In moto con Pirsig ed il “mio” Zen

“Se fai le vacanze in motocicletta le cose assumono un aspetto completamente diverso. In macchina sei sempre in un abitacolo; ci sei abituato e non ti rendi conto che tutto quello che vedi da quel finestrino non è che una dose supplementare di TV. Sei un osservatore passivo e il paesaggio ti scorre accanto noiosissimo dentro una cornice.

In moto la cornice non c’è più. Hai un contatto completo con ogni cosa. Non sei uno spettatore, sei nella scena, e la sensazione di presenza è travolgente…”

“È incredibile quel cemento che sibila a dieci centimetri dal tuo piede, lo stesso su cui cammini, ed è proprio lì, così sfuocato eppure così vicino che col piede puoi toccarlo quando vuoi – un’esperienza che non si allontana mai dalla coscienza immediata…”

“Se non ti diverti a urlare, su una moto in corsa non fai grandi conversazioni. Invece passi il tempo a percepire le cose e a meditarci sopra. Su quello che vedi, su quello che senti, sull’umore del tempo e i ricordi, sulla macchina che cavalchi e la campagna che ti circonda, pensando a tuo piacimento, senza nulla che t’incalzi, senza l’impressione di perdere tempo.”

“Le strade che serpeggiano su per le colline sono lunghe, ma in moto sono sempre più belle…”

 

“Le strade con poco traffico sono più gradevoli, oltre che più sicure, e anche quelle senza autogrill e cartelloni, strade dove boschetti e pascoli e frutteti si possono quasi toccare…”

Libera interpretazione di alcuni brani del libro “Lo Zen e l’arte della manutenzione della motocicletta” di Robert M. Pirsig

Camminare sulla neve…

“C’è solo qualcosa di bello nel camminare sulla neve che nessun altro ha calpestato. Ti fa credere che sei speciale, anche se sai che non lo sei…”
(Carol Rifka Brunt)

“There’s just something nice to walk on snow that no one else has stepped on. Makes you think you’re special, even though you know you’re not…”
(Carol Rifka Brunt)

 

500 Follower ! I can’t believe it !

WordPress mi informa che ho raggiunto l’incredibile traguardo di 500 follower !

Non posso che ringraziare di cuore tutti, soprattutto i fedelissimi, il cosiddetto “zoccolo duro”, che trova pure il tempo e la voglia di commentare i miei post !

Questo è un grande stimolo per migliorare e postare foto sempre più belle e racconti più coinvolgenti !

Un abbraccio a tutti !

Max

Foto fatta dall’amica Saida ! Thank so much !

 

 

A spasso per Milano – Le Ossa, Vivian e la Vigna !

Milano è a due passi… Mezz’ora d’auto, di treno, di moto !!!

Ci vado spesso, le occasioni non mancano mai: parenti, amici ed eventi; ma nonostante tutto, non ho mai approfondito la conoscenza della città oltre i monumenti più famosi come Duomo, Castello Sforzesco, Sant’Ambrogio o Santa Maria delle Grazie e L’Ultima Cena di Leonardo…

Grazie all’amicizia con Elisa, entusiasta ed appassionata guida turistica, ed alla mia rinnovata passione per la fotografia, scopro preziosi angoli della città di cui ignoravo l’esistenza.

L’occasione di visitare la mostra dedicata a Vivian Maier mi apre le porte ad una bella visita della città fuori dai più noti percorsi citati in precedenza. Nell’attesa dell’apertura della Galleria in via Meravigli, con una breve deviazione raggiungiamo la chiesa di San Bernardino alle Ossa.

La particolarità di questa chiesa, in stile barocco ed a pianta ottagonale, è certamente la cappella ossario; macabra, lugubre ma sicuramente suggestiva, essa custodisce migliaia di ossa probabilmente provenienti dal vecchio ospedale del Brolo, un tempo adiacente alla piccola chiesa…

Impossibile rimanere indifferenti; la crudezza dell’ossario suscita emozioni contrastanti, si rimane impressionati dai teschi che sembrano urlare il loro dolore in un tentativo disperato di sfondare la rete che li trattiene… e nel contempo non si può non ammirare comunque la particolare bellezza di questo luogo.

Commentando con gli amici quanto visto nella chiesa di San Bernardino, raggiungiamo la Galleria che ospita la mostra con le opere di Vivian Maier. Già di per sè la storia di questa donna e della sua passione, quasi ossessione per la fotografia, è molto affascinante. Trovarsi al cospetto dei suoi scatti e di qualche super 8 che mostra come ella si approcciasse ai suoi soggetti, mi fa capire quanto talentuosa fosse; scatti eseguiti 50/60 anni fa, sembrano attualissimi. Allo stesso tempo, pare incredibile come custodisse gelosamente le sue immagini, al contrario di quanto facciamo noi oggi sempre pronti a condividere sui vari social anche il più banale piatto di un anonimo pranzo…

Consumiamo il nostro tra amabili chiacchiere e senza la necessità di fotografare i nostri panini, quindi raggiungiamo rapidamente Casa degli Atellani in tempo per la visita guidata, che avviene con un mix tra audio guida (compresa nel prezzo n.d.r.) e guida in carne ed ossa…

Pur attenti alle preziose informazioni narrate meccanicamente dalle cuffie, siamo ovviamente attratti dal cercare di catturare la miglior luce per qualche suggestivo scatto…

Per un interessante approfondimento sulla storia della Casa degli Atellani e del suo giardino dove sorge ora la Vigna di Leonardo, vi rimando all’articolo di Elisa sul suo blog .

Dopo questa full immersion culturale, decidiamo che è tempo di rilassare le menti con una piacevole passeggiata al Parco Sempione, godendo anche noi come le centinaia di persone che lo affollano in questo bel pomeriggio, del clima mite di questo assurdo inverno…

Toccando idealmente l’Arco della Pace, torniamo verso il Castello Sforzesco ed alla metropolitana che ci riporta verso casa…

attratti qua e là dagli ultimi segni dell’autunno che cercano di resistere al naturale dissolversi del loro tempo…

 

 

 

 

 

 

 

 

Fade Time