“Viaggio in Giappone – Nikko – Day 5”

Oggi si va a Nikkō a vedere un po’ di templi e santuari. Arricchiamo la conoscenza spirituale!

Durante il percorso verso la stazione impariamo sempre tante cose interessanti. Quella di oggi è vedere uno spazzino che toglie le foglie dalle grate dei tombini con una pinzetta.

Solo foglie ovviamente. Qui non trovi altro per le strade…

Litighiamo con la tessera Suica che è incandescente dal forte utilizzo e vuole essere ricaricata spesso e volentieri. Ma grazie di esistere!

Sul treno restiamo stupiti di una cosa per cui ci bagnano naso, faccia e anche un po’ le orecchie. Nell’ordine scopriamo:

Wi-Fi gratuito e ben funzionante; spazio ampissimo per le ginocchia; tavolino reclinabile tipo aereo; tasca portariviste sempre tipo aereo; porta bottiglie richiudibile; tavolino per pranzare nascosto nel bracciolo; presa elettrica disponibile in ogni sedile.

Le informazioni di bordo tra le altre cose segnalano:”se usate il pc, non fate troppo rumore digitando sulla tastiera per non disturbare i compagni di viaggio”.

Indicazioni in braille sui maniglioni per tenersi in piedi e, cosa fighissima, i sedili dei treni sono sempre tutti girati verso la destinazione. Si possono girare di 180 gradi! Così decidi se guardare in faccia i tuoi compagni di viaggio o dargli le terga!

Quindi, o il treno quando arriva a destinazione si rifugia in una bat-caverna a fare inversione a “u”, oppure gli addetti ruotano TUTTE le sedute prima della partenza.

Appena scesi dal treno, andiamo subito a pranzare perché sappiamo che all’interno dell’area dei templi e santuari non ne avremo modo. Quindi anticipiamo e degustiamo il piatto tipico locale: la Yuba Soba, praticamente degli spaghetti in brodo con pane di soia . Ci avviamo lungo la strada che attraversa Nikko in leggera salita che ci porta alle pendici della collina dove si trovano il tempio Rinno-Ji ed il santuario Toshogu, trovando qualche spunto fotografico tra suggestivi lampioni e simpatiche trattoLie.

Attraversiamo il ponte sacro Shinkyo che segna l’ingresso nell’area sacra nel bosco.

Percorriamo un breve sentiero in salita ed in breve siamo al grande tempio buddhista Rinno-Ji. Facciamo la visita rigorosamente guidata, in inglese, dove purtroppo riusciamo a carpire ben poco ammirando comunque i tre Buddha all’interno della sala.

All’esterno, doverosa pausa zen nel giardino Shoyo-En a nutrire le carpe. Sarò banale, ma questi luoghi danno veramente un grande senso di pace: silenzio, verde lussureggiante, laghetti, e appunto, carpe…

Continuiamo a salire verso il Santuario Toshogu, immersi in una foresta di maestosi alberi secolari.

Questo santuario è composto da diversi edifici anche molto decorati, sfarzosi, con dettagli di sculture e disegni veramente incredibili.

Incontriamo la Pagoda dai Cinque Tetti prima di oltrepassare la porta Omotemon e trovare le tre scimmiette sagge (Mizaru, Kikazaru, Iwazaru) che noi citiamo sempre, sbagliando, alludendo a comportamenti omertosi.

Quelle vere fanno bene a comportarsi così:“non guardo gli spiriti maligni, non ascolto gli spiriti maligni, non parlo agli spiriti maligni.” Chiamale sceme!

Proseguendo verso il Mausoleo di Tokugawa Iemitsu incontriamo un’altra opera iconica di questo grande santuario, il Nemuri-neko, lo sleeping cat. Piccola scultura in legno del XVII secolo, considerata tesoro nazionale, simboleggia pace, vigilanza e protezione del Santuario. Adorna la porta Sakashita-mon che conduce dopo una bella scalinata, alla tomba di Tokugawa Ieyasu.

Scendendo per terminare la visita, mi incuriosisce una piccola teca, moderna, che potrebbe apparire fuori luogo in questo contesto ed invece… Un Mobile Suite della famosa serie Gundam. Incredibile.

Torniamo a Tokyo che è ormai sera ed una volta di più ci facciamo ingoiare dal Don Quijote come Pinocchio dalla balena. Laura ne viene sputata fuori illesa, lei… La sua ritrosia a spendere inutilmente ha vinto sul male! Io, al contrario, mi faccio ingolosire e porterei a casa il mondo… 😀

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