molti sanno, una delle mie passioni principali è la fotografia. Scatto sempre più spesso e spero sempre meglio; mi piacerebbe stampare ed appendere alle pareti di casa moltissime immagini. Purtroppo per motivi di spazio non mi è possibile farlo, per lo meno quanto vorrei. La soluzione alternativa su cui ho puntato sono i fotolibri.

Per stampare quelle dell’ultimo viaggio a New York, consigliato anche da un amico, ho approfittato di una promozione della Saal-Digital (link al sito) che offriva un buono sconto di 40€ in cambio di una onesta recensione del prodotto. Mi sono iscritto per partecipare all’iniziativa e sono stato selezionato. Ora che ho il prodotto tra le mani posso scrivere le mie impressioni.

In primis ho scaricato dal loro sito il software gratuito che mettono a disposizione per l’impaginazione. Non è necessario essere esperti di computer ne tanto meno di grafica: il programma è molto pratico ed intuitivo.

Ho scelto la grandezza 28 x 19 e volendo mettere più immagini possibili, ho “sforato” con il numero di pagine a disposizione col buono, pagando ovviamente la differenza. Ovviamente ci sono innumerevoli possibilità di scelta di formato (orizzontale, verticale, quadrato…), di grandezza e di numero di pagine. Quindi sono passato alla scelta del tipo di copertina e di carta da usare. Tutte queste impostazioni si trovano nella parte destra del software.

Come si può vedere, sempre sulla parte destra si trovano le numerose possibilità di personalizzazione: gli sfondi, i colori anche eventualmente sfumati, i motivi, le clipart da inserire sulle immagini…

Quindi i vari presets dei layout. Si può utilizzarne uno tra i tanti proposti, cui basta solo trascinare le immagini selezionate e si posizionano da sole. 

Ovviamente c’è la possibilità di inserire le foto liberamente, come meglio ci aggrada. Nell’indecisione sui molteplici layout proposti, ho preferito la disposizione libera. Il software comunque ci viene sempre in aiuto in quanto ci mostra se le foto sono allineate tra loro, tra una pagina e l’altra ecc… segnalandoci anche se sbordiamo, facendoci presente con un pop up, di dover tener conto del taglio che viene effettuato in fase di lavorazione. Infine ad ogni inserimento ci viene mostrato se la qualità della foto è buona: consigliato vivamente jpeg a massima risoluzione.

Durante la creazione del fotolibro, si può salvare sempre il progetto, in modo da poterci ripensare e tornare a modificare, fare prove di impaginazione oppure dei colori…

Alla conclusione del mio lavoro ho provveduto con l’ordine; anche qui si viene guidati in maniera semplice e chiara per portarlo a termine. Si riceve subito una mail con il link per seguire tutte le fasi: dalla lavorazione ai vari passaggi di spedizione.

In tre giorni il fotolibro mi è arrivato, ma con amara sorpresa era danneggiato: sia la confezione che presentava segni di rottura che di schiacciamento, che il fotolibro rotto in un angolo e schiacciato in altri punti…

Mi sono mosso immediatamente per contattare la Saal Digital, fornendo le prove fotografiche e la descrizione di quanto accaduto. Essi hanno provveduto senza alcun problema a ristamparmi subito e gratuitamente il fotolibro. Ho apprezzato moltissimo questo gesto perché l’ho trovato un grande prova di serietà da parte loro. Non è così scontato come si pensi…

Ora posso godermi il fotolibro. Ho scelto lo sfondo scuro, come il mio blog, perché trovo che esalti maggiormente le cromie dei miei scatti. La carta opaca per evitare gli spiacevoli riflessi che si hanno quando si guardano le foto in ambienti chiusi con luci accese. Questo è il risultato di cui sono ampiamente soddisfatto. Confrontandolo con gli album precedenti, mi sembrano palesemente migliori la fedeltà dei colori e la qualità della carta usata. Visto la qualità del prodotto e la professionalità dimostrata, certamente in futuro mi rivolgerò nuovamente a loro.

#SaalDigitalItaly

Tre giorni a New York -“E diamo un morso a ‘sta Mela !” – Day 1

Come spesso accade, le cose improvvisate sono sempre le migliori e vengono bene…

Solo un mesetto prima ho visto l’offerta imperdibile del volo Emirates da Milano a NY, su cui poi un’agenzia di Novara ci ha sapientemente costruito un pacchetto con hotel incluso altrettanto allettante !

Detto, fatto ! New York non era minimamente nei miei piani a breve periodo, inoltre ho sempre preferito i Parchi alle grandi metropoli, ma con l’incredibile “allineamento dei pianeti” sarebbe stata una follia non cogliere l’occasione per questo blitz ! E’ tempo di dare un morso alla Mela !

Il favoloso A380 ci scarica al JFK all’ora di cena. Abbiamo solo gli zaini e grazie anche all’opportunità di usufruire delle macchinette automatiche per il controllo passaporti (APC), siamo fuori dall’aeroporto in una ventina di minuti. L’hotel è a Midtown Manhattan, non lontano dall’Empire State Building, che diventa subito il punto di riferimento appena sbucati dalla metro.

Vista l’ora e la stanchezza del volo, decidiamo di cenare coi generi di conforto avanzati dal viaggio direttamente in camera, così da essere in pista l’indomani già di prima mattina !

Alle 8 infatti siamo già da Pret a Manger per la prima colazione. Visto i pochissimi giorni a disposizione, abbiamo deciso di vagare semplicemente per la città, con ovviamente dei must da fare ma senza dannarci l’anima.

