USA OtR – 3000 miglia nel West – “Un tuffo nel mito: Monument Valley!”

Decimo giorno.

Lasciamo Moab dopo due giorni veramente intensi a livello emozionale, oltre che fisico.

Arches e Canyonlands hanno lasciato il segno; soprattutto il secondo, inaspettatamente, è stato una bellissima sorpresa !

Per raggiungere Mexican Hat, dove abbiamo preso la camera all’omonimo lodge, ci vogliono appena una paio d’ore. Ma prima di lasciare giù i bagagli e tuffarci nel mito della Monument Valley, ho programmato un pò di fuoristrada.

E’ da quando abbiamo preso l’auto “sbagliata” a San Francisco che occasionalmente penso a questa giornata, pregando che non piova, facendo, visto che siamo nel territorio dei nativi americani, la danza del sole 😀 .

La scelta di noleggiare il SUV era anche e soprattutto in previsione di questa giornata. Se dovesse piovere, le strade sterrate sarebbero inaccessibili alla Maxima. Sarebbe terribile rinunciare al giro in mezzo ai “Monumenti”.

Il tempo è soleggiato e quindi sono tranquillo quando poche miglia prima di Mex Hat svolto a destra per imboccare la Valley of Gods, praticamente una Monument Valley in miniatura !

Nonostante un cartello inviti a proseguire solo se muniti di 4 ruote motrici, col fondo asciutto la percorrenza è comunque agevole anche per le berline e dopo qualche miglio ne capiamo anche il motivo… Un caterpillar con tanto di benna passa a spianare il fondo stradale !

Incredibile, qui in mezzo al nulla, si preoccupano pure di tenere in buono stato una strada di questo tipo.             Il paragone con la manutenzione delle italiche arterie viene spontaneo… 😡

Oltre all’imponente mezzo incontriamo solo un paio di auto e quindi, pur dando sempre un occhio a dove mettiamo le ruote, riusciamo a gustarci il panorama.

Dopo una ventina di miglia approdiamo per la gioia di Laura su una strada asfalta. So che non sopporta gli sterrati con la moto, ma almeno su quattro ruote dovrebbe esser più tranquilla 🙄 ! invece…

La sua pace dura pochi istanti. Mi sto dirigendo infatti verso la Mokee Dugway, un’altra strada bianca che sale a tornanti lungo la parete rocciosa del Cedar Mesa.

Il suo “noooo” alla vista del cartello di avviso dello sterrato è tutto un programma 😀

Le tre miglia di questa stradina sono a dir poco spettacolari e mentre scattiamo foto e filmiamo la nostra ascesa, nuovamente torna il tarlo delle due ruote…

Appena in cima, si svolta a sinistra per raggiungere Muley Point, un punto panoramico da dove si possono già vedere in lontananza mesa e butte della Monument Valley .

Ritorniamo sui nostri passi e percorriamo la Mokee anche in discesa. Mi stupisco che non ci siano altre auto a percorrere questi  tratti panoramici, forse trascurati a favore dell’attrazione più famosa. Un vero peccato perchè queste deviazioni dai percorsi ordinari meritano tantissimo.

Al Gooseneck State Park invece troviamo qualche turista in più. D’altronde le anse “costruite” dal San Juan River in questo tratto sono arci note e la vista sulla “S” che il fiume percorre 300 metri più sotto è qualcosa di unico.

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Dopo esserci nutriti della bellezza del paesaggio circostante, è tempo di nutrirci anche degli ottimi sandwiches preparati da Lau. Dividiamo l’unico tavolo ombreggiato dell’area pick nick con una simpatica famigliola multiculturale: lui uruguagio, lei francese, con due figlie deliziose vivono in Francia, al confine con la Spagna.    In casa parlano spagnolo, le figlie studiano italiano. Ne salta fuori una bellissima ora a chiacchierare dei più disparati argomenti, mixando il tutto nelle quattro lingue sufficientemente conosciute. Per la serie:” Bonjour, would you like dell’insalata ? Muchas Gracias !” 😀

Continueremmo molto volentieri la conversazione ma entrambi dobbiamo ripartire e per di più in direzioni opposte.

Adoro questi incontri estemporanei che mi restano poi dentro per sempre.

Da Gooseneck arriviamo a Mexican Hat e ci fermiamo per lasciare i bagagli nel lodge. Qualche minuto di relax e poi via verso il mito. Bastano poche miglia per entrare nello scenario di decine di film… Ma uno su tutti, provenendo da nord come noi, si palesa nelle nostre menti: Forrest Gump !

