Lens-Artists Photo Challenge #55 – Dreamy

When I can’t travel to dreamy place in the world, I give a new dreamy atmosphere to the place not to far from home… or, maybe, in another dimension… somewhere else…

Infrared photos

 

Weekend Dolomitico – Dalla Marmolada al Lagazuoi

Ingolosito, come se fossero nutella, dalle splendide immagini che posta sui social il Rifugio Lagazuoi, partiamo per un blitz  verso est, con lo scopo di soddisfare questa mia voglia di salire lassù.

Dopo oltre due ore di noiosa ed affollata autostrada, ad Affi ci spostiamo sulla bella e pressoché deserta statale 12 della val d’Adige. Oltre al piacere dei panorami che offre, mi godo anche la soddisfazione di andare ad una velocità superiore rispetto agli utenti dell’autostrada che corre parallela, super intasata per gli spostamenti del weekend.

A Rovereto svoltiamo per salire agli altipiani di Folgaria e Lavarone dove nella pausa pranzo gustiamo lo strudel salato, saporita novità per i nostri palati curiosi.

Un pezzo di Valsugana ed affrontiamo la salita del Passo Manghen. Purtroppo poco prima della cima e soprattutto durante la discesa verso Cavalese, si presenta ai nostri occhi straniti il triste scenario lasciato dalla tempesta Vaia che si è abbattuta su tutta Italia ed in particolare sul nordest alla fine di ottobre dello scorso anno. Milioni di alberi abbattuti dal forte vento con raffiche che hanno superato i 200 km/h, intere foreste distrutte, e tra queste, la bellissima foresta che avevamo scoperto lo scorso anno scendendo appunto dal Manghen .

Incessante il lavoro dei boscaioli in questi mesi per ripulire, metter in sicurezza e cercar di far tornare la normalità nelle zone colpite dall’alluvione.

Attraversiamo le valli di Fiemme e Fassa fino in fondo a Canazei dove imbocchiamo la strada del passo Fedaia che ci porta ai piedi della mitica Marmolada.

Abbiamo riservato una stanza all’Hotel Marianna a Rocca Pietore, dove il proprietario ci accoglie in modo caloroso, simpatico e cortese. Lasciamo le borse in camera e ci avviamo per una passeggiata ai Serrai di Sottoguda, ma appena usciti dal borgo, scopriamo amaramente che sono inaccessibili: la stradina è andata distrutta nell’alluvione.

Gironzoliamo per l’ameno borgo di Sottoguda, classificato tra i più belli d’Italia, andando alla scoperta di chicche nei suoi angoli reconditi.

Ceniamo nell’unico locale aperto a Sottoguda, soddisfandoci con degli ottimi canederli.

Prima di andare a letto, scambiamo quattro chiacchiere col titolare dell’hotel che tra l’altro ci informa della chiusura di alcuni passi per il passaggio di una corsa ciclistica, tra cui la salita del Passo Falzarego che avevamo in programma di fare per raggiungere subito la funivia del Lagazuoi.

La domenica mattina alle 7,30 siamo in pista per l’abbondante colazione ed un’ora dopo in sella in direzione del Passo Giau, piacevole alternativa obbligata per raggiungere la funivia sul Falzarego arrivando dalla strada che sale da Cortina.

Prima del Giau, il Colle Santa Lucia ci regala splendidi scenari verso Civetta e Pelmo, le due vette regine della Val Fiorentina ed insieme ad essi, i piacevoli ricordi di una vacanza in campeggio di quasi 30 anni fa !!!

Il passo Giau è certamente tra i più belli di tutto l’arco alpino, per panorami e per divertimento nella guida. In cima la foto al cospetto del Nuvolau è doverosa.

Rapida discesa verso Cortina per svoltare poco prima di essa e risalire verso il Passo Falzarego.

Poco dopo le nove siamo già in biglietteria per salire sulla mitica funivia rossa del Lagazuoi. Nonostante l’addetto ci sconsigli la discesa a piedi a causa di tratti ancora innevati lungo il sentiero, non ci lasciamo intimorire e paghiamo solo la salita.

Usciti dalla stazione a monte della funivia, lo scenario si rivela veramente maestoso…

Pochi metri e raggiungiamo il Rifugio Lagazuoi e da lì la Croce di Vetta,  dalla quale si può ammirare uno splendido panorama con in primis le Tofane, la Marmolada con le sue nevi perenni, il Piz Boe, il Pelmo e il Civetta.

Parlare di panorami mozzafiato sarebbe troppo banale: qui si è in paradiso.

Prima di iniziare la discesa lungo il sentiero 401, entriamo nelle trincee scavate nella roccia durante la Grande Guerra.  Pensare un istante alla terribile vita cui erano sottoposti i giovani soldati in quei luoghi, dove morivano per un fazzoletto di terra, mette i brividi.

