Weekly Photo Challenge: Infinite

Weekly Travel Theme : Deep !

Once again for the challenge of Ailsa, I draw inspiration from my recent trip into the United States NP

(Hope shutdown finish fastly 😦 )

How much is deep a jump from Mokee Dogway ?

Into the deep of  Bryce Canyon

Into the deep of Antelope Canyon

Grand Canyon is certainly very very deeeeep

Please enjoy other deep shots visiting “Where is my backpack ?”

USA OtR – 3000 miglia nel West – “Arches – Delicat… amente ci arriviamo !”

Day 8

Da mesi compare un solo sfondo sul mio cellulare ed oggi raggiungiamo quel luogo…

Ci aspetta il trasferimento più lungo del viaggio: oltre 500 km e circa 6 ore di guida. Certo, potremmo risparmiarcene una sessantina con ben un paio d’ore in meno, secondo gugol mappa; ma c’è un piccolo particolare : non passeremmo per due delle strade panoramiche più belle d’america, la UT 12 e la UT 24

(ma è perchè sarà bella il doppio ?!? 🙄 ) .

A colazione ci gustiamo due pancake “piccoli” (grossi come pizze) a testa, innaffiandoli abbondantemente con sciroppo d’acero. Abbiamo energia per molte ore.

Ripercorriamo per la terza volta la strada che attraversa la Dixie National Forest. Le carcasse dei poveri cerbiatti investiti sono state rimosse e per fortuna non ne vediamo di nuove.

Superiamo Bryce Canyon ed iniziamo a gustare nuovi paesaggi. Purtroppo il cielo è molto coperto e dobbiamo ammettere che incide non poco sui panorami che scorrono davanti ai nostri occhi.

Guidando lungo la bellissima UT 12 non posso fare a meno di viaggiare anche con la fantasia ed immaginarmi seduto su una bella Harley, danzando su queste alture che offrono vedute a perdita d’occhio e infilandomi in meravigliosi canyon rossi dove il rombo del motore ti entra nell’anima.

Giungiamo all’incrocio con la UT 24 che è giusto l’ora di uno spuntino ed approfittiamo del pratico Subway per un nutriente footlong sandwich; ma mentre siamo seduti ai tavoli esterni per farci scaldare un pò dal sole che cerca di farsi largo tra le nubi, ecco palesarsi un gruppo di harleysti tedeschi in viaggio di piacere.

Come dire: quando i sogni non si avverano, almeno passano a prenderti in giro 😀

Nel primo pomeriggio finalmente il meteo migliora, giusto in tempo mentre transitiamo nella zona di Capitol Reef  per vedere “accendersi” il fuoco rosso di queste terre.

Ad Hanksville troviamo ancora qualche nuvolone che preciso preciso ci bagna mentre facciamo carburante.  Poche miglia dopo, iniziamo un lungo rettilineo di cui è impossibile scorgerne la fine…   😯

Il cruise control qui non basta, ci vorrebbe veramente il pilota automatico ! Per fortuna il traffico è talmente scarso, pressoché inesistente, che ci si può comunque rilassare  e stiracchiarsi in tutta tranquillità.

Arrivato sulla Interstate 70 posso ancora aumentare la velocità. Voglio arrivare ad Arches per il tramonto e la lunghezza del viaggio comincia a farsi sentire. Lo stradone è trafficato ma come abbiamo già avuto modo di notare in questi giorni, si viaggia praticamente tutti alla stessa velocità, senza necessità di rallentare o superare “di rabbia” come a volte ci accade in italy, quando la lentezza di alcuni e la spavalderia di altri diventano situazioni frustranti…  Tutti sereni a 75 mph e via ! :mrgreen:

Arriviamo a Moab da nord e quindi oltrepassiamo le entrate ai due parchi ed attraversiamo tutta la cittadina per raggiungere il motel prenotato. Visto che c’è tempo, preferiamo cambiarci e mollare giù armi e bagagli ed esser leggeri per il trail in salita che ci aspetta.

Sono le 5 pm quando entriamo ad Arches. Visto che ci fermiamo due giorni a Moab, tralasciamo i primi bellissimi view point e trail che incontriamo; li faremo l’indomani mattina.

Ora puntiamo dritti sul nostro obiettivo: il Delicate Arch !