Ci incamminiamo così verso Downtown lungo la Madison Ave fino al Madison Square Park dove incontriamo i primi scoiattoli e ci fermiamo ad ammirare il Flatiron Building ed entrare nell’atmosfera “newyorkese”…

Dopo una marea di scatti al famoso “ferro da stiro”, proseguiamo lungo la Broadway fino a Union Square dove troviamo il classico mercato ortofrutticolo, come fossimo nel nostro tranquillo paesello padano. Gli scoiattoli del parco però attirano di più la nostra attenzione e quindi ci dedichiamo qualche minuto a loro…

Ci spostiamo verso l’East Village continuando la nostra camminata guardandoci continuamente intorno. Come molti ormai sanno e come si immagina chi non c’è ancora stato, sembra sempre di esser dentro uno dei tanti film o serie tv che abbiamo visto mille volte a casa…

Qua e là, attirano la nostra attenzione pupazzi di conigli appesi ai cavi in mezzo agli incroci ! A cosa saranno legati ? Al famoso bar Dead Rabbit ? Alla band ? Alla gang ? Forse non lo sapremo mai…

Zigzaghiamo per gli isolati tra Bowery e Houston fino a raggiungere il mitico Katz’s, dove la bellissima Meg Ryan ha dato il meglio di sé in Harry ti presento Sally…

Attraversiamo quindi Little Italy e China Town che ormai non si riescono quasi a distinguere visto che la prima è sempre più little e capita di vedere fuori da locali con nomi italianissimi, proprietari dai tratti tipicamente orientali…  Ma almeno lo sfizio dell’Empire col papillon tricolore ce lo vogliamo togliere ?

A Columbus Park viriamo verso il Financial District, passiamo davanti alla Corte Suprema ed approdiamo al NY City Hall Park dove consumiamo i nostri panini rilassati su una panchina, godendoci la quiete ed osservando il mondo newyorkese che ci gira intorno

Rifocillati a dovere, ricominciamo a macinare chilometri, tornando sulla Broadway per poi svoltare a Wall Street…

dove i soldi vanno anche in fumo…

Pochi passi e siamo al Trump Building. Citofono ad Ivanka per avvisare che sono arrivato ma mi dicono che è uscita a comprar la frutta…

Nell’attesa, osservo un dog sitter alle prese con una muta di cagnolini di bassa taglia, tutti molto ben “pettinati” e col cappottino alla moda. Nel mentre, arriva uno dei proprietari che ritira il suo amico a quattro zampe mettendo un rotolino di mancia in mano all’uomo che se ne è preso cura. Anche questa è Wall Street, anche questa è NYC !

Proseguendo lungo la via raggiungiamo il Pier 11 da dove prendiamo il Ferry che ci porta ai piedi del Brooklyn Bridge. Attraversando l’East River, vediamo per la prima volta la Statua della Libertà e restiamo a bocca aperta a guardare il “cityscape” più famoso del mondo…

La bellissima giornata con la temperatura che si aggira intorno ai 20°, ci invita a godere appieno del sole al Brooklyn Bridge Park…

Dopo aver dato un’ultima occhiata alla mappa del quartiere, ci lanciamo alla scoperta dei suoi angoli più suggestivi, come i docks di Dumbo o i famosissimi scorci che si hanno sul Manhattan Bridge, resi celebri anche dal film “C’era una volta in America”

Passando sotto il ponte di Brooklyn ci inoltriamo nella zona di Brooklyn Heights, dove troviamo tutte le caratteristiche case basse a schiera con le scalette agli ingressi…

Piano piano arriviamo finalmente alla Promenade, dove lo spettacolo offerto dallo skyline di Manhattan è mozzafiato…

Ci sediamo su una panchina ad attendere il tramonto. Abbiamo deciso infatti di percorrere il ponte a piedi proprio quando sulla città calano le prime ombre della sera e si accendono le luci dei grattacieli.

Intanto alle nostre spalle, un gruppo di ragazzini manifesta contro il muslim ban voluto da Trump…

La Promenade entra certamente di diritto nella mia lista personale di “luoghi da meditazione” che ho avuto finora la fortuna di vedere girando il mondo. Lo scenario è talmente bello ed ovviamente unico, che attrae inevitabilmente anche lo sguardo di chi lo vede tutti i giorni…

Ci avviamo al Ponte ed iniziamo la mitica passeggiata. Dopo il Golden Gate, un’altra piccola grande soddisfazione.

Dobbiamo rigorosamente mantenerci dal lato pedonale, perché sulla corsia riservata ai ciclisti, questi sfrecciano veloci, rischiando il loro osso del collo e quello dei pedoni imprudenti…

Il ponte non è lunghissimo ma vogliamo prenderci tutto il nostro tempo per goderci questi indimenticabili momenti…

Quando siamo dall’altra parte, una volta tornati al City Hall Park, è ormai buio. I nostri piedi implorano un pò di riposo e prendiamo la metro per tornare in hotel per una veloce doccia, per poi uscire di nuovo ed andare a cena da Scotty’s Diner. Tra un piatto e l’altro,  riassaporiamo la giornata appena vissuta, dove abbiamo vagato, più o meno a zonzo, per circa 26 km…

 

 

 

 

 

 

 

Stop bike, no shoes… how do ?

New Yorkers Silhouette

I love to go on the top of everything : mountains, skyscrapers… Love the feeling that I get from this: to be on the top of the world, physically and mentally.

One of my favourite aphorism is :” Who as high goes up, further see. Who sees further, longer dreams…” Walter Bonatti

Last trip in New York, Top of the Rock

Here a series of my favourite top situation…

Atop

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