Ecuador – Galàpagos – Bartolomé e Santa Cruz

12/08 Isla Bartolomé e Isla Santa Cruz

Ci svegliamo nella Bahia di Sullivan, all’Isla Bartolomé, probabilmente la più conosciuta e fotografata per via del famoso Pinnacle Rock, un faraglione che spunta dall’acqua puntando verso il cielo come la punta di una freccia.

Approdiamo sull’isola su di uno spuntone di roccia da dove parte una scalinata in legno che ci porterà alla sommità dell’isola, a 174 mt di altezza, dopo aver percorso 300 scalini. Incrociamo altre comitive che scendono soddisfatte dello spettacolo visto, all’inizio eravamo un po’ preoccupati dalla presenza di una nave da 100 passeggeri che avrebbe ingombrato i nostri passi, ma dopo che questi sono scesi dalla vetta sono subito ripartiti verso altre mete. Rimaniamo quindi solo noi più un altro paio di barche sempre da 16/20 posti. Il problema della presenza di troppi turisti era stata una delle note dolenti subito balzate agli occhi all’arrivo in Galàpagos; in effetti ci si aspettava di essere meno ma ovviamente siamo qui anche noi come gli altri a subire gli stessi lamenti.. Sono anni che il governo locale delle Galàpagos, così come i responsabili del Parco e la comunità scientifica internazionale invocano una riduzione del numero consentito di turisti e soprattutto di clandestini, ossia ecuadoriani continentali che cercano lavoro non regolare nel posto più visitato e quindi più remunerativo del Paese. Per lo stesso motivo il governo centrale è restio a limitare ulteriormente l’accesso alle isole, in quanto primaria fonte di ricchezza. Sono ormai quasi 100.000 i turisti che ogni anno arrivano qui e ad un costo di 100 dollari l’uno fan il loro bel tesoretto, senza contare tutto l’indotto che vi gira intorno. E purtroppo di questi 100 dollari solo il 10 % va la Parco, un altro 10% al centro ricerca Darwin ed i restanti 8/10 equamente suddivisi ai vari enti statali..
Risalendo le scale il panorama non cambia fino a quando non si è quasi in cima. Tutto intorno terra rossa, lavica ma dalle differenti tonalità, rende il paesaggio molto suggestivo. Finalmente arriviamo in cima ed è veramente uno spettacolo ! Davanti a noi si para l’immagine delle tante guide e libri che trattano delle Galàpagos: l’istmo dell’isola, con sullo sfondo l’Isla Santiago, la spiaggia Bartolomé con il Pinnacle rock, i colori delle dune, della spiaggia, della terra rossa dell’isola ed infine le varie tonalità di azzurro del mare cristallino rendono questo posto un tempio della bellezza della natura.

Questo è uno di quei posti dove si starebbe seduti per ore a meditare, purtroppo per noi il tempo è tiranno e tra l’ora che ci abbiam impiegato ad arrivarci e la ventina di minuti passati a rimirar il paesaggio è tempo di ridiscendere per andare in spiaggia a giocare coi leoni marini ed a fare snorkeling.
Approdo “bagnato”(ossia saltando in acqua dalle Pangas e bagnandosi mediamente sopra il ginocchio..) alla spiaggia Bartolomé, sotto il Pinnacle Rock. Anche oggi, seppur ci sia il sole, la temperatura è fresca e quella dell’acqua ancora di più. Appena arrivati notiamo dall’altra parte della spiaggia un altro gruppo che sta giocando insieme ad un paio di leoni marini . Molti di noi vi accorrono macchinetta alla mano mentre io, facendo un po’ il baldanzoso con i pochi amici rimasti, dico loro che piuttosto che andar laggiù in mezzo ad una ventina di persone che attorniano le due bestiole, cercherò di portare in acqua a giocare con me i 2/3 leoni che abbiamo vicino a noi e che sono come spesso accade, tranquillamente sdraiti a prendere il sole. Ho fatto questa “sparata” goliardica più per lo scherzo e mai mi sarei immaginato che chiamando in tutti i più disparati modi, stile baubau miciomicio i leoni marini, uno di questi si ridestasse dal suo torpore per raggiungermi in acqua ed iniziando a piroettarmi attorno…

Ero felice come un bimbo che mangia lo zucchero filato mentre va sulla sua giostra preferita !
Anche gli altri, stupitissimi dall’atteggiamento del simpatico pupazzone vivente, mi raggiungono in acqua. C’è solo un momento di preoccupazione e…patos quando il leone per giocare inizia a mordicchiarmi in varie parti del corpo, andando a parare pure “laggiù” !
Dopo qualche minuto la bestiola torna in spiaggia e noi iniziamo lo snorkeling intorno al Pinnacle Rock. Il mare è limpidissimo ed il sole oggi ci aiuta ad ammira le bellezze marine. In particolare questa zona è piena di stelle marine molto grandi, che appoggiate sul fondale scuro danno l’idea di un cielo stellato.. Dalla parte opposta della famosa roccia, abbiamo la fortuna di vedere un pinguino su di uno scoglio. E’ immobile, sembra quasi finto. Risaliamo al volo sulle pangas per avvicinarci ad ammirarlo ed è veramente carino, trasmette subito simpatia.

Scatta nuovamente il gong ed anche l’escursione a Bartolomé finisce. I tempi vengono dettati, oltre che dallo scandire impietoso delle lancette, anche dal grado di ibernazione raggiunto durante i nostri bagni. Seppur con le mute, difficilmente si riesce a resistere più di mezz’ora in acqua.
Durante il pranzo la barca naviga verso Isla Santa Cruz dove abbiamo in programma un’escursione in Panga a Black Turtle Cove, una vasta area sulla costa occidentale dell’isola, ricca di mangrovie e dove vivono mante, squali e tartarughe marine. Ci addentriamo lentamente ed a motore spento nella fitta rete di canali evitando di andare a sbattere la testa contro i rami di mangrovie che avvolgono questo posto.

Dobbiam fare il massimo silenzio per avere la possibilità di avvistare qualche animale marino e non disturbare troppo in questo meraviglioso habitat. Riusciamo ad avvistare un paio di tartarughe ed anche qualche manta nera a pois bianchi.

Durante il rientro alla barca abbiamo il primo contatto con le splendide sule dai piedi azzurri. Appollaiate sugli scogli, osservano il nostro silenzioso passaggio, altre invece ci danno prova della loro abilità di pescatrici. E’ incredibile veder tre esemplari che si tuffano in mare insieme, uno dopo l’altro come aerei da caccia all’attacco e poi riemergere dopo 3/4 secondi con la preda in bocca e rialzarsi in volo. Rientrati a bordo dello Yacht partiamo subito per spostarci a Plaza Sur, un isolotto dalla parte opposta di Santa Cruz. E’ il primo spostamento di una certa lunghezza che facciamo mentre c’è ancora il sole e ne approfittiamo per godere del ponte alto dello yacht. Con grande piacere scopriamo che veniamo “scortati” durante il questo trasferimento da uno stormo composta da una decina di fregate. Ora si spiega il nome di questa imbarcazione..(Fragata).

Per una parte del gruppo è la sera del commiato, quindi si fa un brindisi tutti insieme e chi parte parla delle sue impressioni riguardo al viaggio effettuato.

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