Affrontiamo il primo tratto innevato con circospezione, cercando di sfruttare le orme di chi ci ha preceduto per non affondare nel manto nevoso ancora importante.

Una volta superatolo, volgendo lo sguardo indietro, proviamo una certa soddisfazione…

Proseguiamo entusiasti la discesa, in preda ad un senso di ebbrezza dovuto certamente alla bellezza travolgente della location in cui ci muoviamo.

L’ultimo tratto del sentiero è relativamente facile e segue la pista da sci che porta al passo Falzarego.

Qualche marmotta ci accompagna col suo inconfondibile fischio, fino a che la magia inizia ad affievolirsi a causa delle centinaia di persone che ora affollano il piazzale del passo per assistere, se non partecipare, alla corsa ciclistica in programma…

Nonostante i morsi della fame si facciano sentire, resistiamo ancora un po’: è imperativo fuggire da questa folla assurda che ci rovinerebbe l’atmosfera.

Dobbiamo scendere di nuovo verso Cortina per riprendere il passo Giau: il Falzarego ed il Valparola sono ancora chiusi. Prima di raggiungere il bivio, troviamo sulla sinistra le indicazioni per la Baita Resch dove ci rifocilliamo con ottimi piatti, ammirando il panorama sulla Conca d’Ampezzo ed i monti che la circondano.

Il bello della gita va finendo, anche se ripercorrere nuovamente il Giau non è poi così terribile 😀

Altre corse amatoriali ci “costruiscono” l’itinerario obbligato per tornare verso la val d’Adige, passando dall’agordino e dal Passo San Pellegrino per ritrovare Fassa e Fiemme…

La calura e la noia dell’autostrada per il rientro, sono i prezzi da pagare per potersi ritagliare il tempo necessario per godere delle bellezze vissute in questo intenso weekend.

 

 

Toscana – Val d’Orcia

Quando si vuole fuggire da un lungo inverno, psicofisico oltre che meteorologico, basta rotolare verso sud, in Toscana, e non si sbaglia mai.

Questa volta facciamo base in Val’Orcia, all’agriturismo Parmoleto , sito in posizione strategica per andare alla scoperta dei dintorni.

Dopo un’estenuante viaggio quasi tutto sotto la pioggia e preso possesso della camera, abbiamo subito modo di gustare i prelibati piatti della signora Sodi.

Il primo mattino, recandoci a fare colazione, nella breve passeggiata che separa la casa colonica dove abbiamo la camera dall’azienda agrituristica, scopriamo i profumi ed i colori del territorio.

A causa del tempo incerto, decidiamo di dedicare il pomeriggio a rilassarci alle terme di Chianciano. Prima di arrivarci però dedichiamo la mattinata alla visita della Rocca di Tentennano a Rocca d’Orcia.

Per raggiungere Chianciano, percorriamo il bellissimo tratto che da Bagno Vignoni va a Monticchiello e quindi a Sant’Albino, lungo un tratto di strada tra i più famosi tra gli scorci toscani, usato per numerosi spot pubblicitari.

Chianciano sembra un paese fantasma, con decine di hotel chiusi o poco frequentati, testimonianza dell’epoca del secolo scorso. Il complesso termale è molto bello ed il percorso benessere certamente uno dei più belli che abbiamo mai fatto.

Cena e serata a Pienza, amena cittadina, patria anche dell’omonimo formaggio pecorino .

Il secondo giorno inizia benissimo, con uno splendido sole ed una magnifica luce che ci invogliano, dopo colazione, a fare una passeggiata tra le colline dell’azienda.

Prima di immergerci in questo mare di verde, d’uopo la visita alla cantina, dove Leonardo ci decanta tutti i pregi dei loro vini.

Passeggiamo tra ulivi, vigneti e campi di grano, finalmente godendo di un po’ di tepore del sole che finalmente inizia a scaldare.

Al termine della scampagnata prendiamo la moto e dirigiamo verso Bagni San Filippo, dove però non troviamo nemmeno un buco dove parcheggiarla e la folla numerosa ci fa passare la voglia di pucciare i piedini. Proseguiamo allora per Radicofani, percorrendo una strepitosa strada panoramica da cui la vediamo apparire in lontananza, con la sua Rocca che domina l’intera Val d’Orcia.

Visitiamo la fortezza nota per le gesta di Ghino di Tacco e dove all’interno è allestito un interessante museo su tre piani, prima di sbucare in cima alla torre ad ammirare cotanto paesaggio.

Passeggiando poi per il borgo, troviamo ristoro presso l’Osteria Al Tocco, dove ci rifocilliamo con degli ottimi Pici.

Nel tardo pomeriggio decidiamo di ritornare verso la nostra base, prendendola larga ed a passo rilassante. Passiamo quindi le sorgenti dell’Orcia, quindi Sarteano, Chianciano, Montepulciano, Pienza e San Quirico, fino a raggiungere l’Abbazia di Sant’Antimo al tramonto, giusto in tempo per una visita fugace.

