Tra un vinello ed un giringiro (Triveneto 2007)


L’anno scorso non era andato benissimo per colpa del meteo, quindi ci è sembrato il caso di non lasciare il viaggio incompiuto e quest’anno ci abbiamo riprovato !
Abbiamo optato per due giorni sul lago di Garda, a Lazise, per ritemprarci alle Terme di Colà e poi quattro giorni in terra friulana, per scoprirla, conoscerla ed alla fine amarla.
Il primo giorno, dopo un paio d’ore di viaggio, prendiamo possesso della camera al B&B Palù nelle campagne intorno a Lazise. Scarichiamo la moto e ci fiondiamo alle Terme di Colà che si trovano a soli 3 km da Lazise. Il parco termale è immenso e veramente ben tenuto. Con prato all’inglese e notevoli esemplari di cedro ovunque (capiamo perché si chiama Villa dei Cedri..).
Nel parco ci sono due laghetti con acqua termale che sgorga naturalmente a 37°c.
Impossibile resistere oltre e ci scappa subito un bel bagno rigenerante, con inclusi vari tipi di idromassaggio. In serata cena con gli amici veronesi Serena e Simone che mi fanno dono di un’ottima bottiglia di Lugana. Ed è solo l’inizio di questo alcolico viaggio.
Il giorno dopo, visto il clima favorevole, tralasciamo le terme per fare un giro in moto verso l’alto Garda. Facciamo tutto il lungolago fino a Riva per poi deviare verso nord ed andare a vedere la Cascata del Varone, molto suggestiva. Dopo la cascata saliamo ancora di altitudine e latitudine e facciamo tappa a Canale di Tenno

antico borgo medievale e poi una lunga passeggiata fino al lago di Tenno, tipico laghetto alpino con acque turchesi. Un posto veramente rilassante, un silenzio rotto solo dalla…natura stessa.

Dopo il lago di Tenno riprendiamo la moto e scendiamo di nuovo verso Riva per poi dirigerci al lago di Ledro. Qui c’è un piccolo museo archelogico, creato grazie alla scoperta di palafitte sul fondo del lago.. Si possono visitare tre ricostruzioni ed osservando attraverso le limpide acque del lago si vedono i pali “originali” ancora conficcati sul fondo.

Rientro a Lazise tramite la sponda lombarda del lago, cena e passeggiata in Lazise, che cinta dalle antiche mura scopriamo vicolo per vicolo essere una deliziosa cittadina.
Il terzo giorno ci trasferiamo in Friuli, dove ad Udine trovo l’amico Mariano ad aspettarci fuori dall’autostrada ed a condurci all’agriturismo che ci ha trovato in zona. Veniamo accolti calorosamente dal proprietario, Giorgio, produttore di vini che abbiam subito il piacere di assaggiare..Fa caldo, il fresco Sauvignon scende dolcemente nelle nostre gole.
Dopo pranzo Mariano ci accompagna in un “assaggio” della sua amata terra. Un giro tra i colli friulani, poi lungo il Tagliamento, infine ci fermiamo a Venzone, che insieme a Gemona venne completamente distrutto dal terremoto del ’76. Visitiamo il centro storico, dove nell’aria è presente profumo di lavanda, il Duomo di S.Andrea che è divenuto il simbolo della rinascita di Venzone dopo il terremoto, infatti è stato ricostruito con le stesse pietre, pezzo su pezzo.
Il sabato, quarto giorno di vacanza, sotto consiglio degli amici locali, ci dirigiamo alla scoperta delle incantevoli valli della zona : Val d’Aupa, il Canale del Ferro e poi la Raccolana fino al lago di Predil e l’omonimo passo. Da qui in avanti è terra slovena. Scendiamo lungo la verdissima valle dell’Isonzo ed a Bovec pranziamo in una piccola trattoria dove mangiamo una divina grigliata di carne ! Dopo pranzo riprendiamo la discesa lungo la valle dell’Isonzo fino a Nova Gorica e quindi rientriamo in Italia a Gorizia. Raggiungiamo Redipuglia e visitiamo il Cimitero degli Invitti, ove sono sepolti le migliaia di ragazzi morti su queste colline , per difendere o conquistare dei fazzoletti di terra. La maestosità ed al contempo la severità del luogo non possono lasciare indifferenti..

Sulla via del rientro verso l’agriturismo facciamo tappa a Palmanova, la città fortezza.
Al rientro al’agriturismo troviamo ad aspettarci il buon Giorgio con il solito vinello da meditazione pronto, bello fresco.

Inoltre ci han raggiunto altri due amici per passare i restanti 3 gg insieme.
Domenica il nostro amico friulano ci conduce attraverso le colline del Collio, dove “si producono i più buoni vini bianchi d’Italia”, verso Trieste dove visitiamo il castello di Miramare

e poi la Risiera di San Saba, una tappa obbligata che per non dimenticare le atrocità commesse durante la 2° guerra mondiale. Un luogo in cui si respira oppressione ed angoscia, che a mio avviso dovrebbe essere meta obbligata per i giovani delle scuole, ma anche per tutti gli altri.
Riprendiamo a fatica l’umore vacanziero raggiungendo Grado e passeggiando per il suo grazioso centro storico, che mi ricorda un po’quello delle altre isole della laguna veneta come Burano e Murano. Lasciata Grado , l’ultima tappa giornaliera è Aquileia, con il suo splendido Duomo

che purtroppo troviamo chiuso per soli un paio di minuti di ritardo , ed i resti del vecchi porto romano.

Il lunedì prendiamo i nostri “cavalli metallici” e dirigiamo verso nord, l’obiettivo è di fare un bel tour attraverso le dolomiti friulane, con sconfinamente oltre confine, ma purtroppo il tempo cupo ci consiglia di rivedere un po’ i nostri piani.
Saliamo quindi a Sauris dove facciamo incetta di prodotti tipici come il prosciutto affumicato e lo speck . Dopo un’ottimo pranzo a base proprio di prosciutto e delizie varie locali puntiamo verso ovest, entrando in Veneto e facendo un po’ di Cadore, quindi rientro in Friuli attraverso Sappada ed il Canale di Gorto. Sono zone incantevoli, già verdissime per via della stagione un po’ anticipata, fortunatamente per noi poco trafficate e quindi riusciamo appieno a godere dei notevoli panorami.
Non può mancare alla fine la “lavata” del viaggio,

ma la prendiamo con serenità ed allegria visto l’ottimo andamente della vacanza .
Martedì facciamo le valigie, Giorgio ci fa omaggio di un paio di bottiglie di quelle giuste : un Sauvignon ed un Piccolit, siamo stati davvero bene nel suo agriturismo e ci han trattato da re !

Dirigiamo verso Rivolto, dove ci godiamo in mezzo alla campagna la prima esibizione stagionale delle Frecce Tricolori. Una volta di più ci stupiamo di cosa riescano a fare .

L’ultimo pranzo insieme con tutta la truppa vacanziera si fa a San Daniele, patria dell’omonimo prosciutto, che gustato in loco, ha un sapore tutto particolare, diverso, si scioglie in bocca..
La vacanza è finita e ci aspettano più di 500 km di tristezza autostradale..

Non dimenticheremo quanto siam stati bene in questa terra e con questa gente, il Friuli è una regione forse sottovalutata come meta turistica, che merita di essere scoperta metro dopo metro, insieme ai suoi abitanti.

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