Prima di partire però faccio in tempo ad aggiornarvi sulla nuova puntata di questa incredibile avventura dei nostri due folli girovaghi…
“Ciao a tutti, dove ci eravamo lasciati? Ah gia’, in Bolivia…
Fuori dalla Bolivia siamo entrati in Argentina, provandone subito il suo calore, durato poco pero’, perche’ la devi9azione verso il Cile era inevitabile…Fra Cile ed Argentina non corre buon sangue, al punto che fra la frontieraArgentina e quella Cilena passano 160 km di paesaggi lunari, un po’ di neve, fenicotteri e lama.
Approdiamo a San Pedro de Atacama, posto molto turistico ma che conserva il suo fascino di paese polveroso di frontiera, molto piacevole. Le vallate attorno sono bellissime ma durano poco. Infatti da lì e per chissa’ quanti migliaia di chilometri, il nulla, deserto piatto, noioso, allucinogeno. Fortuna che poi spunta una mano di pietra e la giornata si rallegra…
Visitiamo la zona costiera di nei pressi di Valparaiso, molto bello, moltoturistico, molto caro. Nella nostra Cabana con cucina non resistiamo allatentazione e cosi’… Supermercato, olio, peperoncino, pomodorini e PASTAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA!!!
Il giorno seguente lo impiego per fare due riparazioncine. Saldare i telaietti del bauletto e cambiare il tubo di recupero dei vapori dell’olio motore, ne ho adattato uno di fortuna. Poi la lunga strada verso sud, nulla che attiri l’attenzione, solo le case stile europa del nord ci incuriosiscono. Qua gli spagnoli si son mischiati con Tedeschi, Olandesi, Inglesi, ecco perche’ son cosi’ freddi…
Riconquistiamo nuovamente l’Argentina, la simpatia e la disponibilita’ delle persone e’ un toccasana! Gli Argentini me gustano mucho! E’ tardi, ci accampiamo con la tenda vicino ad un ruscello, mimetizzando la moto con dei cespugli, figata il randagismo…La mattina pero’ devo tentare di tenere insieme il telaietto del bauletto sinistro con del fil di ferro, la saldatura a fiamma sulla cromatura non ha tenuto, mannaggia…A meta’ giornata su una bella strada che abbraccia un lago nei pressi di Esquen la tragedia… In curva Tamara mi avverte “abbiamo perso ilbauletto sinistro!”, mi giro, torno indietro, nulla, tutto il pomeriggio a cercare e nulla… Il bauletto e’ svanito, incredibile! Tutti gli attretti, i miei preziosissimi attrezzi, perduti… Altra compilation di epiteti indicibili! La mattina sono ancora nero marcio, altro giro di perlustrazione, niente, ci rassegnamo, abbiamo perso il bauletto cazzzz!!! Alla prima cittadina sosta in una ferramenter, ne comproi alcuni, quelli piu’ necessari, esco e…. La gomma a terra! Santi che scendono da ogni dove, raggiungo il gommista che ripara il buco nuovo e quello vecchio che non si sa mai, poi da un altro tizio a saldare i telaietti, in uno dei quali, mentre lo tiro giu, si rompe dentro una vite. Risultato siamo a meta’ pomeriggio, giornata persa. Le restanti ore le passiamo a comprare i vestiti per Tamara (anche quelli persi), che giramento… La mattina ci accoglie con nuvole e freddo gelido, il vento soffia forte e lateralmente, sembra che ci sia qualcosa che non voglia farci proseguire, cmq noi non moilliamo ed a meta’ pomeriggio arriviamo dove la Ruta 40 diventa pietraia. Tutto tranquillo, fino a quando qualcosa non va, tempo di accostare e… GOMMA BUCATA! Questa volta i santi scendono prima che inizi, supplicandomi di non inveire verso di loro, solo l’avvento di due pick up li salvano dalle ingiurie. Scendono degli uomini che si prodigano immediatamente nell’aiutarci, uno addirittura va a prendere un camion cisterna con compressore per gonfiarmi la gomma, spettacolo, unico problema che i pochi metri con la gomma sgonfia son bastati per piegarmi in piu’ punti il cerchio…Loro, con bagagli e Tamara raggiungono il paese, io da solo arrivo nel campeggio con la ruota nuovamente a terra, fortuna che