Cena frugale ad una simpatica sagra sotto il castello di Montalcino.

Il terzo giorno si apre all’insegna dello sconforto: piove praticamente ovunque e siamo indecisi sul da farsi. Puntiamo verso il mare, sperando che il vento spazzi via le nubi il prima possibile.

Arriviamo a Talamone sotto l’acqua battente e gironzoliamo per il borgo sperando di trovare rifugio nella fortezza che troviamo però chiusa. Puntiamo allora alla visita del Parco Regionale della Maremma, ma alla reception veniamo simpaticamente respinti causa situazione meteo ed abbigliamento non consono agli itinerari che partono da lì. Le ragazze però ci indirizzano ad Alberese, ingresso nord del Parco, dove ci dicono troveremo itinerari più consoni alla situazione corrente.

Giunti ad Alberese, si compie il detto che la fortuna aiuta gli audaci ! Il tempo di scendere dalla moto e veniamo baciati, alla francese, dal sole, e con lui da una magnifico cielo azzurro che ci accompagnerà tutto il pomeriggio.

Noleggiamo le bici e ci lanciamo alla scoperta del Parco…

Fatta una manciata di chilometri, lasciamo le bici e ci inoltriamo nella fitta boscaglia a piedi per salire alla Torre di Castel Marino da cui si può contemplare il bellissimo panorama sulla pineta, la spiaggia e fino alle isole dell’arcipelago toscano.

Rimontati in sella, raggiungiamo la spiaggia di Collelungo per una meritatissima pausa relax…

Al ritorno al parcheggio bici, un inaspettato quanto emozionante incontro…

Raggiunta Marina di Alberese, abbandoniamo la costa percorrendo la ciclabile che affianca la strada, ma restando immersi nella natura, accompagnati dagli sguardi placidi di vacche e cavalli maremmani.

Bellissima esperienza questa escursione, con oltre 20 km in bici ed a piedi in un parco splendido.

Sabato, ultimo giorno, la giornata si presenta spettacolare. Il cielo infatti si presenta di un azzurro intenso e popolato dalla magiche nuvolette bianche, quelle che si disegnano quando si è bambini (e non solo…).

Saliamo quindi verso Montalcino e oltrepassatolo, imbocchiamo la Cassia, fermandoci dopo pochi chilometri nei pressi del “mazzetto di cipressi” più fotografato del mondo.

Ovviamente affollatissimo di fotoamatori, non ci esimiamo dal fare qualche scatto anche noi ovviamente, ma soprattutto cerchiamo di goderci questo spettacolo di paesaggio, oggi insaporito a dovere dal cielo sopra di noi.

Decidiamo quindi di incamminarci dalla parte opposta della strada, molto meno affollato, lungo uno sterrato che sale su per le colline e dove incontriamo i camminatori che stanno affrontando la Tuscany Crossing.

Passeggiare in un luogo così magico fa stare solo bene. Ci fa “respirare”…

Starei qui in cima tutto il giorno, ma si è fatta una certa e dobbiamo anche sfamarci.

Scendiamo a Bagno Vignoni e dopo il canonico giro della Vasca di Santa Caterina, quest’anno arricchita dalle sculture artistiche di Davide Dall’Osso, degustiamo un tagliere di formaggi e salumi tipici alla Bottega di Cacio, già frequentata in passato in compagnia di amici mototuristi.

Il pomeriggio lo dedichiamo a percorrere alcuni tratti dell’Eroica, non prima però di fermarci anche noi ad immortalare un altro angolo fotograficamente famoso: Poggio Covili.

Risaliamo verso Torrenieri da dove imbocchiamo la mitica sterrata in direzione nord, verso le Crete Senesi. Sfioriamo Siena e torniamo sulla 438 che porta ad Asciano, una delle strade panoramiche più belle di tutta la Toscana e ci fermiamo su una collina a farci accarezzare dal vento…

Come lo scorso anno, ci godiamo le ultime ore di luce su e giù per le colline precorrendo altri tratti dell’Eroica: è il momento della giornata che amo di più per girovagare in moto e farlo immerso in questo paesaggio è una gioia impagabile.

Ultima cena in campagna, presso la Trattoria in Campagna (appunto…), dove Stefania e Loris ci fanno degustare i loro ottimi piatti genuini, con le nostre papille gustative che gioiscono dei sapori del territorio da loro sapientemente trattati.

Insieme alla prima cena al Parmoleto, sicuramente i piatti più buoni degustati in questa breve ma appagante vacanza.

Satolli, uscimmo a rimirar le stelle…

 

 

 

 

 

 

Lens-Artists Photo Challenge #45 – Street Art

Lens-Artists Challenge – Harmony

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