Corsica 2010 – “Dal Dito alla Bocca (di Bonifacio…)”


Questa è stata la motovacanza delle 3M : moto, mare e monti. In una sola parola, la Corsica !

L’isola della bellezza non ha smentito la sua fama nemmeno a noi.  Veramente uno spettacolo della natura, almeno per 3/4 dell’isola, ossia quella che abbiam visto, perchè abbiam deciso di tralasciare la costa orientale che molti ci segnalavano come “normale”.

Ma andiamo con ordine e partiamo dal porto di Genova dove al parcheggio pre imbarco veniamo affiancati da una coppia con uno scooterone che tra i bagagli recavano con loro anche un simpatico cagnetto, che trovava posto in un borsone da viaggio dedicato. Bellisimo portarsi appresso anche il proprio amico a quattro zampe in un viaggio su due ruote ! 🙂

Sbarcati a Bastia nel primo pomeriggio, ci dirigiamo  verso Saint Florent, base per i primi quattro giorni. E subito si sale verso Col di Teghime lungo la D81. E’ una sorta di benvenuto, di assaggio, di introduzione a quello che è una vacanza mototuristica in Corsica : salite, curve e panorami con sullo sfondo il mare.

La mezza giornata che ci rimane la dedichiamo alla scoperta di St Florent, piccolo paesello che si gira bene in 2/3 ore a volersi soffermare su ogni pietra…

Calvi. Per raggiungerla da St Florent si passa attraverso il deserto delle Agriate, che ovviamente non è un vero e proprio deserto ma un’area selvaggia ricoperta da tipica vegetazione della macchia mediterranea.  La trentina di km di asfalto che l’attraversano sono un continuo susseguirsi di curve, senza un attimo di tregua, tal che se si vuole godere del paesaggio mentre si guida , si deve procedere ancor più lentamente che al classico “passo d’uomo”(passo di donna davanti alle vetrine ?!). Panorama aspro, duro e selvatico. Lo stradone che prosegue poi passando per Ile Rousse è molto veloce e regala anch’esso qualche bel tratto lungo costa. Calvi è deliziosa, visitiamo la cittadella e passeggiamo tra le viuzze centrali del paese, ricche di negozietti più o meno tipici. Ci aspettavamo qualcosa di meglio o di diverso, con una parte storica un pò più ricca.

A metà pomeriggio la lasciamo per addentrarci nell’entroterra, nella Balagna. Paesini arroccati che ammirano dall’alto e da lontano il pianoro ricco di coltivazioni ed in lontananza il blu del mare.

Il terzo giorno è dedicato al giro del “Dito”. Lo percorriamo rigorosamente in senso antiorario per avere sempre mare e panorami sulle scogliere ed i famosi e famigerati strapiombi sulla nostra destra. Sosta ad Erbalunga, piccolissimo porticciolo con poche caratteristiche case di pescatori e la torre genovese. A Macinaggio si vira verso l’interno ed a circa metà strada tra una costa e l’altra, imbocchiamo la stretta e ripida stradina che scende a Barcaggio dove “spiaggiamo” per il pranzetto proprio davanti alla Giraglia ed un mare sempre magnifico. Sulla sponda occidentale del Dito facciamo tappa a Port Centuri …

e Nonza che raggiungiamo passando davanti alla spettrale miniera di amianto, senza far a meno di pensare a quanti morti abbia provocato e provochi tutt’oggi questo minerale.

La spiaggia nera (più grigia a dire il vero) di Nonza è deserta.

Il paese al contrario pullula di centauri e nella piccola piazzetta un dolce nonnina è intenta a raccontare storie del tempo che fu ai piccoli che la circondano.

Quarto giorno tra mare e monti, quelli del Nebbio. Mattinata spesa alla splendida spiaggia di Saleccia, raggiunta tramite battello e quindi con una bella passeggiata di tre quarti d’ora in mezzo alla natura. Avevamo cercato di scendervi la sera prima in moto tramite la strada sterrata, ma le abbondanti piogge dei giorni precedenti hanno reso il percorso impraticabile, per lo meno al sottoscritto. La spiaggia è forse la più bella della Corsica, per fortuna a fine giugno ancora vivibile. Pomeriggio dedicato a gironzolare per le stradine del Nebbio, con sosta doverosa alla chiesetta di San Michele di Murato.

Sorta in un luogo ameno, è un’oasi di pace e serenità, sensazione accentuata dal sole calante del tardo pomeriggio.

