Alla scoperta di Peccioli e Ghizzano

Incuriosito dalla presenza di nuove forme d’arte conosciute come i “Giganti di Peccioli”, ho deciso di iniziare il nostro viaggio estivo nel centro Italia da questo piccolo comune in provincia di Pisa.

Dopo il lungo ed infernale trasferimento autostradale da Novara, con temperature che sfiorano i 40 gradi, raggiungiamo il Podere Chiasso Gherardo, nelle campagne alle porte di Peccioli, dove trascorreremo le prime due notti delle nostre vacanze.

Fa molto caldo e decidiamo di visitare la discarica di Legoli che ospita due dei quattro Giganti l’indomani mattina. Rinfrescati e cambiati, partiamo per andare a visitare il piccolo borgo di Ghizzano, a pochi minuti da Peccioli.

Nel 2019 tre artisti, Alicia Kwade, Patrick Tuttofuoco e David Tremlett, che già conosco per aver dipinto nelle Langhe la Cappella del Barolo a La Morra e la chiesetta di Coazzolo, hanno realizzato opere permanenti che possiamo ammirare passeggiando tra le viuzze di Ghizzano.

Il borgo, grazie alle case dipinte da Tremlett ricorda vagamente Burano, anche se i colori sono più tenui e l’abitato è notevolmente più piccolo.

Ma camminare tra queste case colorate mette comunque allegria ed il silenzio che vi alberga, serenità.

Nel tardo pomeriggio ci spostiamo a Peccioli e veniamo accolti da una deliziosa rotonda che ci fa subito capire lo spirito artistico del paese.

Dopo pochi metri troviamo sulla nostra il primo dei 4 giganti: posto sul tetto di un edifico, osserva con sguardo a metà tra l’incuriosito ed il minaccioso, i viandanti imprudenti che transitano ai suoi piedi.

Saliamo nel centro storico dove in moto non abbiamo problemi a parcheggiare e ci incamminiamo lungo la sua via principale. Meno appariscente e noto di molti altri borghi toscani, Peccioli diventa una piacevole scoperta passo dopo passo. Lo splendido Palazzo Senza Tempo, quasi anonimo nell’aspetto esterno, ci fa immergere nell’arte con mostre di vario genere, sia permanenti che temporanee. Ristrutturato recentemente, unisce antico e moderno, sorprendendoci quando sbuchiamo dal lato opposto alla via centrale, su una bellissima terrazza sospesa che affaccia sulle colline a levante del paese.

In lontananza vediamo un altro dei Giganti; lo andiamo a scoprire “col favore delle tenebre”, dopo la doverosa passeggiata post cena dove scopriamo altri angoli suggestivi, abbelliti da altre opere d’arte come la moderna passerella colorata che conduce la parcheggio multipiano, opera di Patrick Tuttofuoco

e “Lo sguardo di Peccioli” di Vittorio Corsini, con centinaia di foto degli occhi degli abitanti di Peccioli, che fissano l’orizzonte dalle antiche mura del paese.

Riprendiamo il mezzo e scendiamo dal centro per raggiungere il Gigante scorto in precedenza dalla terrazza. Raggiungiamo l’Anfiteatro Mazzola, nella completa oscurità, da una stradina di campagna. Solo l’imponente scultura è illuminata e ciò le dona un aspetto molto suggestivo.

Il mattino successivo ci rechiamo al Triangolo Verde di Legoli dove sono situati gli altri due Giganti, ovvero l’installazione artistica di Naturaliter. Creati in polistirolo espanso e polistirene, rivestite in fibra di cemento, questi giganti vogliono simboleggiare la rinascita a nuova vita proprio in una discarica, anche se chiamare discarica questo sito è veramente riduttivo, dove vengono distrutti i rifiuti che quotidianamente produciamo.

Approfittiamo del fatto che siamo praticamente gli unici di prima mattina a visitare il sito, per scendere ad ammirare i Giganti da vicino e scattare simpatiche foto.

Risaliti al moderno centro di accoglienza, siamo ammirati nel leggere tutto il ciclo di recupero dei rifiuti che si effettua in questa discarica. In lontananza ammiriamo anche i disegni di Staino ed i colori di Tremlett che abbelliscono i muri di contenimento ed i silos dell’impianto di trattamento biologico.

Questi due borghi e l’incredibile “discarica” di Legoli sono stati una piacevolissima scoperta, andando ben oltre ogni aspettativa. Ero venuto per i Giganti e mi sono ritrovato immerso in mondo sapientemente mixato tra arte antica e moderna, dove i veri giganti sono gli artisti creatori e gli amministratori locali che, visionari e lungimiranti, hanno creduto in tutto questo.

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