Valencia – Cuatro días con la Sangría – (tercer día)

Siamo giunti al 31 dicembre, ultimo dell’anno. Ci aspetta la festa della “noche vieja”, ma prima abbiamo davanti un’intera giornata di sole da sfruttare in questa deliziosa città.

Noleggiamo ad un costo modico le biciclette direttamente in hotel e imboccando la pista ciclabile che passa proprio davanti ad esso, pedaliamo in direzione del centro storico. Andiamo a visitare la chiesa di San Nicolas, detta anche “la Cappella Sistina di Valencia”.

Come spesso accade i paragoni sono forse azzardati, ma una volta dentro si resta veramente molti minuti con lo sguardo all’insù ad ammirare affreschi, pitture e stucchi di questa bellissima opera d’arte…

Lasciata la chiesa riprendiamo a pedalare ed andiamo a tuffarci nel fiume Turia… in realtà, nello spettacolare Jardin del Turia, parco di oltre 100 ettari e cuore verde della città !

Piste ciclabili, vialetti pedonali dove moltissime persone vengono per una rigenerante passeggiata nel verde o per fare jogging. questi giardini sono il paradiso di ogni sportivo attivo. Man mano che pedaliamo verso il mare incontriamo campi attrezzati per diversi generi di sport: calcio, rugby, baseball… Inoltre sono presenti aree con attrezzi “da palestra” per mantenersi in forma; in altri spazi verdi troviamo gruppi che fanno yoga o altri tipi di ginnastica dolce.

Proseguendo incontriamo un ampia area giochi dedicata ai più piccoli: steso e legato alla mercé delle piccole pesti, nientemeno che Gulliver !

Pedalando allegramente in questo magnifico contesto, giungiamo fino alla Città delle Arti e delle Scienze, dove abbiamo in programma la visita al Parco Oceanografico.

L’acquario è uno dei più grandi d’Europa e racchiude un grandissimo numero di specie diverse che popolano tutti gli habitat di mari ed oceani…

Dopo oltre tre ore passate a vagare per pesci, mammiferi e volatili di ogni continente, lasciamo il parco per consumare uno spuntino in uno dei numerosi chioschi incontrati durante la pedalata nel Turia, al tepore dei 20° del sole valenciano…

Passiamo quindi il pomeriggio passeggiando tra i laghetti ed i vari edifici avveniristici della Ciudad, rivedendo meglio alla luce del sole, le opere presenti nel Paseo de las Esculturas ed il giardino alberato dell’Umbracle, trasformandoci in meridiane viventi ed aspettando la congiunzione del sole con elementi piramidali, come facevano Egizi e Maya…

Nonostante la voglia di restare sia forte, la dobbiamo vincere per rientrare e prepararci per la serata.

Ciò non ci impedisce però di prenderci i nostri tempi per altre soste lungo il percorso di ritorno dove incontriamo altri laghetti e foreste particolari con alberi un po’… spinosi.

Arriviamo nei pressi dell’hotel accompagnati da un bellissimo tramonto, col sole che ci saluta attraverso la fitta vegetazione del parco…

Un paio d’ore di relax in stanza dove tra una chiamata e l’altra a casa per gli auguri di rito, ci accordiamo per trovarci l’indomani con Paloma che, dispiaciuta per la mancata visita effettuata con lei e desiderosa di conoscerci, ci invita ad un aperitivo prima di lasciare la città.

Alle 21 inforchiamo nuovamente le biciclette per avviarci al ristorante che proprio Paloma ci ha consigliato e dove ci ha riservato un tavolo, il Viva Mascaraque.

Dopo un’inizio un po’ critico in quanto non risultava la nostra prenotazione (io dicevo il mio cognome o il nome di Paloma, mentre lei ci aveva riservato semplicemente a nome Max 😀 ), abbiamo iniziato a gustarci una fantastica cena in un locale raffinato con piatti creativi veramente buoni…

Al termine della cena, al momento di congedarci, lo chef ci omaggia dello “spiedino” con i 12 chicchi d’uva che tradizione vuole che vengano mangiati uno ogni rintocco di campana degli ultimi dodici secondi dell’anno, come buon auspicio per quello nuovo…

Con la pancia piena e lo spiedino d’uva in mano, raggiungiamo in bici Plaza del Ayuntamiento pochi minuti prima del count down pronti per mangiare rapidamente i chicchi fino a rischiare il soffocamento 😀

La fiesta ha inizio ma neppure troppo caotica. E’ pieno di polizia e probabilmente il clima di paura ed insicurezza che pervade il mondo in questi tempi bui si fa sentire anche qui…

Dopo una breve passeggiata per la piazza, riprendiamo le bici e rientriamo verso l’hotel zigzagando allegramente dentro il vialetto alberato della Gran Via Ferran !

Un Capodanno in bicicletta non l’avevamo mai passato ! Molto divertente !

 

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