Liguria – Sestri Levante

Seconda fuga stagionale verso il tepore ligure, questa volta nella riviera di Ponente. In montagna la neve scarseggia e non potendo ciaspolare, ci dedichiamo all’escursionismo “vista mare”.

Abbiamo soggiornato presso il bellissimo B&B Villa Ginestra sulla collina di fronte a Riva Trigoso. Molto comodo per escursioni a piedi verso Punta Manara, Riva e Sestri stessa. Entrambi i giorni abbiamo effettuato due belle passeggiate: la prima attraversando il promontorio di Punta Manara ed arrivando fino alle Rocche di Sant’Anna e la seconda semplicemente costeggiando tutto il promontorio per poi planare nella Baia del Silenzio a gustarci l’ottima focaccia.

Attraversando il promontorio ci si immerge nella rigogliosa macchia mediterranea. Vista la stagione e l’orario, gran parte del percorso fino allo sbocco sul mare è in ombra.

Una volta scesi a Sestri, la giornata spettacolare ci ha spinto a raggiungere le Rocche di Sant’Anna, sul promontorio dalla parte opposta del paese. Il sentiero che si imbocca dietro la ferrovia, è facile ed usufruibile anche a chi è senza allenamento o in famiglia con bambini.

In attesa del tramonto, ci siamo spinti anche un po’ più avanti, fino alla fine del sentiero dove si incontra una stradina che porta giù a Lavagna.

Tramonto che non assolutamente deluso le attese…

Il secondo giorno siamo stati un po’ più sfortuna col meteo, però la temperatura era comunque gradevole. Escursione fino a Punta Manara e poi giù fino alla spiaggetta nella Baia del Silenzio…

Liguria – Il Sentiero del Pellegrino

Il freddo, l’umido, il grigiore della nebbia ristagnante in pianura padana, sono sempre deprimenti. La mia fame di sole e tepore richiede di esser soddisfatta anche in pieno inverno, così appena passate le festività natalizie, approfittiamo di una smartbox gentilmente omaggiataci e ci catapultiamo un paio di giorni al mare.

Come sempre è sufficiente scollinare il famigerato Turchino per far salire il termometro ma soprattutto “colorare” l’atmosfera e tutto l’ambiente circostante.

Arriviamo poco dopo il tramonto in quel di Finale dove trascorriamo la notte. Il giorno dopo faremo un’escursione lungo “Il Sentiero del Pellegrino” da Varigotti a Noli.

Il meteo è dispettoso ed il sole fa capolino solo occasionalmente, ma le temperature sono gradevoli e la vista del mare rilassa sempre le nostre anime inquiete.

Parcheggiata l’auto in una Varigotti deserta, facciamo incetta di focaccia al panificio accanto la Chiesa e riempiti gli zaini, possiamo far partire l’escursione.

L’inizio del sentiero che parte da Strada Vecchia è ben segnalato con anche l’indicazione per raggiungere la Chiesa di San Lorenzo.

L’inizio è un po’ faticoso, si prende subito quota, ma il panorama che ci godiamo subito dalla storica chiesa ci fa riprendere fiato.

Tornati sul sentiero principale, dopo poco ci imbattiamo in un delizioso muretto creato da Giuseppe Cerisola, un marinaio di Varigotti che ha pensato di creare questa opera d’arte per ricordare momenti della sua vita e tutte le persone che ha salvato da acque tempestose.

Proseguiamo nella macchia, alternando tratti verso l’interno ad altri con panoramici sbocchi sul mare. Parte del sentiero è percorso anche da bikers che si lanciano in spericolati single track: dobbiamo prestare orecchio a rumore di catene e pedali per non esser travolti, nonostante dovremmo godere della precedenza e numerosi cartelli invitino i ciclisti a prestare attenzione a noi viandanti imprudenti.

Superato il punto più alto della nostra escursione, Monte Capo Noli, dove sorge una postazione militare, iniziamo a scendere lungo una carrozzabile da cui parte una breve deviazione che ci porta alla vera meta di giornata: la Grotta dei Briganti !

Un antro nella falesia di Capo Noli che affaccia direttamente sul mare. Purtroppo le nuvole che coprono il sole impediscono lo spettacolare effetto “camino acceso” che si ammira in molte foto nel web quando si arriva nei pressi dell’ingresso della grotta.

Fortunatamente in un giorno feriale non troviamo quasi nessuno e possiamo gustarci la nostra ottima focaccia all’interno della suggestiva location.

Nonostante la temperatura sia gradevole, l’effetto camino che si crea tra queste amene cavità ci fa raffreddare troppo e quindi consumato il pasto, riemergiamo in superficie per scaldare glutei e terga infreddolite .