Lasciata St Florent dirigiamo verso Porto per porvi la seconda base programmata di tre giorni. La Routard e diversi commenti impauriti letti nel web, avevano quasi insinuato in me l’idea di rinunciare a fare la strada lungo la costa dopo Calvi. Meno male che alla fine il buonsenso ha prevalso e con la dovuta attenzione e moderata velocità, percorriamo uno dei tratti paesaggistici più belli che mi sia mai capitato di fare in moto. Da Calvi in direzione Galeria lungo la vecchia strada costiera, la prima decina di km sono qualcosa di straordinario.

Porto è una piccola località con una caratteristica torre genovese ancora ben tenuta che domina sugli insediamenti turistici della marina. Il paese vero è un paio di km all’interno e dal mare si risale all’ombra di altissimi eucalipti.

Il primo del paio di giorni restanti lo dedichiamo alla scoperta dell’interno dell’isola e sulla strada verso Corte ci godiamo la Foresta d’Aitone dove il traffico più intenso è dato dalla numerosa presenza in strada di vacche e cinghiali. Quindi le gole della Scala di Santa Regina e quella della Restonica, per poi passeggiare per le vie di Corte e della sua fortezza.

Spesso il paesaggio da la sensazione di esser sulle Alpi, eppur il mare è ad una cinquantina di km  o forse meno in linea d’aria dalle vette del Monte Rotondo…

L’ultimo giorno sulla costa occidentale è speso vagando lungo la costa verso Cargese e Sagone, con relax sotto il sole alla spiaggia di Arone prima ed alla caletta della Ficajola poi, con tramonto ammirato dalle Calanche di Piana e/o viceversa, ossia ad ammirar le Calanche alla luce del tramonto…

Durante il trasferimento da Porto a Porto…Vecchio,  facciamo tappa al sito preistorico di Filitosa. Ricco di Menhir antichi e moderni 😀 .

Sicuramente un luogo molto interessante, consigliato a chi non vuole limitarsi a vivere la Corsica solo in spiaggia.

I quattro giorni finali a Porto Vecchio dovrebbero esser di relax dopo l’impegnativo giostrare sulle strade della parte occidentale dell’isola, ma non è proprio nella nostra indole. L’ozio è presente nel nostro vocabolario ma è una voce piccola piccola…Quindi un pò di meritato riposo nelle rinomate spiagge di Palombaggia e Santa Giulia, ma solo dopo aver dondolato lungo le curve della Foresta dell’Ospedale e del Col di Bavella, o dopo la passeggiata fino alla cascata della Piscia di Gallo, dove immmersi nella foresta per circa un’oretta, ci divertiamo a scender fino ai piedi della cascata per trovare refrigerio negli spruzzi nebulizzati che essa crea.

O infine dopo esser andati alla scoperta di quel gioiello incastonato sulle falesie che risponde al nome di Bonifacio.

Lo ammiriamo dall’esterno, lungo le mura perimetrali; all’interno delle sue piccole ed affollatissime viuzze; da sotto, scendendo lungo la scala del Re d’Aragona e circunnavigandolo a bordo di un battello; da lontano, passeggiando fino al faro di Capo Pertusato sopra le bianche falesie che esaltano l’architettura ardita del paese e la cristallina trasparenza del mare.

Insomma,  proprio come fosse stata nutella che dalla nostra falange percorre nell’aria il viaggio verso le nostre fauci, dal Dito alla Bocca abbiamo assaporato ottimamente la nostra motovacanza corsa.

18 thoughts on “Corsica 2010 – “Dal Dito alla Bocca (di Bonifacio…)”

  1. Bellissimo diario Max … avete veramente vissuto la Corsica …. e complimenti per le foto!!

  2. io che la corsica l’ho fatta con tutte le moto che mi son passate sotto il c… non ho potuto far altro che tuffarmi nel tuo “servizio” per rivivere le emozioni,i colori,i profumi,i luoghi, le avventure e disavventure(quest’ultime poche in realta)che questa piccola e splendida isola(così vicina poi) regala.complimenti per le foto,le descrizioni e per….il tuo curriculum di mototurista:notevole.ciao.angelo

  3. Ciao Max, è con estremo piacere che leggo il tuo blog, davvero ricco ed interessante… sopratutto questo report sulla corsica…!

  4. Ho letto con piacere , più o meno lo stesso itinerario che feci nel 2007 .
    Con molta probabilità la Corsica sarà la nostra meta estiva , visto che quest’anno abbiamo deciso di ” rallentare ” un po’ .
    Un abbraccio
    Batty

  5. Ciao Battyyyyy! Ti capisco bene… pure noi più o meno viviamo alla giornata e credo staremo a non più di un paio d’ore di aereo… pronti per un eventuale rapido rientro

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