Il mio (viaggio da) sogno americano si è avverato !
Finalmente, dopo anni che lo “vedevo” nei film, nei documentari, al pc, in primavera sono riuscito a convincere la moglie a realizzarlo.
La massima aspirazione sarebbe stato di farlo in moto, come il sogno originale avrebbe voluto, ma un pò per motivi economici, un pò per concedere qualcosa anche Lau, ho preferito raddoppiare le ruote…
Poco male; la fortuna di poterlo compiere era già impagabile e non si poteva chiedere di più.
Da aprile in poi “la macchina organizzativa” si è messa in moto e grazie anche ai preziosi suggerimenti di Marco e degli amici del forum di VacanzeInAmerica, ho pianificato le varie tappe e le cose assolutamente da non perdere; riservandomi dei margini personali su come vederle in base a quelli che sono i nostri gusti e le nostre esigenze.
Ed ecco il percorso scaturito a grandi linee che alla fine ci ha portato a fare 3000 miglia sulle magnifiche strade statunitensi, iniziato a piedi ed in bici su e giù per “le strade di San Francisco” ,in auto lungo il selvaggio Big Sur e terminato sulla mitica Route 66.

Agli amici che già ci han chiesto cosa ci è piaciuto di più e di meno è stato impossibile rispondere: è stato un viaggio indimenticabile.
Per dare una vaga risposta a queste domande abbiamo condito l’italica grammatica col termine “meno bellissimo”, per rendere un pò l’idea di quanto in realtà ci sia piaciuto praticamente tutto e molto.
Il resto lo scoprirete su queste pagine prossimamente seguendo il diario di viaggio…
Bye Bye



I don’t love particularly make tilted shot but it happens often to take a tilted subjects !
So for this week Ailsa Travel Theme , some shots taken during my travels:
it’s just finished the Tour de France and here the monument that celebrate the Pyrenean climbs next to Pau
Here the famous Oblique Bell Tower of Burano- Venice

and last but not least, our mythical ascent to Cotopaxi in Ecuador

Quando è possibile unire il dilettevole al… dilettevole, è un delitto non farlo !
Così infilati i bastoncini nelle borse laterali e gli scarponcini ai piedi al posto degli stivaletti, inforchiamo la moto per andare a fare un’escursione in Val Grande.
Optiamo per un giro ad anello poco impegnativo, scelto tra i numerosi recensiti dall’ottimo sito ScioccoBlocco e più precisamente l’anello Alpe Ompio-Monte Faiè – Vercio – Alpe Ompio.
Percorriamo con la moto tutto il lungolago piemontese del Maggiore, lasciandolo alla rotonda di Fondotoce dove deviamo per la strada interna che porta a Trobaso.
Seguendo le indicazioni per l’Alpe Ompio, iniziamo già a scalare con la moto la ripida salita che termina al confine col Parco. Bixi la sua parte l’ha fatta, ora tocca a noi e dopo un veloce cambio d’abito, siamo sul sentiero che ci porta in pochi minuti al rifugio Fantoli e quindi su in mezzo al bosco verso la cima del Monte Faiè.
Mentre chi scrive arranca con la lingua sotto i piedi, c’è chi si diletta a scattare foto ai verdi abitanti di questo faggeto…
Verso la cima il sentiero si porta sulla cresta e si inizia a vedere un bel panorama su Verbania e su tutto il lago. Ma è raggiunta la cima che si apre davanti a noi l’intero spettacolo del cuore del VCO a 360° !

panorama verso sud
Peccato la foschia dovuta alla calura estiva rovini un pò la visuale ma ce la godiamo lo stesso rifocillandoci sotto il sole con il mondo ai nostri piedi.


Mergozzo vista dall’alto
Proseguiamo inoltrandoci per un tratto nuovamente nel bosco, per tuffarci quindi giù per lo stretto sentiero in mezzo alle felci che ci porta all’Eremo di Vercio.
Un’altra bella pausa sui prati di Vercio per poi chiudere più facilmente l’anello tornando al punto di partenza, allietati anche da un fugace incontro con due caprioli sgambettanti ad alta velocità verso la profondità più tranquilla del bosco.
Per le indicazioni più dettagliate del percorso, vi rimando al link precedente a ScioccoBlocco.
Qui sotto invece le nostre statistiche registrate tramite Endomondo.

Asciugati e rimesso l’abbigliamento più consono ad andare in moto, abbandoniamo l’idea di tornare verso casa costeggiando il lago d’Orta; visto il caldo afoso, preferiamo l’ombra pomeridiana che si è impadronita della sponda occidentale del lago Maggiore, grazie alla catena del Vergante che li separa.
Il pilota automatico ci conduce placidamente a casa dove una fresca doccia ed un duro stretching ci attendono ansiosi… 😀
Bellissimo racconto dell’amico Giulio !
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