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Route des Grandes Alpes 2017

In questo luglio particolarmente fortunato per quanto riguarda i giri in moto, insieme ad un paio di amici riusciamo a percorrere buona parte della famosa strada alpina francese, completandola o quasi con una belle serie di passi e paesaggi da favola, iniziata con un tour sulle alpi Cozie, proseguita sulle Alpi Graie con il giro del Monte Bianco e che continua in questa due giorni su e giù per passi alpini francesi ed italiani, nella fattispecie degli inediti cuneesi…

Trasferimento veloce da Novara a Susa col solito appuntamento fisso per il caffè al bar Mignon, quindi la bella salita verso il Colle del Moncenisio, da sempre uno dei miei preferiti per strada e panorama !

Discesona verso Lanslebourg dove svoltiamo a sinistra verso Modane e la valle della Maurienne. Sosta pranzo in quel di Saint Michel prima di imboccare la salita che porta al Col du Telegraphe prima ed al mitico Galibier poi…

Per i miei due compagni di viaggio, il Cheru ed il Luca, sono strade inedite e quindi il loro entusiasmo è alle stelle; il mio però non è da meno, visto anche che siamo baciati dal sole in una giornata fantastica anche dal punto di vista meteorologico.

Tra una settimana passerà su questa strada il Tour de France. Lungo la salita troviamo già numerosi camper di appassionati con bandiere di ogni Paese europeo che hanno occupato ogni spazio possibile ai bordi della carreggiata. Incredibile cosa faccia fare la passione per la bici e per questa corsa in particolare…

Una volta in vetta al valico, parcheggiamo le moto e conduco i due compari sul breve sentiero che porta al belvedere da cui possiamo ammirare tutta la valle appena percorsa, quella che porta a Briancon ed il ghiacciaio de La Meije, vetta del Parc National des Ecrins.

La discesa verso il Col de Lautaret è stretta ed insidiosa. Volendo continuare a godermi anche il panorama, preferisco non sorpassare gli arditi ciclisti impegnati a rilanciare dopo ogni tornante, seguendoli a distanza adeguata, ammirando le loro acrobazie degne del miglior Chiappucci !

Dal Lautaret verso Briancon la strada invece è molto più ampia ed è un vero godimento percorrerla alla massima velocità consentita dal codice francese, non decellerando nemmeno nei lunghi curvoni ad ampio raggio, fino al solito traffico e caldo che accomagna la cittadina francese d’estate.

Una volta attraversata, affrontiamo la salita verso il Col d’Izoard, percorsa solo quindici giorni prima da me e Luca in discesa, arrivando dal Colle dell’Agnello.

Breve sosta in cima al passo e poi subito un’altra dopo un paio di chilometri in discesa per ammirare in tutta la sua austera bellezza la Casse Deserte…

Anche qui come sul Galibier, troviamo numerosi camper in attesa del passaggio del Tour, con la gendarmerie che cerca di far rispettare i minimi criteri per un posizionamento sicuro per tutti.

La discesa verso Guillestre è lunga e spettacolare, con la strada che corre nelle gole del torrente Guil, facendoci trovare a volte fianco a fianco con colorati canoisti che scendono lungo le rapide del fiume.

Chiedo ai miei soci se vogliono fermarsi o riescono in un ultimo sforzo valicando anche il Col de Vars; in fondo sono solo le 18 e c’è ancora molta luce. Ottenuta risposta positiva, li precedo nella divertente e panoramica salita che ci porta ai 2100 mt del valico. Le ore in cui il sole comincia ad esser basso sono sempre le mie preferite e qui posso godermi la calda luce che avvolge in un verde brillante i prati del Vars sotto un cielo blu privo totalmente di nubi.

Per la notte troviamo un comodo alloggio a Jausiers, dove dopo cena ci imbattiamo in una fiaccolata con tanto di spettacolo pirotecnico finale: è il 13 luglio e l’indomani in Francia è festa nazionale.