lì ad attenderci c’e’ Miriam Orlandi (bloccata in questo luogo da quasi un mese per ilcardano rotto) e lo splendido, ineguagliabile, padrone del camping, RAUL.Un personaggio unico, di u8na gentilezza e squisitezza che ci lascia a bocca aperta, pulisce, ci porta da bere, ci lava i vestiti, ci offre da mangiare, ci fa trovare le brioscine calde la mattina, obbliga il calzolaio ad aggiustarci le scarpe, tutto con una bonta’ innata che fa venire i brividi alla schiena, persone cosi’ meritano amore e rispetto. MI TOLGO IL CAPPELLO. Se passate da Perito Moreno City non potete assolutamente saltare l’appuntamento con il suo minicamping e la sua umanita…
Domani ripartiamo, dovremo salutare Miriam che stara’ qui ancora per un po’, nell’attesa del suo cardano, nell’attesa che il suo viaggio prenda la via giusta. Noi gli e lo auguriamo, se lo merita, e’ una brava ragazza, che fa tanto anche per gli altri. Da quando e’ qua lavora gratis in ospedale e nel paese la chiamano tutti “La Dottora”. Massimo rispetto,buena suerte DOTTORA! (il suo sito e’ www.ioparto.eu dateci un occhio!)
Ora speriamo di non bucare la quarta volta, altrimenti nemmeno i santi basteranno piu’, ciauuuu. “
Finalmente tra poco si parte..
Per emulare le gesta del mitico IBaby in Sudamerica, mi voglio lanciare in un’impresa eguale !
Non voglio più sapere di niente di nessuno (tranne la mamma.. che è sempre la mamma…)!
Basta freddo. Basta lavoro. Basta brutte notizie. Basta cattive prospettive ! Per una settimana non voglio pensare a nulla..
Già, non voglio, ma sarà quasi impossibile riuscire a farlo, ahimè..
Quando torneremo, le cupe nubi che si intravedono ora all’orizzonte, saranno sempre più vicine a me ed ai miei cari…
Speriamo che almeno nel periodo del viaggio, il mio cielo sia sereno ancora una volta, come lo è sempre o quasi stato..
Vabbè, quando sarà il momento ci penseremo, non ho voglia di agosciarmi sin d’ora su come sarà il futuro.
Quindi parliamo di cose belle : le vacanze !
Dopo 6 anni dall’ultimo viaggio fancazzista in quel di Formentera e dopo aver fatto praticamente solo viaggi iperattivi da allora, concedendoci solo un paio d’ore al dì di mare durante la nostra Odissea in Grecia ed un paio d’ore di spiaggia in una settimana in Mexico, è tempo psico-fisico (più psico che fisico n.d.r. ) di una nuova vacanza a far nulla.
Nel nulla assoluto…
Chissà se riusciremo ad annoiarci come teme la mia consorte, essendo appunto abituati ad altro genere di viaggi, o se ricaveremo il meglio da questo dolce far niente che ci si prospetta…
Tra qualche giorno lo sapremo…
Negli Stati Uniti è stato censurato uno spot pubblicitario della PETA (Peoples for the Ethical Treatment of Animals) perchè troppo “sessualmente esplicito” !
l’articolo ed il link al video incriminato su Corriere.it
Io non so che tipo di televisione, di programmi, mandi in onda la NBC. Certo che se è in linea con la nostra TV spazzatura, la censura di questo video è veramente ridicola.
Anzi è più oscena del video stesso !
sito PETA
Qualche giorno fa l’amico Simone mi aveva preavvisato: stavolta avevano rischiato la pellaccia veramente…
Però ci rassicurava che il peggio era passato e che ora stavano bene.
Finalmente ci ha mandato il racconto della loro giornata terribile vissuta nei deserti boliviani. Della loro angoscia e della grande paura di non farcela…
Un racconto da brividi per chi lo conosce, per noi amici e per i loro cari… Non oso pensare a sua mamma Franca…
Simone non è credente e si ribella alle considerazioni di Tamy che stavolta qualcuno ha guardato giù, come si suol dire… Rispetto il pensiero di Simone, e comprendo la sua grande rabbia ricordando gli amici prematuramente scomparsi.. ma anche a me piace pensarla così. E credo che a guardar giù siano stati i loro angeli custodi, gli amici e parenti purtroppo persi in questi anni.
