Alpi Graie – Giro del Monte Bianco – 6 Passi e 600 km

Un giro inedito per il sottoscritto, almeno nel suo insieme. Per sfuggire alla calura padana decido finalmente di metterlo in atto… Sei colli e 600 km, di cui la metà obbligatoriamente in autostrada, per avere più tempo da dedicare alla parte bella del tour.

Lascio quindi l’autostrada ad Aosta e dopo i lunghi tunnel posti all’inizio della strada per il Gran San Bernardo, inizio a godermi il panorama ed i curvoni che portano a Saint Remy dove lascio la regionale che poi si va ad infilare nel traforo, per percorrere la strada che sale al passo vero e proprio.

Oltre i duemila metri i boschi terminano e lasciano spazio ad un paesaggio maestoso…

Qualche chilometro ed arrivo in vetta dove mi attende il laghetto di confine ed una breve sosta prima di lanciare la Mindina lungo la discesa su Martigny.

All’ingresso della cittadina svizzera c’è subito la rotonda dove svoltare a sinistra per salire al Col de la Forclaz, che non avevo mai percorso ed è una piacevole scoperta. Il primo tratto è un lungo rettilineo da cui lo sguardo può spaziare sulla sottostante valle del Rodano, poi si entra nel vallone che porta in Francia ed ai piedi del Monte Bianco…

Scendendo verso Chamonix però trovo la parte centrale del massiccio coperta, le nuvole lasciano spazio solo alla lingua finale del Mer de Glace, quel che ne rimane purtroppo…

Mentre io mi godo il panorama col naso all’insù, altri lo fanno da posizione privilegiata, nonostante il cielo si stia sempre più incupendo…

Pausa pranzo ad Argentière con un’ottima tartiflette, giusto per stare leggeri. Quando riparto le nubi hanno ormai coperto tutta la valle, ma nonostante ciò i termometri di Chamonix segnano 30°c !!!

Per fortuna qualche goccia di pioggia viene a portarmi un pò di sollievo tanto che non sto nemmeno ad indossare l’antiacqua…

Salendo verso Megeve ritrovo il sole ma anche un caldo assurdo considerando che siamo oltre i mille metri di altitudine…

E’ la volta del Col de Saisies che si fa sempre apprezzare per gli ampi panorami, mentre una volta sceso a Beaufort, infilo la stretta valle che porta alla diga di Roseland dove invece il paesaggio si riapre ai cuori di chi sa apprezzare lo spettacolo della natura…

Passato il lago la strada sale verso il passo ed ho la fortuna di incontrare sia fauna domestica che selvatica…

Quasi in vetta al passo si incontrano molte cascatelle cui non si può resistere per rinfrescarsi un attimo…

Una volta scollinati, si entra nel Parc National de la Vanoise ed il traffico diminuisce sensibilmente. Probabilmente i francesi preferiscono fermarsi al lago creato dalla diga… Ciò mi permette di divertirmi con la mia Olympus durante la solitaria discesa verso Bourg Saint Maurice…

“quasi” solitaria discesa… un ciclista infatti mi supera alla folle velocità di 80 km/h !!!

Giù a Bourg S.M mi sembra di entrare in un forno a microonde: 36°c ! Per fortuna una manciata di chilometri e sono già sulle rampe per il Piccolo San Bernardo, ultima asperità di giornata.

La strada fino a la Rosiere è molto ampia e permette di divertirsi, motociclistiamente parlando, ma sempre con giudizio e senza disdegnare il paesaggio che offre la Val d’Isère.

In cima al passo sono tutto solo, intorno a me solo il gran fischiare delle marmotte che purtroppo non riesco ad individuare. San Bernardo, benedicendomi, sembra indicare la retta via verso casa…

La Mindina è lì che aspetta per l’ultima planata di giornata, verso La Thuile, quindi Pre Saint Didier e la noiosa autostrada che riprendo a Nus…

602 km, 6 colli in una lunga cavalcata fortunata, indimenticabile.

 

 

 

WPC: Unusual – The Cyclist

Alpi Cozie – Motogiro sui colli Agnello-Izoard-Echelle

A distanza di tre anni torno a percorrere le strade di questo classico trittico delle Alpi Cozie.

La moto è sempre la stessa, è cambiato solo il colore, un pò più allegro, e la compagnia, Luca al posto di Laura… La bellezza del panorama resta immutata nei secoli dei secoli.

