Valencia – Cuatro días con la Sangría – (día dos !)

La mattina si apre con brutte notizie: la nostra guida Paloma non sta bene e deve rinunciare a portarci a spasso per la sua città. Però ci affida al suo collega ed amico Isaac ed è con lui che partiamo alla scoperta dei luoghi più caratteristici di Valencia.

Iniziamo da Plaza del Ayuntamiento e proprio da quest’ultimo, ossia il municipio, dove si governa la città. Passiamo dalla Sala di Cristallo dove è allestito il bellissimo presepe, alla Sala delle Riunioni, dove si riunisce la giunta. Purtroppo non possiamo affacciarci al balcone con vista sulla plaza perché lo stanno approntando per la festa di domani sera, quella dell’ultimo dell’anno.

A passo spedito Isaac ci conduce alla stazione del nord, che già abbiamo noi abbiamo visitato la sera prima, ma ovviamente con le spiegazioni della guida la viviamo in maniera diversa…

Passando davanti alla Plaza de Bous andiamo al centenario Mercado de Colón, dove all’esterno possiamo ammirare i mosaici rappresentanti i prodotti e la vita di campagna locale ed all’interno la scenografica struttura a tre navate.

Passando davanti al Palazzo di Giustizia, scherziamo ricordando alcune analogie tra politici locali ed italiani ma poi ci soffermiamo davanti all’imponente bellezza naturale dei ficus giganti che abbelliscono i giardini intorno al palazzo…

Fatte poche centinaia di metri entriamo nella sede dell’università valenciana, la Nau !  Il nome non mi è nuovo ed anche se non c’entrano niente l’una con l’altra, mi ricorda un’altra NAU, l’università di Flagstaff, la Northern Arizona University ! Singolare !

Uscendo sulla piazza del Patriarca dove si trovano, tra le altre, le statue dei fondatori dell’università, un’altro edificio attira la mia attenzione e mi ricorda qualcosa d’altro… Il Palazzo della Civiltà Italiana a Roma!

Passiamo ad un edificio molto più interessante con una facciata molto particolare, in stile rococò con una impressionante decorazione in alabastro ! E’ il museo della ceramica !

Sgusciando velocemente tra i vicoletti del centro, Isaac ci porta in una piazzetta molto particolare, una vera chicca: Plaza Redonda con il suo mercatino municipale. E’ completamente rotonda ed accoglie nel suo ventre piccole botteghe artigiane dove ancora oggi ritroviamo abili tessitrici al lavoro…

Purtroppo la recente ristrutturazione con copertura per favorire l’ombra, ha fatto perdere un po’ di quel fascino che trasuda invece dalle foto di un tempo, appese alle botteghe qua e là…

Usciamo dalla piazza e Isaac ci porta in uno dei locali storici di Valencia: l’Horchatería de Santa Catalina ! E’ quindi d’uopo assaggiare questa specialità accompagnata da enormi brioches e dal tubero da cui è estratto il latte vegetale… spettacolo !

Rifocillati a dovere, andiamo alle Torres des Serranos e prima di arrivare alla prossima meta che è la Borsa della Seta, attraverso stretti vicoli sbuchiamo in una piazzetta dove ci appare il meraviglioso murales di Rosita Amores, vedette, cantante ed attrice valenciana…

La Borsa della Seta è stata costruita oltre 500 anni fa ed ha l’aspetto di un castello medievale. Essa risale ad un epoca di scambi commerciali molto floridi per la città. Chi non rispettava i patti, veniva portato sulla torre e qui possiamo immaginare come tornava rapidamente di sotto…

All’esterno alcuni medaglioni rinascimentali e delle gotiche gargolle fanno bella mostra di sè, due in particolare…

Uscita dalla Borsa della Seta, entriamo al Mercado Central, cuore pulsante della città !

Lo splendore della struttura che anche qui miscela una parte araba con una più moderna, si fa ammirare in tutta la sua maestosità appena si oltrepassa l’ingresso prinicipale, esaltato dalla grande quantità di luce naturale che attraversa le vetrate colorate. Ed è bello aggirarsi tra i banchi ricchissimi e coloratissimi delle varie tipologie di prodotti esposti.

Prima di salutarci, Isaac ci da le dritte per andare a mangiare la classica Paella Valenciana. Torniamo in Plaza del Ayuntamiento e prendiamo il bus che ci porta alla spiaggia della Malva Rosa ed andiamo a La Pepica, locale storico, centenario, dove anche Hemingway andava a gustarsi il piatto tipico locale.

Dal padellone colmo ci escono ben tre piatti ciascuno, alla fine faremo terra bruciata… anzi,”paella bruciata”

Per smaltirla, non ci resta che una bella passeggiata sulla lunga spiaggia, anche inseguendo soggetti fotogenici per portare a casa qualche bello scatto…

Il sole si abbassa e lasciamo la spiaggia per andare a goderci lo spettacolo della Città dell’Arte e della Scienza illuminate. Pur essendo un luogo moderno, grazie alla bellissima architettura disegnata da Calatrava, mi trasmette una grande sensazione di pace e relax…

e quando si accendono le luci rosse per via delle festività natalizie, scatta la magia…

Risaliamo al piano superiore dell’Umbracle, passeggiando nel giardino botanico e tornando lungo la passeggiata delle sculture, aiutandole a volte nei loro bisogni essenziali…

Lasciamo la moderna cittadella e col bus ritorniamo nel centro storico per la cena. Sul bus troviamo un paio di ragazzini vestiti in costumi carnevaleschi. Ignari di quel che vedremo da lì a breve, attribuiamo la cosa ad una qualche festicciola privata…

Ma una volta giunti nei pressi della stazione, il bus si ferma e fa scendere tutti. Le strade sono chiuse e la presenza di gente in costume si sta moltiplicando esponenzialmente man mano che ci avviciniamo all’arena ed alla piazza della stazione. Chiedediamo lumi sulla situazione e scopriamo che c’è la “famosa corsa in costume di San Silvestro !”

Ci buttiamo in mezzo alla folla festante al ritmo coinvolgente dei tamburi suonati da un gruppo locale, mentre anche una carinissima granchietta un po’ spaurita viene condotta dalla madre verso il cuore della Fiesta !

Partita la corsa, ci spostiamo per la cena nel quartiere Ruzafa, ricco di locali trendy dove si svolge la movida valenciana. Movida cui in vero non ce la facciamo a partecipare, perché al termine della cena, l’app Endomondo segna già 17 km fatti a piedi in questa intensa bellissima giornata e siamo leggermente provati… Dobbiamo recuperare le energie per l’indomani, perché abbiamo un programma molto ricco !

Hasta luego !

 

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