Weekly Travel Theme : Beaches

We particularly don’t like to spend our days at the beach, at the sun as lizards; we like isolated, deserted beaches, like those found in Northern Europe …
We love the beach as a place of relax, where to stop a couple of hours at the end of a trip, maybe to watch a magnificent sunset.
We have been lucky in our travels to be in magnificent beaches, and here a series for the new theme by Ailsa
Please, note two beaches in Ireland and Laura that frozen, indicates Irish people bathing 😀

La moto, la strada, il viaggio : la libertà.

Lombardia – Un girotto nel Varesotto

Un giretto breve, alla portata di tutti i mototuristi che amano dondolarsi su dolci curve e rilassarsi su stradine di montagna poco battute da chi ama la velocità.

200 km circa partendo da Novara, ma il succo del “girotto” è racchiuso nel centinaio di chilometri di un anello che si apre e chiude a Sesto Calende.

girotto varesotto

Approfitto della giornata dal sapore estivo per andare ad esplorare percorsi mai battuti, nonostante siano poco distanti da casa.

Certamente, la sponda lombarda del lago Maggiore l’ho percorsa più volte, ma oggi l’abbandono poco dopo Ispra per entrare nel cuore della provincia di Varese. Una meta di giornata è Campo dei Fiori e le strade che ho scelto per arrivarci si percorrono lentamente, anche a causa dei limiti di velocità e postazioni velox fisse che inducono a non esagerare col gas… L’attraversamento dei paesi che, tra Besozzo e Varese sono praticamente senza soluzione di continuità,  fa il resto.

La salita al Campo è divertente e mi ripaga dell’eccessiva lentezza e del caldo, oserei dire torrido, che mi accompagna.

Lasciata la moto al parcheggio alla fine della strada, mi avvio a piedi nel parco che ospita l’ossevatorio astronomico.

Sono salito quassù per ammirare i panorami che si godono a 360° ma mi è stato subito chiaro man mano che salivo, che è la giornata sbagliata. Infatti la calura provoca una foschia talmente densa che a stento si intravede il lago di Varese, proprio qui sotto.

Sfogo la frustazione mia e della mia inseparabile Pen, immortalando coloro che danno il nome al luogo, i fiori per l’appunto, e le panchine che dovevano accogliermi per farmi rilassare guardando dal lato opposto  i paesaggi che solitamente osservo dal mio amato Mottarone. Che sia opera sua la foschia che ci avvolge, facendomi così pagare il temporaneo tradimento ?! :-S

La passeggiata nel parco è molto piacevole ed offre numerosi percorsi per escursionisti. Vestito da moto, questa volta mi limito a seguire lo stradino asfaltato fino in cima all’osservatorio.

Dopo un panino discreto al bar ristorante che c’è vicino all’ingresso del parco, scendo di quota fermandomi brevemente a Santa Maria del Monte. Mi sono appena rivestito e non ho voglia di sbragare nuovamente; rimando la visita di questo borgo ad una nuova occasione.

Da qui parte però la seconda parte del girotto, che si svela molto più piacevole della mattinata. La provinciale 62 che mi porta in Val Cuvia è veramente piacevole con poco traffico, curve dolci e prati verdi che profumano di primavera.

Dopo Cuveglio lascio la valle per salire ad Arcumeggia, lungo la strada che porta al Passo del Cuvignone. Un cartello ad inizio della salita che, fino al paese va sù a “gomitate”, segnala ai cicloamatori che il più veloce a percorrerla è stato Ivan Basso.

Arrivato a Sant’Antonio, invece che salire al Passo, proseguo lungo la provinciale 7 e scendo attraverso i boschi verso il lago.

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La strada dissestata e sporca, oltre che stretta, impone la massima attenzione e prudenza e se si vuole ammirare il lago dai rari scorci che ci concede la boscaglia, bisogna assolutamente fermarsi.

Il lungo lago che scende verso Laveno è sempre piacevole nel sole pomeridiano, almeno fino ad Ispra, quando la strada abbandona le sponde e corre un pò più interna.

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Tra queste due località, si trova a strapiombo sulla sponda orientale del lago, lEremo di Santa Caterina del Sasso.

Mi fermo a visitarlo invogliato dalla presenza di un solo torpedone nel parcheggio dedicato. Lascio la moto e scendo i 246 gradini che portano in questo luogo ameno, costruito tra il XII° ed il XIV° secolo.

Se passate da queste parti, dedicate un’oretta alla scoperta di questo luogo. Vi si può arrivare anche tramite battello, con un approdo dedicato e vederlo dal lago è certamente suggestivo.

E’ metà pomeriggio e chiudo l’ipotetico anello percorso nuovamente a Sesto Calende, in mezzo al traffico dell’ora di punta di chi torna a casa dalla giornata lavorativa e riporto le mie ruote in Piemonte valicando il Ticino chequi saluta il lago Maggiore e corre all’incontro con il Grande Fiume…

Diario di viaggio – “L’altra Normandia”

Perché “L’altra Normandia” ? Perché molti di voi l’hanno già visitata, perché le zone dello sbarco sono ormai conosciutissime e raccontate ottimamente già da altri, perché le zone su cui voglio porre l’accento le ho trovate come “trascurate” dal turismo e dalle solite rotte che anche i mototuristi seguono.

Ovviamente non posso esimermi dal scrivere cmq due righe sui luoghi dello sbarco : l’organizzatissimo bunker di Ouistrahm, il porto artificiale di Arromanches, la batteria tedesca di Longue sur mer , la Pointe du Hoc ed infine Saint Mère Eglise.

E’ vero, è impossibile non sentire i brividi lungo la schiena quando si visitano i cimiteri e le spiagge come Omaha. Ti vengono in mente tutte le immagini dei vari film e documentari, ma stavolta hanno una “piega ” diversa, le “vedi” proprio come reali. Più che il cimitero americano mi ha colpito quello tedesco, molto meno frequentato, le croci nere, tombe con “soldati” appena sedicenni, tombe con scritto solo “Ein soldaten”…veramente un’altra atmosfera rispetto all’americano.

Un altro posto che mi ha colpito del tour “sbarco” è stata St.Mère Eglise, col manichino appeso al campanile a ricordare la “fortunata” disavventura di John Steel ed immaginare quello che han passato lui ed i suoi compagni;

“john steel” appeso al campanile

scovare nei retrobottega dei vari negozietti pieni di gadgets stemmi originali, caschi segnati dal tempo, mostrine della FeldGendarmerie prezzate a 500€ .

L’altra Normandia è invece diversa, è fatta di normalità e di sapori e profumi locali..

Continua la lettura cliccando su:  L’altra Normandia (2004)

Weekly Travel Theme: Benches (panchine)

Where would you like to sit for a bit of relax, contemplation, talking friends , look at the world and get lost in your thoughts ?

In “Wheresmybackpack?” you can choose where put your… 😀

Here my favourite benches where I put mine… 😉

 

But for me, this is THE BENCH !