Weekly Photo Challenge: Serene


Serene

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Portogallo – Un trampolino sull’Oceano

All’estremità occidentale del continente europeo, il Portogallo può esser considerato un grande molo da cui salpare o spiccare il volo verso nuovi mondi, come in effetti lo è stato in passato.

La sensazione quando ci si affaccia ai bordi delle sue più alte scogliere è propria questa: una voglia irrefrenabile di mollare gli ormeggi o decollare spiegando le ali e partire verso l’orizzonte occidentale inseguendo il sole tramontante.

Ma riavvolgiamo il nastro e partiamo da Porto, prima meta del nostro viaggio itinerante. Le dedichiamo due giorni pieni ed alla fine ci sembreranno sufficienti, facendo un giorno la parte alta della città ed il secondo la parte lungo il fiume Douro.

Girovagando lungo i saliscendi dei vecchi quartieri centrali, andiamo alla scoperta delle sue bellezze: dalle classiche chiese con i famosi azulejos, alla libreria Lello, dalla vecchia stazione alla Torre dei Clerigos da dove si può ammirare un vasto panorama sulla città…

Appena calano le ombre sulla città, è inevitabile essere attratti dal fascino dei locali lungo il fiume e finire la giornata facendo notte sulle rive del Douro…

Non dormiamo sotto il ponte ma poche ore dopo siamo ancora là, questa volta in alto dove passa la linea ferroviaria. Da quassù si gode del panorama sulla parte antica, con le vecchie case dei pescatori e la parte nuova, dedicata alle cantine dove migliaia di turisti corrono ad assaggiare il famoso vino omonimo.

Rito a cui non ci sottraiamo volentieri anche noi…

Finita la visita ripercorriamo il ponte Luis I per tornare nell’antica Porto e prendiamo il tram turistico che ci porta fino al mare, all’estuario del Douro…

Dopo aver fatto la passeggiata fino al faro, al ritorno visitiamo l’interessante museo del carro elettrico, che raccoglie esemplari della secolare storia tramviaria della città.

Nel tardo pomeriggio torniamo in centro ed al ponte Luis I assistiamo ai tradizionali tuffi che giovani locali fanno anche per divertire i numerosi turisti che l’affollano.

Risalendo verso la parte alta della città, troviamo i più piccini che si fanno le ossa in piscine improvvisate, per un giorno futuro quando anch’essi arriveranno a lanciarsi intrepidamente nel fiume.

Lasciamo Porto e dirigiamo a nord per visitare le cittadine di Braga e Guimaraes.

Prima di arrivare in città, visitiamo il Santuario del Bom Jesus alle porte di Braga, noto per la monumentale scalinata barocca che decora l’ultimo tratto del percorso dei pellegrini.

Interessante anche il centro di Braga, con un giusto mix tra antico e moderno ed una grande piazza, cuore pulsante della città di giorno e di sera.

Guimaraes è un pò più piccola di Braga ma non meno deliziosa. Centro storico molto raccolto ai piedi della vecchia fortezza. Vi passiamo l’intera mattinata, gironzolando tra gli stretti vicoli e salendo fino alla fortezza, prima di trasferirci nella valle del Douro per vedere i famosi vigneti terrazzati da cui nascono le uve del Porto ed anche di molti vini classici pregiati.

La degustazione di vini ed oli in una delle numerose Quinte (fattorie) è un must nei dintorni di Pinhao.

I locali dicono che in questa valle ci sono solo due stagioni: 9 mesi di inverno e 3 mesi di inferno ! I 38° gradi e purtroppo gli incendi che vediamo nei dintorni ci danno l’idea di quanto veritiera sia questa leggenda.

Assistiamo nostra malgrado e con la tristezza nel cuore alle evoluzioni dei Canadair, ammirando l’abilità dei piloti impegnati nello spegnimento, che letteralmente si tuffano nella stretta valle per raccogliere l’acqua per domare gli incendi…

L’indomani, prima di lasciare la valle del Douro, visita alla caratteristica stazione di Pinhao, un luogo fuori dal tempo ed ornata da bellissimi azulejos.

In tarda mattina siamo a Coimbra, sede di una delle università più antiche d’Europa, fondata intorno al 1300 !

Il centro storico e la prestigiosa università sono abbarbicati su una collina che si affaccia sul fiume Mondego. Curiose le sedi delle varie “repubbliche universitarie”, dimore di vari gruppi studenteschi.

In serata raggiungiamo Nazaré, che sarà la nostra base per tre giorni per visitare i monasteri ma goderci anche la sua spiaggia. La località di mare, nota per essere la spiaggia dove si infrangono le onde più grandi del mondo, è praticamente divisa in due: a sud la parte moderna con alberghi, vita mondana ed una spiaggia per bagnanti dotata di ogni comfort, al riparo dallo sperone roccioso su cui sorge Sitio, il vecchio borgo che invece si affaccia a nord su una fantastica spiaggia selvaggia.

I complessi di Alcobaca e Batalha, entrambi in stile gotico, sono luoghi estremamente affascianti e la grandezza delle chiese, l’imponenza dei loro colonnati fa percepire l’importanza e l’egemonia che essa ha avuto anche in Portogallo.

