Val d’Intelvi e “balcone d’Italia”

Carpe diem diceva qualcuno… ed il diem l’abbiamo carpiato, come un tuffo 😀

L’attimo colto è stata la finestra di bel tempo concessa in questa piovosa primavera; appena ho visto girare il manico ed iniziarsi ad aprire le ante, ho messo subito in piedi un giretto con la truppa delle 3L : Lau, Luca e Leonardo.

Luca mi aveva parlato tempo fa, ammirando il panorama dal “mio” Mottarone (di cui riporto un piccolo esempio…),

Verbania vista dalla cima del Mottarone

del “balcone d’Italia” al confine italosvizzero.

Non essendoci mai stato, mi son fatto promettere che mi avrebbe portato e l’occasione per mantenere la parola data si è palesata improvvisamente “aprendo” questa benedetta finestra.

Ritrovatici tutti in Brianza, ci siam fatti condurre dal buon Leonardo lungo le rive di quel ramo del lago di Como che volge verso il primo pomeriggio, per poi lasciarle ad Argegno e salire in Valle Intelvi.

Profondo conoscitore della zona, Leonardo ci ha proposto di deviare verso Pigra e la scelta si è rivelata veramente ottima.

Stradine deserte e panorami; una sosta alla stazione della funivia ammirare quello sul lago e quindi proseguimento verso le cime di questi monti dove nei pressi dell’ Alpe di Colonno  abbiam placidamente consumato il nostro pranzo “al bauletto” seduti ai margini di una bella pineta.

Ripresi i cavalli, Leonardo ci ha condotto per questa stradina sugli alpeggi di confine tra Lario e Ceresio fino a ritornare sulla provinciale della Val d’Intelvi tra San Fedele e Pellio.

Qui subentrava al comando delle operazioni Luca che ci ha mostrato prima un belvedere verso nord e successivamente a  portare a termine la promessa, il panorama che si ammira sulla Vetta Sighignola “balcone d’Italia”.

Dopo il meritato gelato e le solite amabili ciacole, qualche scatto panoramico rovinato un pò dalla velatura del cielo ed molto dall’ecomostro costituito dalle rovine della mancata funivia Campione d’Italia-Sighignola…

Ritorno “sfizzero” scendendo lungo la bella Val Mala fino a Melano e poi lentamente via Mendrisio e Chiasso, abbiam varcato nuovamente il confine.

Baci e abbracci al primo autogrillo trovato sulla A9 e ritorno veloce a casa, molto soddisfatti della giornata trascorsa; in primis per la compagnia e quindi per il percorso effettuato, veramente degno di nota nel “circuito” ad alta quota con partenza ed arrivo a San Fedele, passando per Pigra, Ponna e Laino.

Consigliato a tutti i mototuristi amanti di stradine, natura e “trafficozero”.

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100 km su e giù per le colline monferrine

Se marzo è pazzerello, Aprile è andato completamente fuori di melone…

Dopo aver rinunciato alla moto per il we in Romagna con Lucy, ho programmato un’uscita il lunedì successivo.

Ma Giove-Pluvio ci ha messo lo zampone ed altre secchiellate ha provveduto a versare.

Qualcuno ha preferito rinunciare, ma lungi dalla rassegnazione e cercando di sfruttare le poche ore in cui le uniche cose bagnate che cadevano dal cielo erano le… plin plin dei passerotti, io ed un nuovo compagno di merende, il Cheru, ci siam  soddisfatti di curve, panorami e vivande gironzolando qualche ora sulle colline monferrine.

Attraversato l’abitato di Trino, appena oltrepassato il Po ci siamo arrampicati sui colli a sud del grande fiume.

Da Cornate a Gabiano è un saliscendi continuo con balconi che guardano un pò i vigneti a mezzogiorno ed il mare di risaie a mezzanotte, purtroppo patenti perennemente lo scempio della centrale nucleare 😦

Al ponte sul Po di Crescentino, abbiam virato verso sud, scollinando ad Odalengo Piccolo verso Moncalvo.

Rifocillati all’ottimo ristorante Il Bagatto di Grazzano Badoglio, paese natale del Maresciallo a cui ha dato i natali e dedicato il nome, per la digestione abbiam proseguito il saliscendi tra Vignale, Lu e Mirabello, dove, livellate le strommine alla pianura, ci siam riportati nell’alto piemonte.

Anche i piccoli giri e le brevi distanze danno sempre le loro soddisfazioni… 😉

Emilia Romagna – “In Romagna con Lucy…”

… Anzi, sarebbe più corretto dire “in Romagna NONOSTANTE Lucy” !

Lucy… non è un mia amica; non è una simpatica cagnetta; non è il nome della mia moto…

E’ un cavolo di miniciclone che ci ha accompagnato durante un weekend in Romagna.

Una due giorni organizzata da tempo per visitare Faenza, Ravenna e Comacchio. Ovviamente doveva esser fatta in moto, ci abbiamo sperato fino al venerdì mattina… ma la Lucia non ha mollato un colpo 😦

E poi il metereologo l’aveva proprio detto :” fenomeni in arrivo sull’Emilia Romagna…”.

E chi erano i fenomeni in arrivo se non noi due ?!! 😀

Con un tempo così, solo dei fenomeni vanno in giro lo stesso… 🙄

Cmq l’importante è poter girare e staccare ogni tanto, quindi, non lamentiamoci troppo…

Approdati all’agriturismo Trerè nel primo pomeriggio dopo il lungo e noioso viaggio in autostrada, abbiam trovato ad accoglierci una mezza dozzina di pavoni. Proprio così : pavoni ! Liberi e placidamente appollaiati qua e là in varie zone della bella struttura.