Ecco il loro racconta di questa folle giornata…
“Quello che sto per raccontarvi ha un po’ dell’incredibile ed un po’ del prevedibile visto che mi conoscete…
Partiti da Copacabana sul lago Titicaca ci siamo diretti verso il salar di Uyuni, la strada piacevole e la giornata perfetta ci ha fatto raggiungere velocemente i bordi desertici del salar dove abbiamo piazzato la tenda, nel nulla, da cinghialotti…
Il giorno seguente ci tuffiamo a capofitto nella pista. Sabbia, fango,detriti di ogni genere, un calvario durato ore ed ore. Siamo caduti in totale otto volte, prima nel tentativo di guadare una enorme pozza (finiti a mollo), scivolati sulla sabbia, scivolati sul sale, etc etc, sembrava un film comico… La vista di un enorme cratere formato da un meteorite,
fenicotteri, ed altre aspre bellezze ci rincuorano…
Vista la strada decidiamo di cambiare itinerario, tentando di raggiungere una frontiera piu a nord ma la strada peggiora. La strada si stringe, le lingue di sabbia diventano dune dove i pochi fuoristrada lasciano solo le
ombre. Dopo ore nel tentativo di superare il tratto demoniaco, ormai spompati decidiamo di tornare indietro, non e’ strada per noi, ho rischiato piu’ volte di bruciare la frizione. E’ veramente chiedere troppo al mio ippopotamo di metallo! Piazziamo nuovamente la tenda, ma all’ombra di un vulcano stupendo. La notte, una stellata da cardiopalma ci mostra tutta la sua bellezza, con la via lattea ben visibile torniamo a fare i cinghiali. Due scatolette, due barrette energetiche ed un po’ d’acqua sono la nostra cena…

La mattina decidiamo di tentare il salar, sembra facile, la mappa delle piste c’e’. Ci tuffiamo dentro senza timori, si viaggia anche veloci sul solido strato di sale. Lo spettacolo ci lascia piu’ volte proiettati in un sogno, l’immensita’ del salar, il vulcano alle nostre spalle, le isole che sbucano dal bianco qua e la e che sembrano galleggiare su di esso, poi la
tragedia.
Finiamo in una zona piu’ molle, ma quando ce ne accorgiamo siamo nel fango con la moto bloccata. Nessun tentativo va a buon fine, la stanchezza e la disperazione comincia a prendere il sopravvento, un incubo. Mentre Tamara
monta la tenda affianco della moto io vado a piedi nel nulla, vagando per ore nel tentativo di vedere una traccia, una vita umana, una jeep, un soccordo, ma nulla. Sembra non ci sia nulla e nessuno, torno da Tamy un po’ incredulo, confuso. La notte, martellata da un fortissimo vento, e’ difficile da far passare, non si dorme, la preoccupazione e’ quella di rimanerci, sotto uno strato di sale, che pero’ almeno dorvebbe ben conservare i corpi… Cosa fare, abbandonare la moto e tentare di raggiungere a piedi un paese? Ma dove, ma quale, e chissa’ se siamo realmente nella posizione dove crediamo di essere.
Tamara piange, io quasi, beh forse qualche lacrimuccia si, ma non ditelo a nessuno. La decisione sbagliata potrebbe condannare me e lei, come decidere…

La mattina decidiamo di ritentare con la moto, potrebbe essere l’unica salvezza, il salar e’ troppo grande e noi troppo piccoli. Dopo decine di tentativi con le ultime forze riusciamo a liberarci. Camminando al suo fianco spingendola ed accelerando ci allontaniamo dalla zona maledetta ma la fatica e’ tanta, il respiro manca, l’altitudine non aiuta. Chilometri a spinta poi mi fermo, con il cuore in gola, e lei affonda di nuovo.