Una giornata la dedichiamo a Tomar, nota per esser la città dei Templari, ed il maestoso Convento di Cristo, complesso che racchiude in sè diversi stili architettonici, dal Romanico al Gotico, dal Rinascementale al Barocco.

Un piccolo ma curiosissimo museo invece è la raccolta privata di Aquiles da Mota Lima, il Museu dos Fosforos: un’innumerevole quantità di scatole di fiammiferi provenienti da ogni angolo del pianeta !

Al ritorno da tutte queste gite però è irresistibile il richiamo del mare e della spiaggia di Nazaré, dove ci piace aspettare il tramonto ed osservare le poche persone che come noi ne apprezzano la tranquillità ed il solo rumore del mare…

Lasciata Nazaré, ci spostiamo ulteriormente a sud e avvicinandoci a Lisbona. La nostra meta è Cabo da Roca, il punto più occidentale dell’Europa continentale.

Dove c’è il monumento che celebra orgogliosamente la posizione geografica del promontorio, è affollato di gente proveniente da ogni dove. Allergici alla massa, ci incamminiamo lungo la scogliera verso nord, giungendo inconsapevolmente in un luogo di una bellezza unica: Praia da Ursa.

Al fascino della location non si resiste e pur privo di costume da bagno, mi tuffo nelle acque cristalline, godendo appieno delle energie che mi trasmettono il mare e questo angolo di paradiso.

Passata la notte nei dintorni del Cabo, l’indomani ripartiamo saltando Lisbona a pié pari, rimandando la visita ad eventuale weekend ad essa dedicato e dirigiamo verso l’interno dell’Alentejo, ad Evora.

Prima di arrivare in città, facciamo una breve deviazione per vedere una nostra vecchia passione: i Menhir !!! Nei dintorni di Evora ce ne sono molti ed importanti, ma il plus è che sono immersi in magnifici sughereti ed uliveti.

 

Molto interessante anche la quieta Evora, ma quello che troviamo particolarmente bello è la salita sul tetto della cattedrale. Probabilmente aiutati anche dal meteo favorevole, esser lassù ci dona una sensazione strana, difficile da spiegare, ma sopra una chiesa, con cielo azzurro e nuvolette bianche, quasi un balcone sul paradiso.

L’indomani mattina lasciamo Evora in direzione del confine spagnolo per vedere quel piccolo gioiello che corrisponde al nome di Monsaraz.

Entriamo in una zona bellissima dell’Alentejo, dove si alternano dorati campi di grano a distese di uliveti.

Mi ricorda un pò alcune zone della Puglia e della Basilicata.

All’orizzonte, su una collina, si staglia il profilo del vecchio borgo di Monsaraz, orgogliosamente resistente alle temibili nubi che sembrano volerlo inghiottire…

Saliamo al paese scoprendo piccole abitazioni completamente bianche. Luogo silenzioso ed affascinante da cui si domina tutto il circondario tra cui il lago artificiale più grande d’Europa.

Nel pomeriggio proseguiamo il nostro viaggio verso sud, immersi continuamente in questo mondo dorato del “granaio portoghese”…

Arrivati in Algarve, a Tavira, restiamo sconcertati dal tremendo caos vacanziero che incontriamo. Venendo dalla quiete dei bellissimi paesaggi del distretto di Evora e del Parco Naturale della Valle del Guadiana, tutto questo trambusto ci fa un brutto effetto… Decidiamo di fermarci solo una notte nei dintorni per poi scappare l’indomani verso occidente. Il richiamo del mare si fa comunque sentire ed attendiamo il calar della sera nella spiaggia battuta dai venti atlantici.

Il mattino dopo ci spostiamo lungo l’Algarve per raggiungerne la punta estrema: Sagres. Troviamo ancora troppa gente per i nostri gusti e quindi risaliamo la Costa Vicentina decidendo di fermarci a Carrapateira per trascorrere i nostri ultimi quattro giorni vagando per il Parco Naturale delle Costa Vicentina.

In questi giorni finali del nostro viaggio, vogliamo rallentare un pò i ritmi e riposarci un pò anche fisicamente.

Le mattinate le passiamo visitando ridenti cittadine come Vila Nova de Milfontes, dove scopriamo una spiaggia interamente riempita di Omini di Pietra…

poi Aljezur e, tornando in Algarve, la “Fiesa” di Péra, Festival Internazionale di Sculture di Sabbia…

i pomeriggi con lunghe passeggiate sulle selvagge scogliere sull’oceano, per poi spiaggiare in qualche caletta per un tuffo nelle acque sempre fredde, mosse e spumeggianti, in compagnia delle solite allegre bande di surfisti e di pochi temerari bagnanti come noi.

per poi finire al meglio le giornate, attendendo l’ora di cena con gli imperdibili e coloratissimi tramonti, da godersi in silenzio sul ciglio di qualche falesia, dove si brinda per ringraziare di aver vissuto un altro bellissimo viaggio alla scoperta del Portogallo…

 

 

 

 

 

 

 

 

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