Parcheggiata l’auto e riempiti gli zaini con acqua e generi di conforto, iniziamo la salita di due chilometri e mezzo che ci porterà ai piedi del simbolo dello Utah.

Dopo quasi un’ora di cammino ci siamo quasi… Un’altra coppia  poco avanti a noi, saltella giù gaudente da una parete del trail da cui sembra aprirsi una finestra.

Laura, sempre agile come un capriolo, sale in avanscoperta e poco dopo mi “intima” di raggiungerla…

La scena che sia apre oltre questa finestra è di quelle che, ripetutamente ma gioiosamente mi lasciano a bocca aperta…

Restiamo qualche minuto lì a goderci il momento fino a che non siamo raggiunti da altri escursionisti che han capito che è un punto da non perdere.

Proseguiamo per un centinaio di metri ed arriviamo in una sorta di anfiteatro, dove sugli spalti si stanno accumulando in rispettoso silenzio gli spettatori e sul palco, al  centro della scena, il “delicato” protagonista assoluto.

Non resta che scatenarci in migliaia di scatti e quindi attendere anche noi il calar del sole.

Puntuale il tramonto arriva e come una madre che delicatamente rimbocca le coperte al proprio figlio, così esso ricopre con l’ombra delle vette circostanti l’intero anfiteatro e, lentamente, giunge fino ai piedi dell’arco.

Prima di chiudere questa ideale “porta della stanza da letto”, ci volgiamo ancora a lui per un ultimo saluto

Ritornando verso valle ci accorgiamo di nuovi panorami che prima, distratti dal nostro obiettivo, avevamo colpevolmente tralasciato…

La sera è calata e seguendo una lunga scia di luci rosse, lasciamo il parco e scendiamo verso la città.

Ma è solo un arrivederci…

Vajont 50 anni

Anniversario del Vajont. Oggi ricorrono i 50 anni di una delle più grandi tragedie italiane…

Il ricordo per le vittime e la speranza che l’uomo impari qualcosa da questi suoi enormi errori, lo affido a questo bell’articolo dell’amico Giulio…

Avatar di Giulio Fantonviaggiandoincontrare

9 Ottobre 1963, ore 22,39. 270 milioni di metri cubi di terra e roccia scivolano lungo il fianco del Monte Toc e precipitano nel lago artificiale Vajont. La frana è lunga 2 chilometri e provoca un’onda di piena che supera di 100 m in altezza il coronamento della diga. L’acqua risale in parte il versante opposto e distrugge tutti gli abitati lungo le sponde del lago nel comune di Erto e Casso; in parte scavalca la diga riversandosi nella valle del Piave radendo al suolo quasi completamente il paese di Longarone. Il bilancio delle vittime è agghiacciante: 1910 vittime di cui 1450 a Longarone, 109 a Codissago e Castellavazzo, 158 a Erto e Casso e quasi 200 di altri comuni. Lungo le sponde del lago del Vajont vengono distrutti i borghi di Frasègn, Le Spesse, Il Cristo, Pineda, Ceva, Prada, Marzana, San Martino, Faè e la parte bassa dell’abitato di…

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Capture the Colour 2013

Ho il piacere di esser stato invitato  da  Sara e Stefano a partecipare al concorso fotografico di Travel Supermarket  .

Ringraziandoli infinitamente, ho scelto in fretta e furia cinque scatti che rappresentino i colori richiesti : bianco, blu, giallo, rosso e verde.

Sara and Stefano invited me to join at Travel Supermarket Contest. Thanks a lot to them and here are my entries:

Bianco – White

Ecuador - Panama Hat Factory

Ecuador – Panama Hat Factory

Blu – Blue

Mauritius - Grand Bassin Holy Lake

Mauritius – Grand Bassin Holy Lake

Giallo – Yellow

Eire - Dublin

Eire – Dublin

Rosso – Red

Galpagos - Red Crab

Ecuador – Galapagos – Red Crab

Verde – Green

Italy - Tuscany - Ape Car

Italy – Tuscany – Ape Car

Il concorso prevede di invitare altri 5 blogger a partecipare. Quindi ecco la mia piccola lista (ragazzi, se non potete o non avete tempo, non mi offendo 😉 )

The Contest asks that I recommend five other people to participate. Don’tworry if you don’t want o haven’t time… No problem 😉

Photo & Tour

Ilargia64

The Rider 

The Palladian Traveler

Viaggio in progress