Parcheggiamo sulla collinetta dove il buon Forrest si è fermato dopo il suo ostinato correre per tutta l’America.

Cerchiamo invano il cartello posto a segnalare il punto esattto di  questo “evento”, ma non trovandolo ci “accontentiamo” di vivere questa scenografia…

Avevo sognato molte volte di esser qui… ed esserci è qualcosa di indescrivibile.

“Oh my God ! Ci sono ! Sono nella Monument Valley !”

Paghiamo l’obolo alla gentile signora navajo e ci tuffiamo in mezzo a questi “monumenti” naturali. Mi rendo conto anche della fortuna che abbiamo, oltre ad esser qui, che ci sia il sole e la sterrata sia praticabile. Stamattina, guardando la valle da Muley Point, vedevamo sinistri scrosci d’acqua lasciati da nuvoloni scuri che, come animali selvatici, sembravano marcare il territorio.

La Scenic Drive ci porta proprio in mezzo a Butte e Mesa, nominati a seconda delle vaghe forme che ricordano elefanti, piuttosto che cammelli ecc…

Il fondo sabbioso impegna non poco nella guida della nostra berlinetta. I fuoristrada se la cavano invece egregiamente ed ancor di più i pick up dei tour organizzati che si divertono a sfrecciarci accanto facendo mangiare un pò di polvere ai turisti “fai da te”.

Saliamo al parcheggio del John Ford Point. Lasciamo l’auto e ci avviamo al mitico punto 0. Il luogo dove questo grande regista ha contribuito con la sua visione a rendere famoso in tutto il mondo questo piccolo angolo di paradiso.

Non resisto e con un paio di dollari mi faccio fotografare in sella al ronzino di turno.

L’amico indiano però non mi fa andare fino in punta, nel luogo esatto dove è stato immortalato il grande John Wayne… Copyright ?! Esclusiva dei tour organizzati ?! Mistero…

Ci andiamo a piedi e pure in un attimo di poco affollamento. Giusto un altro paio di persone che fanno al caso per scambiarci i classici favori fotografici.

Capisco il caro vecchio John; pure io starei qua ore ad ammirare questo panorama…

… ore come avrei fatto già in diversi luoghi durante questo magico viaggio.

Questi scenari da meditazione mi catturano sempre e la manciata di minuti che posso dedicargli non sazia la mia voglia di simbiosi con l’ambiente che mi circonda, non mi lascia il tempo di lasciar scappare i miei pensieri verso questi orizzonti infiniti.

Ma su, non posso pretendere di avere tutto… Giusto 24 ore prima mi ero potuto godere questi momenti in quel di Canyonlands… Ora dobbiamo completare l’anello della vallata.

Passiamo i vari Camel Butte, Totem Pole, Artist Point. Non ci possiamo negare un breve trail intorno alla Cly Butte…

Affiora un pò di stanchezza, Laura cerca qualche appoggio per rilassarsi un attimo…

Ma si sta facendo sera. Il sole, scendendo , accende le rosse rocce di questa valle e certamente anche i cuori di tutti quelli che stanno vivendo come noi questo “sacro” momento.

Risalendo verso il parcheggio principale, guardiamo verso l’alto e ci sentiamo un pò cowboys anche noi, osservando un folla numerosa che proprio come gli indiani nei film, è in fila fianco a fianco sul ciglio della collina per ammirare lo show del tramonto.

Ci uniamo a loro per un ultimo sguardo di commiato…

uscendo poi dal Parco sotto un cielo infuocato…

Una volta al Lodge, chiudiamo degnamente la giornata guastandoci una fantastica bistecca allo Swingin Steak…

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15 thoughts on “USA OtR – 3000 miglia nel West – “Un tuffo nel mito: Monument Valley!”

  1. Really beautiful Max!!!! I wanted to see it before, … So many westerns when I was a child…But now, after looking at your pics, I can see it is true…And still more beautiful…That light!!!! I love it….Thanks for sharing it!!!

  2. Bea, probabilmente avrai un cassettone enooorme come il mio 😀
    Sì, è stato un viaggio fantastico !
    Ti auguro di realizzarlo pure tu 😉

  3. Eh sì, cara Pat… figurati che mi emoziono anche solo a riviverlo, buttandolo giù qui sul blog…
    Grazie !

    buona settimana !

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