Da Annecy à la maison: 5 colli, 3 dighe ed una mucca !

Terzo ed ultimo giorno ed è il momento del rientro.

Giornata dedicata interamente al piacere mototuristico e paesaggistico. Alla vestizione dobbiamo fare i conti con le tipiche ustioni da ciclista procurateci il giorno prima; lo sfregamento delle protezioni morbide delle ginocchia proprio sul tratto interessato, mi accompagneranno per tutto il viaggio. Ma come sempre, il fastidio fisico sarà lenito dal piacere psichico della guida e della visione dell’ambiente in cui si svolge.

Lasciata Argonay, sfioriamo la periferia di Annecy e dirigiamo verso La Clusaz lungo uno stradone di fondovalle molto guidabile, prima di affrontare il primo colle di giornata, l’Aravis .

Ed inizia subito anche il “rito” del saluto coi compari motards che incontriamo, superiamo o che ci superano a decine; quindi un continuo sbracciare o sgambare a seconda della situazione in cui ci veniamo a trovare.

Essendo domenica c’è molto traffico dato da cicloamatori, auto e camper. In Francia come in gran parte d’Europa, il rispetto per i ciclisti è massimo e tutti gli utenti della strada per superarli osservano tassativamente le elementari norme di sicurezza, lasciando un metro e mezzo di spazio laterale durante il sorpasso. Ciò provoca qualche rallentamento ma che viene prontamente recuperato in quanto i medesimi agevolano a loro volta il nostro sorpasso. Mercì.

Al termine di una rapida discesa siamo subito sulle prime rampe del Col des Saisies che porta alla nota ed omonima località sciistica. Anche questo tratto è molto panoramico e lo sguardo alterna istintivamente i punti di corda delle curve allo scenario circostante.

Incrociamo innumerevoli Porsche, dalle più nuove e fiammanti alle mitiche 911. Molto probabile un raduno in zona…

Scendendo da Les Saisies ci appare maestoso il gruppo del Monte Bianco.

Tre/quattro chilometri di fondovalle e le nostre ruote riprendo a salire verso il terzo colle inedito di giornata, il più atteso ed il più bello: Cormet de Roseland.

Ho preso spunto dalle entusiastiche impressioni di un amico mototurista che l’aveva valicato anche lui la prima volta solo pochi giorni prima e le attese non sono state tradite.

Il paesaggio che si apre davanti ai nostri occhi quando ci appare il lago formato dall’omonima diga è davvero incantevole. Un top class per i miei gusti con cui vi annoio coi soliti aggettivi abusati; alta montagna, laghetto verde/blu, cielo lindo, cosa potrei chiedere di più ?!

Intorno al lago c’è molta gente che fa pic-nic o approfitta di qualche chioschetto per metter le gambe sotto il tavolo. Con la coda dell’occhio ne intravedo uno proprio nei pressi della cima e mi viene la tentazione di fermarmi; ma è solo mezzogiorno e con l’abbondante colazione fatta all’hotel, resistiamo certamente ancora molto…

La discesa nella stretta Valle des Chapieux è in mezzo al bosco in strada anch’essa stretta, che ci porta a planare sull’importante crocevia di Bourg Saint Maurice.

Qui il caldo si fa sentire, per fortuna la maglietta tecnica traforata fa il suo dovere.

Proseguiamo per la Cima Coppi di giornata, anzi, essendo in Francia ed appassionato di ciclismo, “l’Henry Desgrange” (cima più alta al Tour de France): il Col de l’Iseran.

La strada è larga e di veloce percorrenza, quindi divertente, fino a Val d’Isere. Prima di giungervi però ci fermiamo qualche minuto alla diga di Tignes, come “omaggio” alla location, oltre alla zona di Annecy, della serie tv “Les Revenants” (i fantasmi), che abbiamo molto apprezzato lo scorso inverno.

Del borgo vecchio di Val d’Isere resta ben poco ed attraversiamo velocemente i palazzoni orribili costruiti per favorire lo sviluppo della stazione sciistica invernale.

Nella parte stretta degli ultimi chilometri prima della cima, ci raggiunge un folto gruppo di strani, piccoli prototipi di auto da corsa. Somiglianti  vagamente a delle formula 1, ma biposto, con tanto di spoiler anteriori e posteriori, ruote scoperte e motore in bella evidenza, procedono a velocità incredibile ed i più bravi o imprudenti che riescono a superarmi, ad ogni tornante mi aspetto che volino fuori strada !

Invece curvano come su un binario ed in poche centinaia di metri mi lasciano indietro.

Il valico è affollatissimo di moto e si fermano anche quei pochi che sono riusciti a passarmi con questi minibolidi. Noi tiriamo dritto per la nostra strada. Ormai ho fissato l’Osterie du Pont di Bonneval come meta per il pranzo ed in pochi minuti la raggiungiamo.

Fortunatamente troviamo posto e due fresche insalatone seguite da due enormi crepes ci danno la giusta soddisfazione per la scelta fatta.

Trascorrono un paio d’ore tra pranzo e passeggiata per il delizioso borgo, prima di prendere di nuovo in mano le redini della moto e condurla verso le strade di casa.

Ultimo colle, senza ombra di dubbio tra i miei preferiti, quello del Moncenisio…

Percorrere la strada che s’affaccia sul lago omonimo per alcuni chilometri è sempre qualcosa di speciale: per i colori che si possono ammirare, le sfumature delle acque, le mucche a pochi passi dalla carreggiata…

Tra una sosta e l’altra per qualche simpatica foto, avanzo molto lentamente verso la diga e la discesa verso l’Italia. Voglio assaporare metro dopo metro questo ultimo passaggio ad alta quota. A Susa ci attende il caldo, noioso, inferno autostradale che ci riporta à la maison, al termine di tre giorni indimenticabili…

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9 thoughts on “Da Annecy à la maison: 5 colli, 3 dighe ed una mucca !

  1. Veramente fantastico Max, che meraviglia queste tre giornate!! Bellissime le foto e il racconto di come avete vissuto le giornate. Un salutone e buon fine settimana.
    Ciao, Pat

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