Vercors – “Le strade strappate alla roccia”


Il Parco Regionale del Vercors…  Una piacevolissima scoperta a due passi da casa. Infatti, pur essendo stati innumerevoli volte nelle terre d’oltralpe, non ci siamo mai infilati nelle valli e nelle gole di questo particolarissimo altipiano.

Il momento di colmare la lacuna è giunto e prima della vacanza marittima, ci ritagliamo tre giorni di sano mototurismo in questa regione.

Vi giungiamo tramite un bel itinerario alpino, tra valli note ed altre sconosciute. Varcando il confine sul colle del Moncenisio e proseguendo nella valle della Maurienne, ci immergiamo nel clima da “vacanza francese”, gustando una deliziosa salade.

Continuiamo scalando la novità del Col de la Croix de Fer che ci regala scenari a volte bizzarri, con delle cime che ricordano profili animaleschi  o monti ricoperti da carta stagnola. Un bel passo anche questo che mancava alla mia “collezione”.

profilo di felino...

Lunga discesa nella valle della Romanche e poi sauna in quel piccolo forno che è la sacca di Grenoble. Pochi tornanti per riprendere quota ed entrare finalmente nella frescura delle gole d’Engins e quindi nel Parco del Vercors.

Iniziamo ad assaporare il verde di questi monti e la frescura nelle Gorges d’Engins, ma i primi “esempi” di strada strappata alla roccia li troviamo nelle strette Gorges de la Bourne !

Gorges de la Bourne

Ci fermiamo in più punti a fare foto ed ammirare il panorama, incrociando anche esemplari di moto degni di nota.

Raggiungiamo il piccolo ma caratteristico hotel Le Jorjane nel tardo pomeriggio e tra relax post viaggio e cena, pianifichiamo la giornata successiva, che partirà con la visita alle Grotte di Chorance.

Georges, il gestore dell’hotel, oltre che ottimo cuoco ed appassionato di Georges Brassensè anche un esperto e veterano motard.

I suoi consigli per gironzolare nel Parco si riveleranno preziosissimi.

Dopo lauta colazione, alle nove e mezza siamo già all’ingresso delle grotte. Primissimi, dobbiamo attendere una mezz’oretta per l’orario d’apertura e la visita guidata. La terra vista dall’interno è sempre uno spettacolo affascinante e queste grotte non deludono le attese.

Grotte di Chorance

Tra le curiosità di queste grotte, si possono ammirare anche famiglie di Protei !

una famiglia di protei

Alla fine della visita, un’interessante e divertente spettacolo di suoni e luci ci fa tuffare in un immaginario mondo sotterraneo, dalla nascita della vita fino ai giorni nostri.

Ripresa la moto, andiamo alla scoperta degli altri tesori del Vercors, iniziando da una prima sosta a Pont en Royans per ammirarne le  case sospese sul fiume.

Le case sospese di Pont en Royans

Proseguiamo quindi verso Les Grands Goulets, una delle strade che rendono famoso il Vercors. Purtroppo però non è agibile e ci dobbiamo accontentare di transitare sotto il recente tunnel che le “by-passa” 😦 .

La verde vallata che ci porta al Col de Rousset ci ripaga un pò della delusione. Il panorama che si gode dal colle guardando verso sud sarebbe notevole, peccato la giornata molto calda e la foschia che ne annebbia i colori. Il serpentone che ci aspetta per scendere a Die è comunque ben visibile ed… invitante. 🙂

il serpentone del Col de Rousset

La visita alla cittadina di Die non ci entusiasma particolarmente e dopo un’oretta di vagabondaggio per i vicoli del centro storico, risaliamo sull’ottovolante del Rousset.

Attraversiamo la rigogliosa foresta di Lente e superato il Col de la Machine, si apre davanti a noi quello che chiamano il “Plat du Pays”: la più spettacolare ed elevata strada nella roccia del Vercors, quella che si affaccia sul maestoso canyon della Combe Laval.

la Combe Laval

Qui si rimane a bocca aperta, sia ammirando il paesaggio, sia pensando a come abbiano “partorito” una strada di questo genere.

E forse solo le immagini riescono a rendere l’idea di questo incredibile sito. Quando ci si affaccia dal ciglio della strada, le gambe si fanno molli molli…

Da Vercors

Ammirata a dovere, lasciamo la Combe per raggiungere nuovamente Pont en Royans, dove troviamo refrigerio sulla terrazza dell’interessante Museo dell’Acqua.

refrigerio a Pont en Royans

L’indomani mattina, oltre all’ottima colazione, il buon Georges ci prepara l’itinerario di giornata.