Tentiamo di infilare delle pietre sotto la gomma ma nulla sembra affondare ancora di piu’… Poi un lampo di genio di Tamara, a mio malgrado devo ammettere che in questo caso il suo genio e’ stato alquanto provvidenziale. Smontiamo i bagagli e la gettiamo a terra su un lato, poi strisciandola la portiamo in una zona piu’ solida, la fatica e’ immensa,
pero’ ne veniamo fuori e ripartiamo. Costeggiamo il salar, ma tutti i suoi confini sono pieni di fango, non possiamo rischiare ancora, cosi’ ci dirigiamo verso nord, verso il vulcano, dovrebbe esserci un paesino,
speriamo di arrivarci… Ma ben distanti la poca benza rimasta finisce, siamo a piedi nuovamente.
Abbandonata la moto ci dirigiamo verso quello che sembra essere il paesello, non ne siamo sicuri, i riflessi del sale sono forti e la vista debole, lo speriamo tanto! Camminando per quattro ore sotto il forte sole,
con i riflessi del sale che ci accecano. A volte cadiamo in terra in preda a forti giramenti di testa, l’acqua e’ ormai finita, il paese e’ ancora lontano. Lo raggiungiamo a gattoni, in preda al delirio, arrivati nella piazzetta, sorreggendoci l’un l’altro, riusciamo a prendere dell’acqua, due bottiglie da due litri in pochi sorsi, l’abbiamo scampata!

Cerchiamo della benzina e qualcuno che ci possa accompagnare alla moto, la gente ci guarda stupita, non capisce da dove arriviamo, quando gli e lo spieghiamo rimangono pietrificati. Troviamo riparo per la notte in una stanza affittata da una sciura del paese. Le bruciature in faccia ed agli occhi si fanno sentire. Compriamo delle patate e ce le facciamo
grattuggiare, ma non bastano, tutta la notte e tutto il giorno dopo rinchiusi nella camera in preda a forti dolori agli occhi e con le labbra, naso e viso completamente ustionati, terribile. Verso sera, con gli occhiali da sole ed il cappello basso, con due tizi ed una vecchia carretta accesa a spinta andiamo a recuperare la moto nel salar, mettiamo la benza e torniamo al paese.
Un ragazzo mi aiuta a lavare la moto completamente ricoperta dal sale, poi mi invita ad assistere ad una festa tradizionale a cui partecipano pochi, lui, che vive in cile, torna tutti gli anni per assistervi. Gli occhi mi bruciano ancora ma non poso rinunciare!
La festa ha inizio alla chiesetta, danze, suono di tamburi e flauti fatti a mano, fuochi ed altro per venerare il santo protettore. Poi in paese, noi li, da una posizione rivilegiata. Tamara mi abbandona dopo poco, io devo resistere, non me ne pentiro, infatti… Si inizia a bere tutti dallo stesso bicchiere un intruglio estratto dalla canna da zucchero ed
aromatizzato con la cannella, una schifezza che pero’ inebria. Le vecchie bevono come spugne e mi obbligano a fare altrettanto, tutti mi abbracciano e mi baciano, invitandomi a ballare con le piu’ storte.
Quando ormai le gambe non tengono piu’ il peso del mio corpo allora saluto tutti per il privilegio e mi allontano. Cospargo di svomitazzate le vie del paesino, mentre avanzo a passo del leopardo, la notte sto male come un cane ma ne e’ valsa la pena, sono felicissimo, dopo aver rischiato la vita ci voleva!

Quando le prime luci dell’alba entrano dalla finestrella sono ancora stordito, ho un male allucinante alla schiena, scopro il perche’, ho dormito con una patata sotto la schiena! Rimontiamo la moto, cerchiamo altra benzina, salutiamo gli abitanti e via, dentro una pietraia, costeggiando il vulcano ci allontaniamo da questo posto maledetto-benedetto.
Tamara, dicendomi “qualcuno ha guardato giu” mi lascia amareggiato, e’ una pugnalata al cuore. Sapete bene che io non sono credente, ma a parte questo, la cosa piu’ dolorosa e’ che il pensiero va subito ai miei cari amici, che mi hanno abbandonato prima del tempo. Per loro nessuno ha guardato giu? Perche’ questo privilegio? Volete dirmi che a loro, persone rispettabili e buone, il buon dio non ha avuto tempo? Non ci credo, non fatemi incazzare!
