Piemonte – Alpe Devero

Lens-Artists Photo Challenge #122: The Sun Will Come Out Tomorrow

All’orizzonte, dietro la fronte… Sul palcoscenico e dietro le quinte… Allenami, insegnami a vivere con te… Viva la libertà (viva) Viva la libertà Viva la libertà (viva) La libertà

In answer to the beautiful post of Ana of Anvica Photos, an italian song by Jovanotti… And me at the sunset today….

Lens-Artists Photo Challenge #121: Focus on the Subject

Piemonte – Monferrato – “Indigestione di Big Benches”

Grazie ad una giornata a dir poco spettacolare, ne ho approfittato per saltare in sella a Penelope e portarla su e giù per le colline del Monferrato, per una sana indigestione di panchine giganti.

Essendo ad un’oretta da casa, me le sono tenute proprio per questi giretti autunnali, evitando l’affollamento e la calura che si incontra nella bella stagione.

Prima tappa a Grazzano Badoglio, ameno paese in cima ad un colle (come il 90% dei borghi della zona) dove sorge un’Abbazia del X secolo d.c. e che diede i natali al maresciallo Badoglio, da cui il nome che sostituì in epoca fascista il comune “Monferrato”.

La panchina è posta dietro al cimitero del paese, volge verso sud ed offre un bel panorama a 180° su cui svetta dominante in lontananza l’inconfondibile piramide del Monviso.

Grazzano Badoglio

Lasciato il posto ad un giovane coppia, ho timbrato il Passaporto al ristorante Il Bagatto in cui ho già avuto modo di rifarmi il palato 3 o 4 volte e continuo verso est in direzione di Vignale Monferrato.

La seconda tappa è proprio la Big Bench di Vignale, anche se in realtà è più vicina al paese di Casorzo. La troviamo sulla sinistra appena passato il bivio per Altavilla.

In un paio di centinaia di metri si raggiunge la panchina da cui si ammira Vignale e sotto di lei la distesa di tutti i suoi vigneti, che in versione autunnale sono molto scenografici. Cosa veramente bella e giusta, accanto alla panchina si trova una cassetta della posta con all’interno il timbro ed un bel diario, su cui i panchinisti possono lasciare i loro pensieri.

Mi sono intrattenuto un’oretta buona. E’ proprio un posto magnifico e silenzioso. Mancava solo un calice di quello buono ed ero a posto !

In itinere sono passato da Camagna dove ho messo prima il timbro al Ristorante della Rocca e poi, invece di recarmi subito alla panchina, ho preferito continuare per Lu Monferrato dove mi ero prefisso di pranzare da Orazio, consigliatomi caldamente da altri Panchinisti Itineranti e devo ammettere che è stato veramente un valido suggerimento.

I suoi tagliolini al tartufo bianco erano eccellenti !

Ottimista, pensavo come spesso accaduto, di farmi digestione e pennica in solitaria sulla panca di Blu di Lu, invece inaspettatamente per un giorno feriale, dopo pochi minuti sono stato raggiunto da diverse persone, tra cui la simpatica coppia già incontrata a Grazzano. Anche questa panca sorge in una posizione magnifica, con vista che arriva fino al Monte Rosa.

Rimontato in sella, mi sono diretto a San Salvatore Monferrato dove, causa pit stop rifornimento, sono stato preceduto dalla giovane coppia già incontrata in precedenza. Scambiato quattro chiacchiere e rispettivi favori fotografici, li lascio ad ammirare il paesaggio che qui ci offre la piana di Alessandria e sullo sfondo il profilo dell’Appenino Ligure.

Tornato sui miei passi, col sole che stava tramontando, ripasso da Lu e raggiungo la panchina gemella a Cuccaro, non prima di aver timbrato al baretto in piazza e scambiato due chiacchiere con simpatiche sciure locali.

Purtroppo il sole è finito dietro ad una nube proprio nel momento del saluto, ma lo spettacolo del tramonto non tradisce comunque e con il plus della Luna quasi piena dalla parte opposta, mi ha regalato una bella mezz’oretta in armonia col creato.

Ho pensato di aver tirato tardi e che una volta calato il sole, mi spettava l’ibernazione sulla via del ritorno a casa, ma non potevo proprio rinunciare a quello spettacolo.

Fatto 30, facciam 31 ! Sarebbe stato imbarazzante tornare a casa per la prima volta in 4 anni da panchinista, con un timbro sul passaporto senza aver visto la panchina ! Il contrario purtroppo è capitato e certamente riaccadrà, ma un timbro senza panca no.

Col favore delle tenebre, ho condotto Penelope nuovamente in quel di Camagna dove ho visto la mia prima Big Bench in notturna !

Camagna

Nonostante sia tornato a casa piuttosto infreddolito, ne è valsa certamente la pena. Sono rimasto piacevolmente colpito dalla bellezza delle location in cui sono state piazzate queste panchine giganti e certamente vi ritornerò anche solo per qualche istante di relax e qualche ottima mangiatona nei dintorni.

Piemonte – Parco d’Arte Quarelli

Prima che le tenebre prendano il sopravvento, un bel giro giù nelle Langhe ci sta ancora… L’ultimo giorno con l’ora legale ci regala una sole e temperature ancora gradevoli. Meta di giornata è il Parco d’Arte Quarelli a Roccaverano (AT), il paese della Robiola !

Partiamo in tarda mattinata, appena alzata la nebbia ed il sole inizia a fare capolino ed illuminare la nostra strada e le distese di campi di riso invasi dalle mietitrici per l’ultimo raccolto stagionale.

Tappa per un lauto pranzo a base di funghi porcini in quel di Montegrosso d’Asti, presso il Ristorante Centrale, accompagnati da un ottimo Ruchè.

Satolli, ci rimettiamo in moto e lungo il percorso verso Roccaverano incontriamo il delizioso borgo di Monastero Bormida. Attraversiamo il fiume percorrendo il bellissimo ponte romanico e parcheggio la moto subito dopo per godercelo anche a piedi e soprattutto per qualche scatto ricordo sulla Panchina del Cuore…

Incuriositi dal cartello posto a fianco della panchina, poniamo attenzione alla collina di fronte ed anche se disturbati dal sole, scorgiamo la sagoma inconfondibile di un altro grande cuore !

Splendida iniziativa e piacevolissima sorpresa ! Avevo sentito parlare della panchina del cuore ma non avevo capito che erano ben 2 !!! Quella gigante offre ai nostri occhi un bel panorama su tutta la valle ed i colli circostanti.

Dopo qualche chilometro raggiungiamo Roccaverano ed una volta superatolo, sulla strada verso Mombaldone troviamo il Parco d’Arte Quarelli.

Passeggiamo su e giù per questa collina dedicata all’arte, un vero museo a cielo aperto accessibile gratuitamente tutto il giorno, tutti i giorni…

Alcune opere si vedono o intravedono facilmente dalla strada, altre sono letteralmente “imboscate” e bisogna scoprirle come una sorta di caccia al tesoro. Il tutto comunque è molto affascinante e si resta a bocca aperta, per le opere e per il contesto.

Purtroppo la bellezza e la vastità del Parco d’Arte ci ha colto impreparati. Si è fatta una certa ed è ora di girare le ruote verso casa: le tenebre calano in fretta ed appena il sole sparisce, le temperature crollano 😦

Ci torneremo sicuramente in primavera per dedicargli il tempo che merita.

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