Prendiamo subito lo stradino che sale da Chorance fino in cima alla falesia che sovrasta il paesello. Passaggi spettacolari pure qui e molto stupidamente non mi fermo a fare qualche scatto… Proseguiamo sul verdissimo altipiano fino a Malleval fino ad imboccare le Gorges du Nan.

Ho finito gli aggettivi per descrivere queste bellezze naturali, quindi non mi dilungo e continuo nella narrazione con la discesa nella vallata dell’Isere dove, una volta attraversatolo, andiamo a visitare Le Jardin Ferroviaire un paradiso per gli amanti del modellismo ed anche per i più piccini…

Al termine, acquistiamo dell’olio di noci da un produttore locale. La zona infatti è rinomata per la coltivazione di questo frutto e le strade di valle che percorriamo sono immerse nei rigogliosi noceti.

i noceti della Val d'Isere

Risaliamo sull’altipiano imboccando la Route des Ecouges dal paesino di St.Gervais. La strada si inerpica dapprima in mezzo alla foresta e sbuca in piena falesia per ammirare una vertiginosa cascata di 80 mt !

Anche qui troviamo l’ultimo tratto chiuso al traffico e siamo “costretti” ad infilarci in un vero e proprio buco scavato nelle viscere della montagna con le unghie e con i denti ! Lo stretto e buio tunnel sembra condurre al centro della Terra, dando qualche brividino ed un pò di senso di soffocamento… Finalmente scorgiamo in fondo un puntino luminoso che si fa sempre più grande e sbuchiamo ( nel vero senso del termine, usciamo dal buco !) all’altro capo dell’interruzione stradale, giusto in tempo per dare un’ultima occhiata alla valle dell’Isere.

Dalla roccia cupa ai verdeggianti alpeggi del Col de Romeyère il passo è breve ma lo scenario cambia completamente, con mucche al pascolo sui dolci pendii di questa valle.

Attraversiamo le Gorges de la Bourne e dopo un veloce spuntino a St Martin en Vercors, ci dedichiamo ad un pomeriggio “curvoso” e panoramico percorrendo il Col de Carri ed il Col de la Bataille, planando infine nella quiete dell’Abbazia di Leoncel.

L'Abbazia di Leoncel

Dopo la visita, proseguiamo per il Col de Tourniol da dove dovremmo vedere la città di Valence, ma nuovamente la foschia non ce ne fa che intuire la presenza… Un pò di stradine di campagna e si rientra nel verde parco attraverso il Col des Limouche e scollinatolo, andiamo a chiudere questo piccolo anello ritransitando davanti all’Abbazia di Leoncel.

Continuiamo sulla D 70 all’ombra della Montagne de Musan fino ad Oryol en Royans, quindi Pont e rientro giusto per cena dal buon Georges che naturalmente si sincera che il percorso da lui disegnato sia stato di nostro gradimento… 🙂

La scoperta del Parco del Vercors è finita, ma per rientrare non vogliamo certamente passar per la retta via !

Le previsione meteo sono ancora ottime, caldo a parte, quindi allunghiamo un pò la strada del ritorno ripassando dal Col de Rousset, Die, Gap, Barcelonette e la mitica Bonette, sulle cui rampe non possiamo che levarci il cappello, pardon… il casco, davanti ad intrepidi cicloamatori.

com'è dura la salita...

La foto sul cucuzzolo è sempre doverosa… Certo il cielo non è limpido come quello che ho trovato quattro anni prima durante la due giorni lungo la Route des Grandes Alpesma non ci possiamo lamentare…

in cima alla Bonette

Ultimo snack sul colle della Lombarda, un saluto a Sant’Anna di Vinadio e poi giù nella canicola della pianura padana per un più rapido possibile, a quel punto, rientro a casa.

Aux Revoir, Vercors. Tu m’as bien impressioné.

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11 thoughts on “Vercors – “Le strade strappate alla roccia”

  1. Quest’estate voglio andare nel Vercors! Sono anni che lo dico ma finora…
    Bel racconto, M@x, accompagnato da belle foto, come sempre!
    nonnorichi

  2. Pingback: Napo Verdon Napo « Max510's Blog

  3. Grazie mille per le dritte, ho segnato il tuo percorso sulla mia Michelin!

    Poi ti dico com’è andata!

    Riccardo

  4. Pingback: Mitica Strommina: 10 anni e 120.000 km ! | Max510's Blog

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