Da Novara è sempre molto lunga la strada per raggiungere la Val Varaita, soprattutto limitando il tratto autostradale alla Asti-Alba…

Da Alba a Saluzzo poi la strada nei giorni feriali è sempre molto trafficata, solo dopo Piasco, all’imbocco della Val Varaita, iniziamo a rilassarci e goderci appieno paesaggio e guida; a mezzogiorno iniziamo l’ascesa vera e propria del Colle dell’Agnello.

Il sole lascia spazio alle nubi e ci vediamo costretti ad indossare le felpe sotto i giubbotti…

Saliamo accompagnati da qualche goccia d’acqua e dai fischi delle marmotte che sicuramente ci osservano dai pendii che fiancheggiano la strada. In cima troviamo la piacevole temperatura di 13°c e due ciclisti francesi che hanno raggiunto il valico insieme a noi ma salendo dal versante opposto, in maniche corte e con una fatica che noi possiamo solo immaginare… Chapeau.

Col serbatoio quasi vuoto per risparmiare qualche cents sulla benzina e fare il pieno con la 98 ottani, affronto gran parte della discesa in territorio francese a moto spenta. Non c’è nessuno, Luca è a qualche centinaia di metri di distanza per cui sento solo il sordo rumore delle gomme sull’asfalto ed ancora il fischio delle marmotte, stavolta in francese… 😀

Fortuna vuole che oltre a vederle, ho il tempo di fermarmi e fotografarle in qualche modo, prima che scappino…

Una volta a valle ci rifocilliamo e scaldiamo all’interno del ristorante Guilazur a Ville Vieille di Chateau Queyras.

Quando ripartiamo, l’alternanza tra sole e nubi pare sempre più a favore di queste ultime, ma fiduciosi imbocchiamo la vallata che ci porta al Col d’Izoard.

Doverosa sempre la foto ricordo alla Casse Deserte…

Purtroppo lo spettacolo che regala solitamente questo incredibile angolo “lunare”, è dimezzato dalla copertura nuvolosa sulle creste delle montagne.

Ci raggiungono altri motociclisti tutti bardati di antipioggia e già un pò inzuppati… meno fortunati di noi, sull’Agnello hanno trovato pioggia gelata !

In cima al colle siamo costretti ad indossare le tute anche noi e fare tutta la discesa verso Briancon sotto l’acqua e “sulle uova”.

Sulla strada verso il Monginevro e il ritorno in Italia deviamo per il più panoramico Col de l’Echelle e la pioggia ci da nuovamente tregua…

e quasi in cima, nel bellissimo pianoro boschivo che precede lo scollinamento e la discesa verso Bardonecchia, ritroviamo cielo azzurro e sole…

Merenda nella cittadina olimpica e quindi veloce discesa lungo tutta la Val di Susa, fino a riprendere l’autostrada ad Avigliana, all’ombra della famosa Sacra di San Michele.

 

Recensione Fotoquadro Saal-Digital

Solo tre mesi fa avevo fatto stampare un fotolibro del bellissimo viaggio a New York dalla Saal-Digital, restando molto soddisfatto del loro prodotto, in particolare della qualità della stampa e fedeltà nei colori.

Ora mi hanno gentilmente dato l’opportunità di stampare un foto facendone un quadro.

Saal Digital offre diverse possibilità di materiali su cui stampare un fotoquadro; la mia scelta è caduta sulla tela, misura 60×40.

Nonostante la foto scelta sia di qualche anno fa, quindi con risoluzione e dpi non troppo elevati come invece le macchine fotografiche di oggi permettono (anche gli smartphone ormai a dire il vero), la qualità di stampa è ottima.

Alla distanza da cui si deve guardare il fotoquadro, almeno 1/1,5 metri,  la grana dovuta alla tela ed alla bassa risoluzione della foto scompare, non si nota.

Il telaio è di ottima fattura, così come la cura con cui la tela vi è stata fissata

La confezione era molto robusta e ben sigillata; la spedizione molto veloce.

Insomma, dopo il fotolibro ed il fotoquadro, non posso far altro che consigliare i prodotti Saal-Digital.

I costi sono forse leggermente superiori ad altri operatori del settore, ma la qualità si sa, si paga ed è giusto che sia così.

 

 

Weekly Photo Challenge: Bridge

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