I primi 100mila km della Mindina !

Il mitico Pingu è riuscito, dopo averlo fatto sulla Strommina…

a toccare i 100mila km anche sulla Mindina !!!

Arrivata quasi cinque anni fa, con nemmeno 40mila km all’attivo, la Mindina (versione nipotesca di Clementina n.d.r.) ci ha portato in moltissimi luoghi ameni in giro per l’Europa, su tutti certamente la bellissima Scozia !

 

Ed ora avanti verso nuove avventure…

 

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Valle Antrona – Alpe Cheggio, lago Cavalli, rifugio Andolla

Bella escursione in Valle Antrona. Saliamo fino all’alpe Cheggio con la moto e la parcheggiamo nei pressi della diga del Lago Cavalli. Rapida svestizione per cambiare gli indumenti da moto con quelli leggeri da trekking e si parte !

Attraversiamo la diga che forma lo splendido lago Cavalli e proseguiamo sulla destra sul sentiero che porta al Rifugio Andolla.

Il percorso inizialmente è pianeggiante e non presenta particolari difficoltà. Ci si tiene in forma piegando alberi…

Alla fine del lago il sentiero comincia a salire ed imbocchiamo la valle dove scorre il torrente Loranco, che qui vediamo alimentare le acque del lago…

Un esserino curioso e peloso attira la nostra attenzione…

Il sentiero prosegue sempre in leggera ma costante salita e prima di arrivare all’Alpe Campolamana dobbiamo affrontare un passaggio molto ardito ! 😀

Quando manca ancora un’oretta al rifugio, la salita si fa più impegnativa e purtroppo ritornano i guai per il sottoscritto 😦  . Torna infatti a farsi viva la mitica Bandelletta Lata o Ileotibiale, che già mi aveva procurato diversi fastidi lo scorso inverno durante le ciaspolate.

Cerco di proseguire più che posso ma purtroppo il dolore accentua anche il senso di fatica e siamo costretti a fermarci quando ormai siamo in vista del rifugio Andolla e manca solo una mezz’oretta di cammino…

Ci fermiamo su uno sperone di roccia per consumare i nostri panini. Si sta veramente bene, la giornata è magnifica, peccato questo contrattempo… C’è chi comunque ne approfitta per schiacciare una pennichella…

E’ tempo di tornare e riprendiamo a scendere un pò sconsolati, perchè il dolore si fa più acuto in discesa, dovendo sopportare il mio dolce peso.

Quando raggiungiamo di nuovo il lago, c’è la tentazione di fare il sentiero sul lato opposto per tornare a Cheggio, ma il doppio della durata e soprattutto con nuova salita, inducono a più miti consigli.

Ritornando incrociamo molti escursionisti che salgono per passare la notte in rifugio, mentre alcuni volontari locali abbattono il muro di neve sotto cui eravamo dovuti passare all’andata.

Qualche fanciulla coraggiosa si tuffa nelle gelide acque del lago Cavalli… Per un attimo il pensiero di imitarle mi sfiora, ma opto per una meno impegnativa birra fresca al bar a Cheggio, per recuperare un pò di energie e prepararci al ritorno nel forno della pianura…

Alla fine abbiamo percorso circa 11 km in poco più di quattro ore di cammino.

 

 

 

Sale San Giovanni – Un angolo di Provenza in Alta Langa

Sale San Giovanni, un piccolo borgo sito sui colli più alti delle Langhe, è diventato famoso negli ultimi anni grazie alla coltura della lavanda e di altre erbe officinali come l’elicriso, i cui filari sono una sorta di alter ego di quelli della lavanda, ma di color giallo. Numerosi anche i campi di grano Enkir, considerato il padre di tutti i cereali.

Lo scopo della gita è andare alla scoperta del borgo e del suo “oro” sparso lungo le colline circostanti, quindi viaggio spedito fino ad Alba per poi iniziare a godermi le strade di Langa infilandomi in Valle Talloria per poi salire tramite una serie di divertenti tornanti, sulla strada in cresta che porta a Serravalle Langhe e Bossolasco.

Dopo pranzo raggiungo finalmente Sale San Giovanni. Ho scaricato dal sito del comune una preziosa mappa con il percorso agro-panoramico a senso unico che hanno intelligentemente creato per poter permettere di ammirare le varie colture ed appunto il panorama che le circonda…

Mi immetto nello stradino e dopo poche centinaia di metri è subito show con il giallo intenso dell’elicriso !