Tornando sui nostri passi dalla direzione in cui siamo venuti, ci soffermiamo ancora per qualche scatto sopra l’abitato di Noli e successivamente su un altro punto panoramico affacciato sul mare, senza trascurare il nostro solito “cazzeggio fotografico”…

Il sole sta scendendo e la sua luce che si insinua tra la coltre di nubi, chiosa questa splendida passeggiata.

Penelope is back !

Finalmente dopo 4 lunghi mesi di sosta forzata, Penelope è tornata on the road.

Purtroppo l’inverno è alle porte, anzi ha già bussato, ma qualche girello voglio assolutamente farlo.

Ritirata dall’officina, ho avuto giusto un’oretta prima del tramonto per portarla a zonzo e riassaporare splendide sensazioni.

Dream…

Big Bench “Novaresi”

Finalmente dopo anni, sono arrivate le prime Big Bench nel novarese !

Anni a vagabondare (felicemente) tra Langhe e Monferrato ed ora sono qui, a pochi passi da casa.

Rigorosamente in ordine alfabetico: Barengo, Prato Sesia e Trarego Viggiona che in realtà è nel VCO ma vecchia provincia novarese. Uguali nella loro struttura, ovviamente, ma diversamente belle nella loro specificità.

Barengo, paese natale del grande Giampiero Boniperti, si trova su quella invisibile terra di confine dove finiscono le risaie ed iniziano i colli novaresi ed è proprio su uno di questi che è stata posizionata la panchina gigante e da dove si ammira, proprio in questo periodo tra aprile e maggio, il nostro “mare a quadretti”.


Big Bench Barengo

Per chi come il sottoscritto possiede il passaporto del circuito Big Bench, può ottenere il timbro nell’alimentari in Piazza Diaz o alla cantina Boniperti Vignaioli.

Gli amici motards, ma non solo ovviamente, potrebbero iniziare da qui la tripletta che, oltre alla panca di Prato Sesia, li porterebbe anche a quella di Gattinara (provincia VC), seguendo un piacevole itinerario tra colli e curve.

Da Barengo, salire verso nord direzione Borgomanero. Poi indicazioni per Maggiora e Prato Sesia; il ponte sul Sesia che univa Romagnano a Gattinara è stato portato via dall’ultima alluvione lo scorso autunno, per cui bisogna proseguire per Borgosesia ed una volta oltrepassato il fiume, alla rotonda svoltare a sinistra in direzione Gattinara, seguendo la costa del Sesia.

La Big Bench di Prato Sesia si trova in una location magnifica, tra i resti del Castello di Sopramonte. Un luogo davvero affascinante.

Lo si raggiunge attraversando a piedi i vicoli del centro storico e poi lungo un sentiero ben segnalato, in una decina di minuti

Da qui si ammira la bassa valle del Sesia e quando si degna di mostrarsi sgombro da nubi, il Monte Rosa.

I timbri per la Big di Prato si trovano alla Birreria Résga ed al bar Karon.

E veniamo all’ultima nata e non ancora inaugurata (05/06 ?!): la Big Bench di Trarego e Viggiona, provincia VCO (ex Novara).

Conosco un po’ la zona, motociclisticamente parlando, perché un classico dei giretti di inizio estate e fino all’autunno. A volte risalgo tutto il lago Maggiore, sponda piemontese, fino a Cannero per poi salire verso Piancavallo, altre di ritorno dalla Val Vigezzo attraverso la Val Cannobina…

La strada per arrivare a Trarego è molto bella, con ampi scorci sul lago Maggiore. Piace sia a noi motociclisti che ai ciclisti. Ci è passato più volte anche il Giro d’Italia, presenta pendenze mooolto interessanti.

Una volta arrivati a Trarego, bisogna girare a destra e seguire le indicazioni per Colle e Piancavallo. La strada diventa più stretta ed impegnativa ma sempre asfaltata. Dopo 2/3 km si giunge si trova un piccolo spiazzo sulla destra che è il parcheggio dedicato alle escursioni al Monte Carza (ed ora alla Big Bench :-D). Un centinaio di metri più avanti, sulla sinistra, c’è il parco avventura WonderWood con annesso il Grotto Carza, dove rifocillarsi e mettere il timbro al Passaporto.

La mulattiera è facile e poco impegnativa: dal parcheggio ci vogliono 20′ con passo tranquillo, 30 non resistendo ad ammirare il panorama a destra e manca…

Saliti e sedutici sopra, lo scenario che si apre davanti ai nostri occhi è grandioso…

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