Weekly Photo Challenge: Object !

Fontana Nicolò fu Lorenzo

Un’altra storia… della Storia.
Quella del povero grande Nicolò, quasi 100 anni or sono….

Avatar di Giulio Fantonviaggiandoincontrare

Il Monte Cimone è una terrazza alta 1000 metri sulla Val d’Astico. Da lassù, il panorama spazia dalla pianura vicentina all’altopiano di Asiago e al massiccio del Pasubio. Si capisce perché gli Austriaci, dopo l’insuccesso della Straexpedition del 1916, fecero di tutto per tenere questo avamposto dal quale potevano spiare comodamente i movimenti delle truppe italiane. E si capisce anche perché, quando gli alpini conquistarono la montagna con ardimento da funamboli, gli austriaci li fecero sloggiare senza tanti salamelecchi, imbottendo la montagna di esplosivo e facendola saltare, soldati e tutto. Si dice che “la cima del Cimone scomparve e con essa le truppe della Brigata Sele, composta da 10 ufficiali e 1118 soldati”.
Adesso sono qua, all’imbocco della Val d’Astico, sotto l’acqua: voglio vedere con i miei occhi che effetto fa una “cima scomparsa”. Non piove quasi più, ma si è alzato un vento ruvido che mi strattona con folate…

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Weekly Travel Theme: Dry

It won’t stops raining by Ailsa (Seattle ?!) as well as non-stop here in Italy, causing numerous damages and inconveniences to people 😦

In an attempt to manipulate the weather gods, she is channeling all thinghs dry this week theme.

I hope that this attempt is also for us Italians …

It seems quite dry the landscape view from Moki Dugway – UT,   Devil’s Golf Court in Death Valley and its Sands Dune

the old water channel in the Siq of Petra and the Wadi Rum desert in Jordan

Enjoy with many others dry pics visiting

Where's my backpack

Where’s my backpack

I Giorni della merla

Ciaspolata a Bielmonte

Approfittiamo della festa patronale di Novara per concederci una bella ciaspolata in giornata feriale, nell’assolata e super innevata Bielmonte.

Le copiose precipitazioni dei giorni scorsi hanno regalato a questa piccola stazione sciistica una quantità di neve che non si vedeva da anni ! Si parla di circa 2 metri sulle vette dell’intera area.

Lasciamo l’auto nel piccolo parcheggio del ristorante di Bocchetto Sessera, meta anche di giretti in moto nella bella stagione. Al piccolo chiosco in legno dove si paga anche il ticket per usufruire delle piste da fondo, ci danno utili indicazioni sui vari percorsi per ciaspolatori. Calzate le racchette dirigiamo verso l’Alpe Artignaga, nonostante la poca fiducia nei nostri confronti per la scelta della meta da parte del gentilissimo gestore del chioschetto:  ” troppa neve fresca, si affonda, è dura arrivare fin sù…” .

Finché riusciamo, seguiamo le indicazioni classiche dei sentieri di montagna, unite ai cartelli indicanti percorsi per ciaspole appesi agli alberi. Man mano che ci addentriamo nella vallata però il manto nevoso si fa sempre più importante fino a far scomparire ai nostri occhi ogni tipo di segnale…

Siamo i primi a passare su questo percorso dopo l’ultima nevicata…

Sembra di camminare nella panna montata, sia perchè spesso si affonda, sia per l’aspetto visivo che offre la soffice coperta bianca…

Raggiunta la Casa del Pescatore, dobbiamo “affrontare” anche il superamento di un moderno ponte tibetano

Entrando in un bellissimo bosco di abeti la salita si fa un pò più impegnativa e come non bastasse, io affondo sempre di più mentre Laura, forte del suo peso piuma, riesce a “galleggiare” sulle montagnole di neve accumulatesi tra un albero e l’altro…

Ma è fuori dal bosco che la situazione… “precipita” per il sottoscritto 😀  In certi punti affondo fino all’inguine ! I tentativi di riprendere una posizione stabile sono tragicomici !

E tutto quando mancano una manciata di metri alle baite dell’Artignaga ed alla pista di fondo che ci conduce ad esse.

Consumiamo il nostro pranzo al sacco dotato dei migliori generi di conforto (Nutella !) seduti su una panca al sole. Il paesaggio magnifico e la pace che ci circonda ripagano ampiamente dello sforzo fatto per salire quassù…

Il sole sta ormai calando ed inoltre le classiche nubi serali lo coprono prima del tempo.

Decidiamo di scendere lungo la pista da fondo, avendo cura di non rovinare i perfetti binari per chi si diletta col passo alternato.

Alla fine Endomondo ci conterà quasi 11 km tra andata e ritorno. Non male considerando almeno la metà fatta “lottando” per restare a galla 😀