Proseguendo, un pò in moto e molto a piedi, raggiungo anche i campi di lavanda…

Il mix di colori e profumi è incredibile. Nell’aria si ode solo il ronzio di migliaia di api e l’affascinante stormire del vento, soprattutto in mezzo alle spighe del celeberrimo Enkir…

Il tempo scorre sempre troppo velocemente quando si sta bene ed in un luogo magico com’è questo.  Prima di ripartire voglio visitare anche il borgo, che fa capolino in lontananza, tra fili viola di lavanda.

Chiuso il bellissimo anello agropanoramico, mi infilo nel piccolo borgo dove non trovo anima viva… ma deliziosi scorci da immortalare, sì.

Dopo circa tre ore a gironzolare e scattare foto è ora di tornare, ma il richiamo delle amate panchine giganti è fortissimo e Ceva dista solo una manciata di chilometri.

In 10′ sono al Campanone, dove è stata collocata con l’intento di mostrare il paese dall’alto. Purtroppo però trovo un ambiente sporco e trascurato che mi mette addosso una profonda tristezza. Un vero peccato… Tra l’altro, di Ceva vi si scorgono solo i tetti, visto il fogliame degli alberi ad alto fusto e la vegetazione trascurata appena al di là della staccionata…

Questa è la mia 22a panchina, finora nessuna mi aveva deluso… un vero peccato. Spero di esser stato sfortunato ed aver trovato una giornata o un periodo particolare e che la bellezza della location dove è sita venga rivalutata.

Timbro il passaporto e poi via sui tornanti che mi riportano in quota in direzione di Alba e da lì, di corsa verso casa, con 35°c ed un afa pazzesca ma con ancora nelle nari il profumo della lavanda .

Panchine Giganti – Alla ricerca del timbro perduto

Quando ho iniziato ad appassionarmi alle Panchine Giganti sparse per il Piemonte (ed anche oltre ormai…), non esisteva ancora il Passaporto ufficiale del Big Bench Community Project.

Sono infatti già passati due anni dall’aver scoperto la prima panchina in quel di Castelnuovo Calcea ed ora sono all’inseguimento, non solo delle panchine stesse, ma anche dei timbri da metter sul mio passaporto riguardanti le panchine già visitate, quando appunto non era ancora stata creata questa iniziativa per raccogliere i ricordi di tutte le visite fatte.

Eccomi quindi in un tranquillo giorno feriale, gironzolare per il Monferrato alla ricerca del timbro perduto.

La prima tappa, lasciata la tangenziale di Asti è Moasca, dove però scopro che il ristorante che ha il timbro è chiuso il lunedì. Immerso nel totale godimento di guida e panorama, non ho pensato a controllare sull’elenco degli esercizi che hanno i timbri, quali sono aperti e quali no.

Poco male, rimetto in moto e mi dirigo verso Nizza e quindi verso Acqui lungo una delle strade più belle che conosca e che non mi stancherò mai di fare. Al bivio per Fontanile svolto a sinistra e lo raggiungo dopo pochi chilometri.

Doveroso tornare alla sua panchina gigante, a mio avviso collocata in un luogo tra i più belli tra quelli su cui sorgono e che ho visto finora. Mi siedo qualche minuto ed il rumore delle foglie mosse dal vento, sembra ripropormi la medesima giornata di un anno fa…

Chiamo il B&B Casa Luce e Sole e la signora Alessia mi invita a raggiungerla, lieta di apporre il timbro sul passaporto. Sita dall’altra parte del paese rispetto alla panchina, Casa Luce e Sole si svela come un luogo magico, che si apre sulle colline circostanti con un panorama mozzafiato, dominando i vigneti circostanti in un bagno proprio di luce e sole. Mai nome fu più azzeccato !

Proseguo lungo le stradine che corrono sui crinali di questi colli che offrono sempre splendide vedute sui vigneti tra Fontanile, Quaranti ed Alice Bel Colle, aree famose per il Brachetto; dopo Ricaldone la visuale abbraccia totalmente l’Appennino Ligure, con le sue cime più note come il Turchino ed il Beigua.

Raggiungo Strevi e la Enoteck’House dove Elisa mi accoglie sorridente ed entusiasta per il successo che sta avendo la loro panchina giallo moscato !

Quattro chiacchiere ma purtroppo è meglio che non beva, anche se la tentazione in questa bellissima e fornitissima enoteca è alta.

Il classico “stumpf” del timbro sul passaporto chiude questa magnifica giornata.

Due timbri in più ma la rincorsa continua e la ricerca di panchine nuove ovviamente pure…

Weekly Photo Challenge: Lines

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