Lasciamo La Ciniega al mattino presto, la meta di oggi è la laguna di Quilotoa. Per raggiungerla ci vogliono 3 ore di viaggio, ma passono velocemente perché attraversiamo un tratto di Sierra Andina tra i più belli del Paese.
Nonostante sia così dall’inizio del viaggio, ci stupiamo una volta di più dei paesaggi che ci regala questa terra, il comune denominatore è sempre lo stesso: cielo blu con nuvole bianche come quelle che si vedono nei cartoni animati, visibilità nitida per km e km, terreni coltivati quasi in verticale fino quasi alle cime dei monti, tutti lavorati a mano dalla donne indigene. Anche la popolazione, ci confida Guillermo, è molto più simpatica e graziosa del resto del Paese. I bambini al nostro passaggio ci salutano con entusiasmo.
La laguna di Quilotoa è la più bella di tutto l’Ecuador, la foto compare su tutte le guide per la sua quasi perfetta rotondità e per il colore delle sue acque. Quando vi arriviamo non rimaniamo delusi da ciò che ci aspettavamo di vedere…un paesaggio da togliere il fiato!
Dopo le foto di rito al belvedere iniziamo la discesa dentro il cratere, Quilotoa è infatti un altro vulcano spento dove nel cratere si è formato un lago. Il sentiero è molto ripido, sabbioso, impegnativo; il ritorno dovremmo percorrerlo a dorso di un mulo…
Raggiungiamo la laguna, l’acqua è verde smeraldo, che si scurisce leggermente al passaggio di qualche nuvola.. L’acqua non è molto fredda, è leggermente salata, una via di mezzo tra mare ed acqua dolce. Al momento di risalire abbiamo un’amara sorpresa: purtroppo i muli che ci dovrebbero riportare su oggi non sono disponibili perché i ragazzi che li conducono sono impegnati nella riunione della comunità locale. Quindi dobbiamo risalire 200 mt di dislivello a piedi!!! E’ durissima, peggio che al Cotopaxi, infatti qui la salita è molto più ripida, sulla sabbia e siamo sempre intorno ai 4000 mt slm.. Stremati, con la lingua fuori raggiungiamo il ciglio del cratere. Ad attenderci la solita ottima “Sopa di verdure”. Al pomeriggio ripercorriamo la medesima spettacolare strada dell’andata fino a riprendere la Panamericana e raggiungere Banos. Questa è una cittadina termale nota in tutto il continente sudamericano e si trova ai piedi del vulcano Tungurahua. Prima di arrivare in città percorriamo centinaia di metri di strada “strappata” alla colata lavica scesa durante l’eruzione del febbraio scorso, un fiume lungo chilometri e con un fronte di quasi 300 mt.
Il vulcano al momento è ancora attivo, ma purtroppo per noi, non è visibile il pennacchio di fumo per via delle solite nubi che circondano le vette dei vulcani. L’hotel è “meno bello” del solito ma offre altri agi, come ad esempio un mini centro termale di cui approfitto appena scaricate le valigie. Anche il servizio lascia un po’ a desiderare e dopo un’ora e mezza di attesa per esser serviti per la cena, decidiamo di uscire a cenare fuori. Troviamo un ottimo localino nella piazza del paese dove degustiamo i piatti locali con grande soddisfazione.
Prima ciaspolata dell’anno (e dell’inverno…) in Val d’Aosta, precisamente da La Magdaleine a Chamois, due ameni borghi della bassa Valtournanche.
Un percorso poco impegnativo visto lo scarso allenamento, ma molto bello in quanto si svolge tutto in balconata lungo il versante orientale della valle, regalando bei panorami a sudovest verso la valle principale e le piste da sci della dirimpettaia Torgnon.
Nonostante l’altitudine tra i 1600 ed i 1900mt s.l.m. l’innevamento è scarso ed il paio di chilometri che ci portano dal centro del paese all’imbocco del sentiero sono su asfalto. Una volta imboccato il sentiero 107, si trova un pò di neve ma è percorribile anche senza indossare le ciaspole.
Dopo il sentiero iniziale che taglia i tornanti della strada poderale, si approda alla mulattiera che si sviluppa nel bosco e dove nei punti meno fitti si può ammirare il Cervino, oggi spesso contornato dalle nubi.
Lungo il sentiero sono esposti numerosi pannelli esplicativi sulle varie tipologie di energia e consigli sul suo utilizzo.
In vista di Chamois, la quantità di neve al suolo aumenta e riusciamo finalmente ad indossare le ciaspole. Ma non è che per un quarto d’ora di cammino, infatti dopo circa 5 km dalla partenza, giungiamo all’altro capo del percorso.
in vista di Chamois
Chamois – Panorama
Breve pausa pranzo al sole; con una decina di gradi di temperatura, sembra più una giornata primaverile invece di inizio gennaio…
A Chamois non vi arrivano le auto e lo si può raggiungere dalla valle, oltre che con le mulattiere, solo con la funivia che parte da Buisson.
Con la pancia piena, troviamo le energie per fare l’anello che gira intorno al paese.
Senza volere mancar di rispetto, si può dire che qui si riposa in pace veramente…
Concluso il girello intorno al borgo, riprendiamo la via del ritorno.
La Magdaleine
Dopo circa 14 chilometri e quattro ore di cammino, siamo di ritorno a La Magdaleine.
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