Sale San Giovanni – Un angolo di Provenza in Alta Langa

Sale San Giovanni, un piccolo borgo sito sui colli più alti delle Langhe, è diventato famoso negli ultimi anni grazie alla coltura della lavanda e di altre erbe officinali come l’elicriso, i cui filari sono una sorta di alter ego di quelli della lavanda, ma di color giallo. Numerosi anche i campi di grano Enkir, considerato il padre di tutti i cereali.

Lo scopo della gita è andare alla scoperta del borgo e del suo “oro” sparso lungo le colline circostanti, quindi viaggio spedito fino ad Alba per poi iniziare a godermi le strade di Langa infilandomi in Valle Talloria per poi salire tramite una serie di divertenti tornanti, sulla strada in cresta che porta a Serravalle Langhe e Bossolasco.

Dopo pranzo raggiungo finalmente Sale San Giovanni. Ho scaricato dal sito del comune una preziosa mappa con il percorso agro-panoramico a senso unico che hanno intelligentemente creato per poter permettere di ammirare le varie colture ed appunto il panorama che le circonda…

Mi immetto nello stradino e dopo poche centinaia di metri è subito show con il giallo intenso dell’elicriso !

Proseguendo, un pò in moto e molto a piedi, raggiungo anche i campi di lavanda…

Il mix di colori e profumi è incredibile. Nell’aria si ode solo il ronzio di migliaia di api e l’affascinante stormire del vento, soprattutto in mezzo alle spighe del celeberrimo Enkir…

Il tempo scorre sempre troppo velocemente quando si sta bene ed in un luogo magico com’è questo.  Prima di ripartire voglio visitare anche il borgo, che fa capolino in lontananza, tra fili viola di lavanda.

Chiuso il bellissimo anello agropanoramico, mi infilo nel piccolo borgo dove non trovo anima viva… ma deliziosi scorci da immortalare, sì.

Dopo circa tre ore a gironzolare e scattare foto è ora di tornare, ma il richiamo delle amate panchine giganti è fortissimo e Ceva dista solo una manciata di chilometri.

In 10′ sono al Campanone, dove è stata collocata con l’intento di mostrare il paese dall’alto. Purtroppo però trovo un ambiente sporco e trascurato che mi mette addosso una profonda tristezza. Un vero peccato… Tra l’altro, di Ceva vi si scorgono solo i tetti, visto il fogliame degli alberi ad alto fusto e la vegetazione trascurata appena al di là della staccionata…

Questa è la mia 22a panchina, finora nessuna mi aveva deluso… un vero peccato. Spero di esser stato sfortunato ed aver trovato una giornata o un periodo particolare e che la bellezza della location dove è sita venga rivalutata.

Timbro il passaporto e poi via sui tornanti che mi riportano in quota in direzione di Alba e da lì, di corsa verso casa, con 35°c ed un afa pazzesca ma con ancora nelle nari il profumo della lavanda .

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Panchine Giganti – Alla ricerca del timbro perduto

Quando ho iniziato ad appassionarmi alle Panchine Giganti sparse per il Piemonte (ed anche oltre ormai…), non esisteva ancora il Passaporto ufficiale del Big Bench Community Project.

Sono infatti già passati due anni dall’aver scoperto la prima panchina in quel di Castelnuovo Calcea ed ora sono all’inseguimento, non solo delle panchine stesse, ma anche dei timbri da metter sul mio passaporto riguardanti le panchine già visitate, quando appunto non era ancora stata creata questa iniziativa per raccogliere i ricordi di tutte le visite fatte.

Eccomi quindi in un tranquillo giorno feriale, gironzolare per il Monferrato alla ricerca del timbro perduto.

La prima tappa, lasciata la tangenziale di Asti è Moasca, dove però scopro che il ristorante che ha il timbro è chiuso il lunedì. Immerso nel totale godimento di guida e panorama, non ho pensato a controllare sull’elenco degli esercizi che hanno i timbri, quali sono aperti e quali no.

Poco male, rimetto in moto e mi dirigo verso Nizza e quindi verso Acqui lungo una delle strade più belle che conosca e che non mi stancherò mai di fare. Al bivio per Fontanile svolto a sinistra e lo raggiungo dopo pochi chilometri.

Doveroso tornare alla sua panchina gigante, a mio avviso collocata in un luogo tra i più belli tra quelli su cui sorgono e che ho visto finora. Mi siedo qualche minuto ed il rumore delle foglie mosse dal vento, sembra ripropormi la medesima giornata di un anno fa…

Chiamo il B&B Casa Luce e Sole e la signora Alessia mi invita a raggiungerla, lieta di apporre il timbro sul passaporto. Sita dall’altra parte del paese rispetto alla panchina, Casa Luce e Sole si svela come un luogo magico, che si apre sulle colline circostanti con un panorama mozzafiato, dominando i vigneti circostanti in un bagno proprio di luce e sole. Mai nome fu più azzeccato !