Dopo una bella notte al fresco, alle 7,30 siamo già in attesa della colazione ed alle 9,00 già in strada sulla salita verso la Bonette, a 2802 mt di altitudine !

Anche oggi siamo gratificati da una giornata veramente spettacolare. Inoltre, un pò per l’ora mattutina, un pò perchè festivo, lungo la strada troviamo pochissime persone: una coppia di mototuristi belgi, un gruppetto di cicloamatori e basta… magnifico !

Assaporo ogni singolo chilometro di questa salita godendomi gli scenari maestosi che propone, sempre più lunari man mano che ci si avvicina alla vetta. Anche in cima non trovo che un manciata di persone tra ciclisti e bikers… parcheggiate le moto, faccio strada ai miei due compagni di merende lungo il sentiero che porta al cucuzzolo da cui sembra di stare in cima al mondo…

Vorrei restare quassù per ore… la sensazione d’avere il mondo sotto i piedi ed al tempo stesso di sentirsi un formica insignificante di fronte a questa vastità è qualcosa di travolgente…

Riprendo la mia astronave parcheggiata su un asteroide ed inseguo gli amici lanciati in una discesa affrontata col paraocchi, visto i loro problemi di vertigini…

Al termine della discesa li raggiungo e mi rimetto a tirare il gruppetto lungo la velocissima strada nella valle della Tinée fino ad Isola. Da qui svoltiamo a sinistra e dopo aver attraversato il paese saliamo verso il Colle della Lombarda che ci riporta in Italie.

Fino ad Isola 2000, stazione sciistica delle Alpi Marittime francesi, la strada è ampia e quindi molto divertente da fare in moto. Dopo gli ultimi alberghi la carreggiata si restringe e praticamente fino giù in Valle Stura è stretta e tortuosa. Anche i panorami che offre questo colle non sono certamente inferiori a quelli che abbiamo già visto. Ma io adoro le Alpi Marittime e trovo che insieme alle Dolomiti, offrono il più bel spettacolo paessagistico di montagna di tutta Europa.

Pausa pranzo a Vinadio e quindi discesa fino a Demonte dove imbocchiamo la salita del mitico Colle Fauniera, reso famoso dalle imprese ciclistiche di professionisti ed amatori. Non c’ero mai stato e come prevedevo esso non mi delude. La strada si fa sempre più stretta tanto che incrociando auto anche in moto ed in bici non ci si passa. Più saliamo e più il cielo si copre di nubi scure e minacciose; oltre i duemila metri, quando sparisce la vegetazione ad alto fusto, il paesaggio diventa surreale, onirico, dando la sensazione di passare ad altra dimensione.

In cima siamo nelle nuvole ma almeno il monumento all’indimenticabile Marco Pantani riusciamo a vederlo !

La prima parte della discesa la affrontiamo ancora immersi nelle nuvole, muovendoci con circospezione perché tra la strada stretta, il fondo pessimo ed i ciclisti che ci possiamo trovare dietro ogni sperone roccioso, non è il massimo della vita. Ma non abbiamo fretta e con calma guadagniamo il fondo valle…

Dopo un breve tratto in Valle Maira, riprendiamo a salire per l’ultimo colle di giornata e di questa fantastica due giorni: il colle di Sampeyre.

Anche questo però ci lascia vedere ben poco perché coperto dalle nuvole. Un pò un peccato ma siamo stati così fortunati fino ad ora che lamentarci sarebbe proprio fuori luogo.

Giù in Valle Varaita ritroviamo il sole e con esso anche temperature poco gradevoli. Una birra fresca e qualche stuzzichino per trovare le ultime energie, fisiche ma soprattutto mentali, per sopportare il lungo rientro via Savigliano, Alba e Monferrato, fino alla fastidiosa umidità delle nostre risaie, dove al tramonto andiamo a concludere questa altra bella avventura, durata 36 ore e poco più di 800 km.

