“Viaggio in Giappone – Hakone – Day 3”
Stamattina nuova levataccia. Destinazione Hakone: un po’ montagna, un po’ lago ed po’ speranza di vedere il Monte Fuji. Trasporto concitato. Ci siamo dovuti districare nella rete affollata e frenetica della mattina. Anche se i giapponesi frequentano i mezzi a qualsiasi ora correndo. Dove debbano andare tutti non si sa, ma per fortuna sono talmente gentili, che se ti vedono un minuto di troppo tentennare con sguardo spaesato di fronte alla miriade di indicazioni delle decine di linee che intersecano la stazione da cui partiamo, si prodigano per darci indicazioni, tra sorrisi ed inchini vari.
Quindi si comincia: due metro e due treni e poi su al Ryokan, comodamente raggiungibile a piedi tramite una strada in salita sotto il sole.
Il Ryokan è una locanda tradizionale giapponese il cui stile è rimasto immutato. Un Riokan mantiene ancora gli elementi tradizionali: pavimenti formati da tatami, bagno all’esterno della camera, giardino con padiglione dedicato alla cerimonia del tè, rifiniture interne in legno di stile tradizionale, stanza spoglia priva di mobili e letti. I letti tradizionali (futon), vengono sistemati durante la cena, disponendo materassini, coperte e cuscini sui tatami. La colazione e la cena vengono serviti in camera o in un altro ambiente con vista sul giardino. La cucina è raffinata, ricercata e curata esteticamente. Si utilizzano pezzi di ceramica, accessori pregiati e scatole laccate.
Lasciamo la valigia e le calzature all’ingresso, le scarpe sono bandite. Il tatami si rovina.
Il servizio è personalizzato, veniamo affidati alle cure di una gentilissima ragazza che ci accompagna in camera e ci spiega tutto per filo e per segno, con qualche difficoltà perché il suo è un’inglese nipponico, il nostro maccheronico e quindi…
Ripartiamo per proseguire la giornata attendendo un nuovo bus locale che ci porta alla riva del lago Ashinoko.
Panino merenda e imbocchiamo il sentiero che lo costeggia e ci porta fino al Torii della Pace.
Molto scenografico, con le acque del lago che bagnano le sue basi, ci mettiamo anche noi in coda per fare qualche foto ricordo.

Poi, ancora ignari della cultura giapponese, andiamo a cercare in capo al mondo il relativo santuario, seguendo il sentiero lungo il lago…Errore! Bastava girare l’angolo. Torii e santuari sono sempre vicini. Questo ha interrotto il programma della giornata. Una deviazione che ha portato ad una lunga attesa alla stazione dei bus, facendoci saltare il giro in vascello, peccato…
Ma non tutto il male vien per nuocere: nell’attesa del bus “scopriamo” lo zaino per gatti: semirigido, con tanto di oblò per far ammirare al gatto il panorama e tre pratici fori per infilarci le dita e fargli qualche coccola. Spettacolo!

Ritrovata la retta via, dal lago passiamo alla parte montana. Cabinovia per salire in cima al cratere vulcanico Owakudani, ancora attivo! Da lì si può immortalare il Monte Fuji, ma ovviamente non oggi ! Fa molto caldo e c’è foschia. Ci rassegniamo al ricordo della cima vista dall’aereo durante l’approccio a Tokyo.
Allora tentiamo di raggiungere le pozze di acqua bollente e fumarole cariche di zolfo. Manco quello! Data la pericolosità, gli accessi sono solo con guida e l’ultima visita della giornata si è già conclusa. Ci accontentiamo della foto turistica con l’uovo nero kuro-tamago, cotto nelle sorgenti termali ricche di zolfo e ferro.

Presto, torniamo al Ryokan per la giappo-experience! Ci accoglie una schiera di ragazze di nero vestite che tra innumerevoli inchini, ci accompagnano alla nostra camera, dove solo le immagini possono raccontare.




In dotazione troviamo due bellissimi Yukata, una sorta di Kimono estivo, e le calzette tradizionali con alluce separato. Seguiamo le istruzioni per indossarlo ma scopro amaramente che nel kit mancano i capelli per me… Sob.
Cena fantastica dove abbiamo provato ogni prelibatezza.



Al rientro in camera troviamo pronto il Futon, ma prima di coricarsi è doveroso rilassarsi nella vasca con acqua termale che abbiamo sul terrazzo. Certo, 40 gradi l’acqua, almeno 30 fuori, non è lo scambio termico ideale, ma vogliamo non farlo ?!?
Temevo lo spessore e la rigidità del Futon, invece è un modello “occidentalizzato”, praticamente quasi come i nostri materassi. Meglio così 😉


AMREF
Associazione Italia Tibet
Karibuni Onlus
LAV
Lega del Filo d’Oro
Motociclisti Incolumi
Save the Children
Tha Animal Rescue Site






BELLO!!!
Ciao Marianooooo. Grazie mille. Un abbraccione