Proseguo lungo le stradine che corrono sui crinali di questi colli che offrono sempre splendide vedute sui vigneti tra Fontanile, Quaranti ed Alice Bel Colle, aree famose per il Brachetto; dopo Ricaldone la visuale abbraccia totalmente l’Appennino Ligure, con le sue cime più note come il Turchino ed il Beigua.

Raggiungo Strevi e la Enoteck’House dove Elisa mi accoglie sorridente ed entusiasta per il successo che sta avendo la loro panchina giallo moscato !

Quattro chiacchiere ma purtroppo è meglio che non beva, anche se la tentazione in questa bellissima e fornitissima enoteca è alta.

Il classico “stumpf” del timbro sul passaporto chiude questa magnifica giornata.

Due timbri in più ma la rincorsa continua e la ricerca di panchine nuove ovviamente pure…

Weekly Photo Challenge: Lines

Weekly Photo Challenge: Prolific

Panchine Giganti: Dogliani e Clavesana

Continua la mia “raccolta” di big benches e relativi timbri sull’apposito Passaporto.

Ritorniamo in Langa per degustare un assaggio di vini all’Azienda Vinicola Cà Neuva di Dogliani .

Abbiamo appuntamento per le 11 e quindi scendiamo rapidamente lungo il consolidato binario Vercelli, Moncalvo, Asti ed Alba, dove al termine della tangenziale iniziamo il lento e piacevole dondolio nelle curve che attraversano i pregiati vigneti di Barolo.

Nonostante le buone previsioni meteo, il cielo resta coperta e la temperatura frizzantina. Condizioni ideali per scaldarci con dell’ottimo vino. Il sig. Sergio ci aspetta nel cortile della tenuta e subito ci fa gli onori di casa, facendoci accomodare in un elegante e caldo salotto dove ci racconta del suo lavoro e della storia della sua famiglia in modo molto coinvolgente e ci spiega, assaggio per assaggio, tutte le varie caratteristiche dei vini che produce; il tutto ottimamente accompagnato dagli stuzzichini preparati dalla sig.ra Silvia, rigorosamente sempre con prodotti del territorio.

Vista  la bontà dei vini e l’affabilità e simpatia del sig. Sergio, inevitabile ripartire senza qualche bottiglia da portare a casa.

Satolli di cibo e vino, andiamo a rilassarci nell’angolo più suggestivo di Dogliani: Piazza Belvedere, con la bellissima Torre dell’Orologio del XII secolo.

Ai suoi piedi ed all’ombra di un maestoso ippocastano, la panchina gigante di colore azzurro come la cupola della Parrocchiale, ci accoglie per farci ammirare il panorama e per godere della pace e del silenzio del luogo…

Dopo esserci adeguatamente ripresi, un ultimo sguardo sulla città, prima di tornare in sella alla conquista di nuove panchine…

Facciamo rotta su Clavesana, da dove è partito il Big Bench Community Project di Chris Bangle e dove si trovano ben tre panchine !

La prima, storica, Big Bench, è quella rossa che si trova in località Lo Sbaranzo, dove si trova la Chris Bangle Associates, un luogo, una fattoria, dall’aspetto decisamente ameno, allegro e colorato…

Vi troviamo in oltre la panchina viola che era sita a Santa Rosalia d’Alba e che dopo un po’ di manutenzione ed aver ritrovato il suo splendore, verrà ricollocata a Monforte…

Seguendo opportune indicazioni, oltrepassiamo il cascinale ed immergendoci nei filari dei vitigni, raggiungiamo la panchina rossa.

Riprendiamo Mindina per pochi centinaia di metri. Una volta ritornati allo Sbaranzo, vi troviamo a sorpresa una Little Bench ed una poesia ad essa dedicata…

Timbrato il Passaporto alla Trattoria Lo Sbaranzo, proseguiamo e poco più avanti troviamo l’Azienda Agricola Gallo, sui cui terreni si trova la panchina Blu.

Purtroppo l’azienda Gallo è chiusa e non possiamo farci mettere il timbro, ma poco male: come sempre, sarà un’ottima scusa per tornare !

Nuovamente in moto, oltrepassiamo il borgo di Clavesana ed il fiume Tanaro per salire in località Palazzetto dove troviamo, oltrepassato l’omonimo agriturismo, la grande panchina Gialla.

Qui ci tocca un attimo di coda perché è affollata da tutti i clienti dell’agriturismo che hanno appena finito di pranzare. Ne approfitto per far timbrare il passaporto dal gestore. Anche questa, come le precedenti due, è rivolta verso la maestosa catena del Monviso. Oggi però non ne possiamo godere perché il brutto tempo non ci lascia tregua e la visibilità è scarsa.

Inizia a gocciolare ed è tempo di scappare. Inseguiti dai nuvoloni carichi di pioggia, percorriamo la strada per il rientro passando sui panoramici crinali di Belvedere Langhe per poi, raggiunta Dogliani, tornare per la strada percorsa all’andata.

Con questa “indigestione” di panchine, il numero su cui abbiamo poggiato le nostri regali natiche è salito a 21, un numero di tutto rispetto, raggiunto nel giorno in cui a Merana viene inaugurata la 45ma !!!

La caccia alle coloratissime big bench continua…

 

 

 

 

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