Come posso dimenticare Davide, Gianluca, Rosario, Michele e sua moglie, Gianni a cui il destino aveva gia voluto regalargli un handicap dalla nascita eppure ha voluto finirlo con una leucemia. E molti altri fino al gentile Renato e quell’ottimista di mio cugino Roby stroncato poco fa da un infarto a quarant’anni. No non ci credo, e non permetto a Tamara ne a nessuno di dire che qualcuno ha guardato giu, non lo permetto. Questa cosa
mi ferisce, mi da rabbia.
La giornata e’ dura, i vapori dell’alcool si fanno sentire e la strada e’ terribile, riusciamo a raggiungere con fatica la postazione dell’andata, campeggiamo. Puzziamo da morire, fango, sale, e randagismo, gli animali ci stanno a distanza. Di notte piove a dirotto!
All’alba si riparte, la strada e’ pessima e la pioggia non ha migliorato, poi raggiunto il benzinaio dobbiamo anche aspettare che arrivino le cisterne per il rifornimento, la sfiga continua. Fatta benza velocemente ci dirigiamo verso Potosi, la citta e’ gradevole, faccio benzina e…. Ho la gomma a terra! Cerco un gommista, a spinta ci arrivo, la gomma e’ bucata nel peggiore dei modi, di taglio, dentro la venatura del battistrada. Provo con il primo gommino, non tiene! Una compilation di epiteti difficilmente ripetibili si fa strada per le vie di Potosi. Tento di affiancargli un secondo gommino, non si dovrebbe fare, cmq tiene e possiamo ripartire. Fuori citta imbocchiamo la strada per il confine argentino, ma la bella strada si trasforma in pista di fango, pazzesco! Dopo poco siamo fermi per un tottentello, ingrossato per le piogge, nessuno passa, solo qualche grosso camion sfida la corrente. Dopo un ora di riflessione e dopo essere stati invitati a casa da due argentini anch’essi fermi, decido di tentare, su i pantaloni e mi getto nel fiume!
La corrente e’ forte e tira sul lato ma tenendo su il gas ed i piedi a mollo riesco nell’impresa!
Poi il buio prende il sopravvento, correre sul fango di notte con un cancello di trecento chili piu bagagli e emozionante, poi ci accampiamo nel nulla, sempre in tenda, sempre sporchi lerci.
La mattina e’ un valzer delle strade di mierda. Faticosa, oscena, ancora fango, fango, fango, si avanza a rilento, la strada non finisce mai, e’ interminabile! Arriviamo nel primo pomeriggio, dopo un totale di 12 ore per 400 km, alla frontiera, dove passiamo… Incredibilmente… 5 caz di ore! Nemmeno nella frontiera fra pakistan e india cosi scadente e lenta!

A notte troviamo un albergo dove riusciamo finalmente a lavarci e spellare naso e faccia. La mattina siamo ontheroad, su una strada vera, sani e salvi… Forse qualcosa l’ho dimenticato, o forse non lo voglio ricordare, abbiate pazienza, anche per me l’eta’ avanza!
Mauro Corona in uno dei suoi libri ama ricordare i suoi amici scomparsi e
cita una frase di uno di questi (credo sia Cerio), voglio usare anch’io
questa frase per i miei: “Alziamo il calice della vita, e alla morte
l’ultimo sorso”, ciao ragazzi. ”
Voglio segnalare l’appello della LAV – Lega Anti Vivisezione contro l’ignobile caccia alle foche !
Aiutiamo questo simpaticissimo animale anche solo mandando una mail ai nostri senatori, come da indicazioni fornite dalla LAV.

14 senatori hanno in mano la sorte di
centinaia di migliaia di foche.
Il tuo aiuto è fondamentale per ottenere finalmente una legge nel nostro Paese in loro difesa.
Arrestare il massacro è possibile.
Con un click.
Invia questa email*, aggiungendo il tuo nome e cognome in calce al messaggio, ai Senatori dai quali dipende l’approvazione del Disegno di Legge ancora in discussione.
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