Milan – “Old and New”

Steve McCurry alla Reggia di Venaria

In una calda giornata di agosto, con le ferie che sono ormai un ricordo, mi ritaglio una piacevole giornata con le amiche Elisa, Paola e Silvana andando a visitare la mostra fotografica “Il mondo di Steve McCurry” nella magnifica location della Reggia di Venaria, alle porte di Torino.

McCurry è tra i miei fotografi preferiti, se non proprio Il Preferito!, per via della potenza delle sue immagini data dai colori vibranti, dai ritratti e dagli sguardi sempre profondi, che fanno emergere l’anima dei soggetti fotografati e penetrano con forza in quella dell’osservatore.

Il meraviglioso allestimento approntato nella Citroniera delle Scuderie Juvarrane, con luci soffuse e grandi tendaggi bianchi a cui sono “appese” le fotografie, esalta proprio quelle caratteristiche delle foto di McCurry che lo fanno amare a me come ad altri moltissimi fotoamatori; e se la parte iniziale della mostra è quasi “classica” con immagini in bianco e nero dei guerrieri mujaheddin afghani impegnati nella resistenza contro l’invasore russo negli anni ’80…

…successivamente si viene emotivamente travolti dalla bellezza scenografica dell’esposizione, con il forte contrasto tra le fotografie e l’ambiente, in cui sembrano fluttuare…

Passeggiamo lungo il percorso espositivo, rapiti dalle immagini e dai racconti dell’autore che possiamo ascoltare grazie alle audioguide noleggiate all’ingresso…

Ed è bello cogliere lo stesso meravigliato stupore negli altri visitatori…

come anche legami o contrasti che magicamente si formano favoriti dalla immensa diversità tra il mondo moderno, occidentale e quello ritratto dal fotografo, in epoche diverse ma ancora attuali…

Impossibile non soffermarsi davanti ai ritratti di Sharbat Gula, la bellissima ragazza afgana che ha contribuito in modo fondamentale a consacrare McCurry alla ribalta internazionale, ripresi a 17 anni di distanza tra il primo immortale scatto e l’ultimo che ce la mostra ancora giovane ma visibilmente segnata dal tipo di vita che ha avuto…

La scenografia della mostra mi aiuta ad immaginare lo scorrere del tempo tra le due immagini, creando una sorta di dissolvenza, tra loro nel tempo e tra me e loro nelle distanze fisiche e temporali…

la ragazza afgana

Ancora storditi ed affascinati dalla bellezza della mostra, proseguiamo nella visita della Reggia, attraversando dapprima il seminterrato dove sono narrate le vicende ed i ritratti della dinastia dei Savoia e salendo quindi al Piano Nobile, dove si trovano gli appartamenti reali ma soprattutto il luogo forse più caratteristico e distintivo della Reggia: la Galleria Grande !

Lunga 80 metri e larga 12, si resta inevitabilmente abbagliati dalla sua bellezza ! I giochi di luce creati dalle numerose finestre, i colori chiari delle pareti e la caratteristica pavimentazione, lo rendono ai miei occhi come un luogo di un’altra dimensione, dove vengo colto da un senso di benessere psichico e dell’anima, un luogo che non vorrei abbandonare, una bellezza che suggestiona, che vorrei durasse in eterno… e che riscontro anche nei miei compagni di ventura.

Lasciata a malincuore la Galleria Grande, ho la consapevolezza di aver già vissuto il meglio di questa visita, insieme naturalmente alla mostra fotografica. Siamo ancora in tempo però per un rapido tour finale dei Giardini della Reggia, bellissimi, ma cui forse la stagione calda non rende giustizia…

E così va a concludersi una bellissima giornata che mi lascia una grande sensazione di arricchimento, della fortuna di aver goduto della bellezza dell’arte qui raccolta nelle sue più svariate forme, da quella fotografica a quella architettonica ed infine naturalistica… e non meno importante, l’arte dell’amicizia che ci aiuta e sprona a scoprirla e condividerla.

 

 

 

 

 

 

Thunderstorm on the lake

Lombardia – Una notte al Panperduto

Qualche giorno fa, in compagnia di alcuni amici tra i quali Elisa (elysarte.com) e Roberto (mipiacelathailandia.it) abbiamo trascorso una piacevole serata alle Dighe del Panperduto, nel Parco del Ticino.

Il “pacchetto” comprendeva una cena nel rinnovato Bar Caffetteria, quindi una visita guidata notturna della diga principale e del Museo dell Acque Italo-Svizzere…

Consumato l’ottimo pasto, subito l’incontro con la guida che ci parlato subito delle origini del nome Panperduto…. Tra le varie teorie, la più accreditata sembra essere che il nome sia da ricollegarsi al fatto che in quel particolare tratto del fiume Ticino, ricco di rapide e salti d’acqua, le imbarcazioni che trasportavano le merci andavano incontro a grandi rischi di ribaltamento, perdendo così il carico ed il conseguente guadagno di giornata, cioè il pane…

Noi invece, baciati dalla fortuna, abbiamo potuto effettuare questa visita in una serata limpida sotto un magnifico cielo stellato. Impossibile, tra una spiegazione e l’altra, resistere alla tentazione di portare a casa qualche bello scatto, nonostante il notevole disturbo “luminoso” del vicino aeroporto di Malpensa…

Per informazioni riguardanti le visite e le numerose iniziative al Panperduto, vi invito a visitare il sito ufficiale

Gioiello d’idraulica industriale, il Panperduto rappresenta un’area di grande interesse dal punto di vista naturalistico, turistico, sportivo e gastronomico…

 

 

Through The Time On The “Ape Car” (Bee Car)

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