 

 

 

 

 

 

 

Passion Riderphotography

Alpi Graie – Giro del Monte Bianco – 6 Passi e 600 km

Un giro inedito per il sottoscritto, almeno nel suo insieme. Per sfuggire alla calura padana decido finalmente di metterlo in atto… Sei colli e 600 km, di cui la metà obbligatoriamente in autostrada, per avere più tempo da dedicare alla parte bella del tour.

Lascio quindi l’autostrada ad Aosta e dopo i lunghi tunnel posti all’inizio della strada per il Gran San Bernardo, inizio a godermi il panorama ed i curvoni che portano a Saint Remy dove lascio la regionale che poi si va ad infilare nel traforo, per percorrere la strada che sale al passo vero e proprio.

Oltre i duemila metri i boschi terminano e lasciano spazio ad un paesaggio maestoso…

Qualche chilometro ed arrivo in vetta dove mi attende il laghetto di confine ed una breve sosta prima di lanciare la Mindina lungo la discesa su Martigny.

All’ingresso della cittadina svizzera c’è subito la rotonda dove svoltare a sinistra per salire al Col de la Forclaz, che non avevo mai percorso ed è una piacevole scoperta. Il primo tratto è un lungo rettilineo da cui lo sguardo può spaziare sulla sottostante valle del Rodano, poi si entra nel vallone che porta in Francia ed ai piedi del Monte Bianco…

Scendendo verso Chamonix però trovo la parte centrale del massiccio coperta, le nuvole lasciano spazio solo alla lingua finale del Mer de Glace, quel che ne rimane purtroppo…

Mentre io mi godo il panorama col naso all’insù, altri lo fanno da posizione privilegiata, nonostante il cielo si stia sempre più incupendo…

Pausa pranzo ad Argentière con un’ottima tartiflette, giusto per stare leggeri. Quando riparto le nubi hanno ormai coperto tutta la valle, ma nonostante ciò i termometri di Chamonix segnano 30°c !!!

Per fortuna qualche goccia di pioggia viene a portarmi un pò di sollievo tanto che non sto nemmeno ad indossare l’antiacqua…

Salendo verso Megeve ritrovo il sole ma anche un caldo assurdo considerando che siamo oltre i mille metri di altitudine…

E’ la volta del Col de Saisies che si fa sempre apprezzare per gli ampi panorami, mentre una volta sceso a Beaufort, infilo la stretta valle che porta alla diga di Roseland dove invece il paesaggio si riapre ai cuori di chi sa apprezzare lo spettacolo della natura…

Passato il lago la strada sale verso il passo ed ho la fortuna di incontrare sia fauna domestica che selvatica…

Quasi in vetta al passo si incontrano molte cascatelle cui non si può resistere per rinfrescarsi un attimo…

Una volta scollinati, si entra nel Parc National de la Vanoise ed il traffico diminuisce sensibilmente. Probabilmente i francesi preferiscono fermarsi al lago creato dalla diga… Ciò mi permette di divertirmi con la mia Olympus durante la solitaria discesa verso Bourg Saint Maurice…

“quasi” solitaria discesa… un ciclista infatti mi supera alla folle velocità di 80 km/h !!!

Giù a Bourg S.M mi sembra di entrare in un forno a microonde: 36°c ! Per fortuna una manciata di chilometri e sono già sulle rampe per il Piccolo San Bernardo, ultima asperità di giornata.

La strada fino a la Rosiere è molto ampia e permette di divertirsi, motociclistiamente parlando, ma sempre con giudizio e senza disdegnare il paesaggio che offre la Val d’Isère.

In cima al passo sono tutto solo, intorno a me solo il gran fischiare delle marmotte che purtroppo non riesco ad individuare. San Bernardo, benedicendomi, sembra indicare la retta via verso casa…

La Mindina è lì che aspetta per l’ultima planata di giornata, verso La Thuile, quindi Pre Saint Didier e la noiosa autostrada che riprendo a Nus…

602 km, 6 colli in una lunga cavalcata fortunata, indimenticabile.

 

 

 

WPC: Unusual – The Cyclist

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