Mollato in camera il mini bagaglio, ci siamo diretti subito a Faenza per un’umida (eufemismo) visita della città, guidati dall’articolo che le ha dedicato la rivista Itinerari e Luoghi nel suo ultimo numero.

Nonostante l’ombrello, abbiamo dato sfogo alla macchina fotografica, immoratalando nei modi più disparati piazze e monumenti della ridente (col sole forse…) cittadina.

Faenza – Piazza Libertà

Dopo circa tre ore in balia degli elementi, siam rientrati all’agriturismo ed abbiam trovato conforto nei gustosi piatti preparati per cena, accompagnati dall’ottimo Sangiovese di produzione propria della famiglia Trerè.

L’indomani mattina, svegliati di buon ora dalle urla dei pavoni (ma avessero fatto una ruota in tre giorni ! ) e deliziati a colazione dalle torte del personale della struttura, siamo andati alla scoperta di Ravenna e dei suoi notevoli monumenti contenti vere e proprie opere d’arte come i mosaici, patrimonio mondiale dell’UNESCO.

Prima di recarci in centro città però, abbiam dedicato la prima visita all’Abbazia di Sant’Apollinare in Classe.

Sant’Apollinare in Classe

Sant'Apollinare in Classe

Sant’Apollinare in Classe

Giunti in città, abbiamo iniziato il nostro tour visitando il Mausoleo di Teodorico, proseguendo quindi con tutti i maggiori monumenti presenti nel centro storico, rimanendo subito incantati dalla bellezza della Basilica di San Vitale e dal Mausoleo di Galla Placidia.

Basilica di San Vitale – Ravenna

Siam passati quindi alla Domus dei Tappeti di Pietra e dopo un veloce spuntino in un simpatico locale vegetariano, il Battistero Neoniano ed il vicino Museo Arcivescovile con la cappella di Sant’Andrea.

Da un Andrea ad un altro… Infatti, terminata anche l’interessante visita al museo TAMO (“Tutta l’avventura del Mosaico”), ci siamo trovati con l’amico Cavaliere del Nord-Est e compagno di ventura in qualche bella occasione motociclistica e non, che dalla vicina Ferrara è giunto con Laura ed Anna a farci da cicero per il resto della visita alla città.

Dopo baci e abbracci di rito nella centralissima Piazza del Popolo, abbiam proseguito il tour con la chiesa di San Francesco e la caratteristica cripta allagata, popolata da panciutissimi pesci rossi.

A pochissima distanza rendiamo omaggio anche a Dante per passare poi ai giardini pensili ed alla cripta di palazzo Rasponi.

Un angolo molto particolare, interessante, rilassante e proprio nel cuore della città, è il Giardino Botanico o delle erbe dimenticate. Chi scrive sa riconoscere a malapena una foglia di salvia da una di basilico… 🙄 quindi, una giro tra queste piante si è rivelato molto arricchente.

Dedicate le ultime energie rimaste alla basilica di Sant’Apollinare Nuovo ed al Battistero degli Ariani, abbiam concluso la giornata al caratteristico locale Cà de Vèn, pasteggiando a base di piadine tipiche  e crescione.

Salutati i cari amici ferraresi, dopo più di 11.000 passi, siam rientrati alla base soddisfattissimi della giornata.

I magnifici mosaici ci han tenuti molto tempo col naso all’insù, che unito all’umidità della giornata, han provocato le proteste della mia cervicale… Ma dato una pezzo di piadina anche a lei, s’è ritirata in santa pace evitando di rovinarmi l’ultima giornata romagnola.

Ultima giornata aperta raccogliendo le bottiglie acquistate all’agriturismo; non potevamo certo abbandonare questo piccolo gioiello a mani vuote e tornare a casa senza Sangiovese ed olio prodotti dalla Casa. 😉

Destinazione Comacchio, Andrea mi aveva consigliato di non perdermi il caratteristico traghetto a fune sul fiume Reno che si trova a Sant’Alberto e di fare quindi la strada sull’argine fino ad Anita, ma purtroppo per cause imprecisate troviamo la sbarra chiusa ed il servizio sospeso 😦 .

valli di Comacchio

Finalmente raggiunta la meta dopo il lungo peregrinaggio per le sue Valli, le abbiam dedicato le ore centrali della giornata, passeggiando lungo i canali che la fan sembrare una piccola Venezia, dando sfogo alla nostra fantasia fotografica ed immortalandone gli angoli più suggestivi.

Comacchio, la piccola Venezia…

Comacchio – Ponte dei Trepponti

“Last but not least”, prima del definitivo cammino del rientro, ci siam fermati all’Abbazia di Pomposa e dopo aver ammirato anche questa bellezza, abbiam trovato fortunosamente ed inconsapevolmente aperto alle visite (solo dal giorno prima !) il campanile.

Impossibile resistere e non aggiungerlo alla nostra particolare collezione di “salita al campanile”. 😀

Abbazia di Pomposa

Ora la gita è veramente finita e com’era iniziata, sotto l’acqua, così si conclude.

Lucy, nonostante timide schiarite, non ci ha mollato fino a casa… Ma nonostante la sua presenza, ce la siamo proprio goduta; ammirando opere straordinarie e pasteggiando in maniera divina proprio alla faccia della “ciclonessa”.

Tutte le altre foto, qui sotto…

Romagna

Pasqua fotografica

Diario di viaggio “Vercors 2011”