Ecuador – Alle porte dell’Amazzonia

07/08 Alle porte dell’Amazzonia

Da Banos dirigiamo verso la giungla amazzonica lungo la “Via delle Cascate”. Il clima cambia completamente diventando molto umido, anche la vegetazione è ovviamente diversa da quella che abbiamo incontrato sinora. Ci troviamo a 1500 mt, a quote europee, ma se non è l’altitudine a darci problemi qui le subentra l’umidità… e meno male che siamo nel periodo secco. La strada corre sul ciglio del canyon del fiume…in direzione di Puyo, sull’altro lato del canyon cascatelle più o meno importanti legittimano il nome di questa strada.

Ci fermiamo per attraversare il canyon con una piccola ed improbabile teleferica. Il cestello ha una sola fune e scorre ad un’altezza di 130 mt sopra il fiume.

Visitiamo la piccola comunità che vive qui, praticamente isolata in quanto l’unico modo di collegarsi al resto del mondo è questa piccola teleferica, in alternativa farsi una lunga camminata verso la valle ed attraversare il fiume su di un ponte di legno simil tibetano, con assi discretamente pericolanti.

Ritorniamo indietro di nuovo con la teleferica e proseguiamo in auto fino all’ingresso del Parco del Paillon del Diablo, una cascata naturale considerata tra le sette più belle del mondo. Per raggiungerla facciamo un sentiero nella foresta dove possiamo ammirare enormi piante di felce, orchidee selvatiche e delle libellule di un colore azzurro brillante veramente bello.

La cascata è spettacolare, il frastuono delle acque molto forte, ma inserirla tra le sette più belle del mondo sinceramente ci lascia perplessi.. Comunque indossiamo il k-way e ci avviciniamo al salto d’acqua. Il fragore è impressionante e si rimane incantati ad osservare l’incredibile potenza dell’acqua quando raggiunge la base della cascata…

Proseguiamo il trekking passando sopra ad un ponte sospeso, portata massima 5 persone; ad ogni passo si dondola un pochino ed attraverso le traballanti e precarie assi di legno si intravede il fondo del canyon con le sue acque spumeggianti. Prima di andarcene ci concediamo al… “bar capanna” un ottimo succo di pomodoro d’albero, un frutto rosso che nulla ha a che vedere col pomodoro insalataro, solo il nome ed il colore. Cresce sugli alberi e non si può mangiare crudo, si beve solo il succo dopo averlo spremuto per bene. Gustosissimo.

Riprendiamo la strada per Banos e dirigiamo per Riobamba, dove dobbiamo arrivare entro le 15.00 per prendere il biglietto per il Trenino delle Ande del giorno dopo.

C’è una discreta coda, tutti turisti, il numero di posti è limitato quindi appena apre la biglietteria c’è l’assalto. Ma non sarà l’unico, infatti alla partenza dovremo esser presenti all’alba per accaparrarci i posti migliori, lato burroni… Alla sera ceniamo e pernottiamo all’Hacienda Las Andaluza, non è un convento come ormai ci eravamo abituati ma è comunque molto bella e caratteristica. La cena è allietata da un gruppo che suona con strumenti indios sia musica indigena tipicamente andina sia grandi successi tradizionali, “convertiti” dal suono particolare dei loro strumenti.

Non possiamo farci mancare il cd, prima del meritato riposo…

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3 thoughts on “Ecuador – Alle porte dell’Amazzonia

  1. Wowww, che meraviglia, sono posti magnifici e le tue foto dimostrano che nel mondo c’è tanta bellezza.
    Bellezza che deve essere protetta e rispettata.
    Ciao, buona serata. Pat

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