Amici che passate su queste pagine, vi invito caldamente a godere del bellissimo report che ha scritto Vincenzo del suo viaggio in terre transalpine.
Per l’interessantissimo blog di Alisa “Where’s my backpack ?” ecco una foto per il tema della settimana…
“I bivi della vita…”
Parcheggiare la bicicletta sul balcone è sbagliato ?
Forse è meglio…
Qui in pianura si schiatta dal caldo… Afa, zanzare…
Quale posto migliore per rinfrescarsi un pò se non all’interno del ghiacciaio del Rodano ?
Con gli amici Luca e Leo imbastiamo quindi un girello sui passi svizzeri per sfuggire alla calura e ci ritroviamo di buon mattino in quel di Castelletto Ticino.
Esauriti i convenevoli ed accertatici che Lia avesse preparato le sue prelibatezze, siam partiti percorrendo la sponda lombarda del lago Maggiore.
Costeggiare il lago è sempre piacevole, un pò meno il lento tratto che dal confine ci porta ad Airolo. Non avendo infatti la famigerata vignetta, lo facciamo tutto in statale.
Finalmente, al sopraggiungere dei primi morsi della fame, si palesano sotto le nostre ruote le rampe del Gottardo. Naturalmente opto per la vecchia strada, la famosa Tremola, sempre divertente ed emozionante e dove oltre all’acciotolato dobbiamo prestare la massima attenzione alle mucche ed alle loro deiezioni… 🙂

Una volta in cima, possiamo “apparecchiare” una pietra e goderci gli spuntini preparati dalle ragassuole.
Anche i dolcetti ipercalorici, a 2000 metri, van giù bene…
Qualche scatto alla caratteristica carrozza, qualche autoscatto ai caratteristici motociclanti
e poi via verso la discesa e la successiva scalata al passo Furka.
Appena scollinato il Furka, si apre davanti a noi il panorama maestoso della valle del Rodano
Dopo poche curve siamo al Belvedere e parcheggiamo per andare finalmente a rinfrescarci all’interno del ghiacciaio
Vi ero stato nel 2006 (foto) ed allora avevo sborsato 2 €; a distanza di soli 6 anni, 6 e 50 !!! Allucinante ! 👿
Ammetto però che è sempre affascinante vedere il ghiaccio dall’interno e poi qui si fanno il mazzo per creare e mantenere questa particolare grotta, combattendo ogni anno di più contro il disgelo 😦 .
Impressionante il confronto con le foto di dov’era il ghiacciaio negli anni 60 e dove purtroppo si è ritirato ora.
Lasciamo la sorgente del Rodano…
e scendiamo in valle seguendone il corso fino a Briga dove, prima di “rampare” sul Sempione, sfruttiamo l’abnorme differenza di costo della benza per riempire le botti delle nostre moto.
Merenda con gli avanzi del lauto pranzetto preparato dalle nostre ottime cuoche e poi rientro in patria al calar della sera.
Un vero e proprio passaggio a nordovest, quello per consegnare il librone della motostaffetta di Mototurismo all’amico Tony che si occupava della tappa valdostana.
Qualche giorno dopo la tappa piemontese ho portato la preziosa staffetta in VdA e per farlo sono andato a scoprire questo particolare passaggio che non avevo mai percorso, al confine tra le alpi biellesi e quelle valdsotane, proprio sopra la Serra Morenica di Ivrea.
Arrivato accaldato dopo la settantina di chilometri in mezzo alle risaie che separano il mio paesello alla capitale della lana, ho iniziato la salita ad Oropa sotto le solite nubi nere pomeridiane che avvolgono le cime di queste zone praticamente due giorni su tre.
Lasciato il Santuario alla mia destra, ho svoltato a sinistra in direzione Graglia, non prima di aver letto i cartelli che segnalavano la chiusura della strada causa smottamento, fino al 30 di giugno.
Essendo il 29 e mancando solo un giorno alla riapertura, ho deciso di osare comunque ed avviarmi verso l’ignota strada.
Nei primi chilometri la strada si caratterizza per esser un lungo terrazzo panoramico sulla piana biellese, ancora illuminata dal sole. Passato agevolmente il tratto “incriminato” per la chiusura, con la benedizione degli operai ormai prossimi al definitivo ripristino della sede stradale, ho proseguito il mio cammino mentre la carreggiata si faceva sempre più stretta, tale da impedire il contemporaneo passaggio tra moto ed auto !
Il tratto centrale si dirama in mezzo alla vegetazione con qualche tratto aperto che lascia intravedere la Serra di Ivrea.
Pausa rinfrescante ad una fontana in mezzo al bosco e scambiato qualche battuta con alcune persone intente a riempire decine di bottiglie (siamo nelle vicinanze di un noto stabilimento di acqua minerale…), ho continuato curioso il mio piccolo viaggio che mi ha portato anche a coprire qualche chilometro di strada bianca fino all’ingresso nella provincia torinese alle porte di Andrate.
Qui si torna ad ammirare il paesaggio, ancora la Serra ma anche la vallata della Dora Baltea, percorrendo ancora in costa il tratto che porta a Nomaglio e quindi a Settimo Vittone.
Avendo ancora margine rispetto all’orario concordato per l’incontro con Tony, a Settimo mi son fermato ad ammirare il Battistero di San Lorenzo
Pochi tornanti e mi sono ritrovato giù in valle ed ancora più rapidamente, in Valle d’Aosta.
Ancora qualche scatto al famoso ponte romano di Pont San Martin per ingannare l’attesa dell’amico Tony e quindi via con la consegna del malloppone, non prima di aver scambiato quattro chiacchiere ed un paio di birrette.
La giornata mototuristica me l’ero goduta e quindi ho approfittato del locale casello autostradale per fiondarmici dentro e tornare a casa nel giro di un’oretta.
Lo svolgersi della tappa Valdostana è visibile nel divertente video di Tony.







