“Viaggio in Giappone – Kanazawa – Day 6”

Ore 5.00 ! La levataccia di oggi per andare a Kanazawa !

Facciamo la nostra prima esperienza sul treno Shinkansen. A vederlo sembra un luuungo suppostone bianco aerodinamico. Velocità circa 300 km/h ! Vero, ormai abbiamo preso mille volte i treni veloci anche in Italia, ma lì ci sono da moltissimi anni e soprattutto, molti dettagli che fanno la differenza rispetto ai nostri, due su tutti: la puntualità (spaccano il secondo!) ed il silenzio nelle carrozze !

La posizione dell’hotel a Kanazawa è strategica, centrale e poco lontano dalla stazione. Lasciamo le valigie alla reception e tappa bagno nella hall. Non ho mai visto Laura tornare da una toilette così entusiasta e bramosa di raccontarmi il motivo…

Aperta la porta del bagno, si accende la luce, il water ci accoglie alzando l’asse e illuminando l’interno della tazza! Un benvenuto o un invito?! No ma…fantastico e anche un po’ pauroso! Spunto per un film horror alla Stephen King!

Ci avviamo verso il castello di Kanazawa attraversando il Giardino del Santuario di Oyama, molto bello, fresco e come abbiamo ormai imparato, tranquillo e silenzioso. Nota stonata che mi fa un po’ irrigidire sono gli innumerevoli cartelli appesi ad alberi e panchine con scritto di prestare attenzione alle vespe!!!

Lasciamo il Santuario, attraversiamo la strada ed entriamo nel parco del Castello. L’interno non si può visitare per lavori di ristrutturazione. Ci giriamo intorno ma l’esterno è decisamente anonimo. Giriamo per il parco tra ameni laghetti e innumerevoli Torii e tempietti sparsi in ogni dove…

Puntiamo in direzione del Kenroku-en, considerato uno dei tre giardini più belli del Giappone. È un giardino “da passeggio” progettato con sentieri tortuosi, colline artificiali e stagni interconnessi che offrono viste diverse a ogni passo. Il nome Kenroku-en significa “Giardino dei Sei Elementi”: spaziosità, isolamento, artificio, antichità, corsi d’acqua e panorami.

Oltre alla bellezza, l’atmosfera, l’armonia di questo luogo, veniamo colpiti dai giardinieri che se ne prendono cura: chinati come le nostre mondine con i loro caratteristici cappelli , a togliere le erbacce dal prato. Ma attenzione, non strappandole, ma sradicandole pazientemente usando un mini falcetto. Una per una.

Il tempo scorre veloce contrastando il nostro lento vagare per il Kenroku-en. I nostro corpacci reclamano nuove energie per continuare la giornata.

Decidiamo di accontentarli andando al mercato di Omicho.

Il pesce fa da padrone ma si trova tanto altro ovviamente. Siamo affamati, non ci districhiamo nei menu impossibili e incomprensibili, quindi mangiamo un piatto poco tipico e poco saporito, un paio di spiedini di “finto” pesce con una patata lessa.

Il pomeriggio impenna nel carinissimo quartiere del te. Laura non apprezza il té verde e si lancia sul “roasted tea” che ha il gusto di sottobosco dopo la pioggia. Aggiungiamo un dolce ed una fetta di torta che si poteva arricchire, nel vero senso della parola, con modici 300 yen di foglia d’oro edibile (eccellenza della zona). Purtroppo il vizio di Laura di leggere velocemente le ha fatto saltare la riga nel menu. Prima o poi imparerà…

Visitiamo una “Casa delle Geishe” nel quartiere Higashi Chaya, dove più che vedere abbiamo dovuto immaginare. Tenuta bene ma spoglia di tutto. E per fortuna, incredibilmente, troviamo un dépliant esplicativo in italiano!

Ci trasciniamo verso l’albergo anelando a un po’ di riposo, ma incappiamo in un fantastico fuori programma!

Nella via dell’albergo bloccata al traffico, un festival d’estate. La versione nipponica della Banda d’Affori con ragazze che ballano sincronizzate suonando pifferi e trombette!

Raggiunto l’hotel a ritmo di musica, ci sediamo per terra in mezzo alla folla ad assistere alla sfilata dei vari gruppi di ballo, musicali e teatrali. Siamo travolti da danze varie con esplosioni di colori e musica coinvolgente. Non capiamo niente dei significati, ma stavolta è sufficiente la vista e l’udito per portare a casa una bellissima esperienza.

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