Ecuador – Galàpagos – Isla Genovesa

11/08 Isla Genovesa

La sveglia suona per tutti alle 6,30 ! Sarà sempre così tranne un paio di giorni in cui ci alzeremo un’ora prima. Colazione alle 7 ed alle 8 tutti pronti per la prima escursione. Siamo ancorati nella Baia di Darwin, all’interno di questa piccola isola a forma di ferro di cavallo. Il primo approdo è asciutto, su di una roccia da cui si risale la scogliera per fare una passeggiata lungo il sentiero intitolato al Principe Philip. Qui gli uccelli la fanno da padrone : camminiamo infatti in mezzo a nidi di fregate, sule mascherate e dai piedi rossi, gabbiani ecc.. che non si scompongono minimamente al nostro passaggio.

A terra o appollaiati sui rami secchi di questa foresta impervia di Palo Santo, covano le loro uova o accudiscono i piccoli accanto a loro. Particolarmente belli sono le giovani Sule, completamente bianche e col piumaggio un po’ arruffato che sembra fatto di cotone.

Proseguiamo lungo il sentiero che il cielo plumbeo e gli alberi secchi e bianchi, fanno sembrare alquanto sinistro…

Estephan ci spiega ogni caratteristica di ogni singola specie, sia animale che vegetale, non parla italiano ma in spagnolo ed inglese, quindi facendo anche un mix delle due lingue bene o male tutti capiamo. Il suo tono però è monotono, senza enfasi o slanci di passione, sembra un nastro registrato e ne abbiamo la conferma quando uno dei nostri compagni di viaggio che capisce perfettamente entrambe le lingue, ci svela che dice esattamente le stesse cose sia in spagnolo che in inglese, senza modificare mai neanche una virgola.. Abituati bene con Guyllermo, siamo un po’ perplessi dal modo di fare di Estephan, serio e molto professionale.
Dopo 2 ore di cammino torniamo alla barca e ci prepariamo per lo snorkeling nella baia. E’ nuvoloso e fa freddo, ma la voglia di scoprire cosa c’è qui sotto è più forte di quella di restarsene all’asciutto. Indossiamo le mute e ci lanciamo dalle pangas nelle scure acque della baia.

Il primo impatto è tremendo, per 2/3 minuti mi manca il fiato da tanto è gelida l’acqua, poi appena la muta inizia a fare il suo dovere, comincio ad acclimatarmi.. Anche lo snorkeling non è del tutto libero ma dobbiamo farlo in gruppo e nuotando in una determinata direzione, scortati dalle piccole barche. Il cielo nuvoloso ed il fondale scuro non favoriscono certo la visione ma qualche pesce riusciamo a vederlo. Dopo una mezz’ora di nuoto, praticamente ibernati cominciamo a rientrare alla barca per una doccia bollente prima del pranzo.
Nel pomeriggio approdiamo su di una spiaggia dall’altra parte della baia e troviamo ad attenderci una famiglia di leoni marini.
Stanno tranquillamente “spaparazzati” sulla sabbia, uno addosso all’altro per cercare di scaldarsi a vicenda e non si scompongono più di tanto quando ci avviciniamo per fotografarli.

Proseguiamo quindi per un sentiero che costeggia la scogliera, anche questo pieno di nidi di volatili di ogni specie. Il paesaggio offerto da questa parte dell’isola è più bello e la vegetazione più variegata, con dominio da parte di Opunzie.

Un paio di leoni marini giocano in una piccola ansa al riparo dai marosi e noi non possiamo che rimanere incantati ad osservarli. Piano piano capiamo che stiamo assistendo dal vivo ad uno dei tanti documentari visti in tv, che siano stati scientifici o goliardici come quelli dei due più invidiati viaggiatori italiani…
Alle 17 rientriamo sulla barca, alle 18,30 il solito briefing dove si parla di quel che si è visto oggi e ci viene spiegato il programma del giorno successivo. E’ il secondo giorno e cominciamo a legare un po’ di più con i nostri compagni di avventura, di cui la metà sono italiani. Alle 21, dopo la cena, c’è la fuga nelle cabine, siamo tutti stanchi morti, la notte prima non abbiam dormito ed il viaggio di questa sarà molto lungo ed il mare non promette nulla di buono. Per non correr rischi mi affido alle magie della Xamamina…

Una giornata all’ATP Montecarlo Masters 1000

Ho finalmente avuto l’opportunità di ammirare dal vivo alcuni tra i migliori giocatori di tennis al mondo nel magnifico contesto del Montecarlo Country Club con campi direttamente vista mare…

In apertura, il funambolico Gael Monfils

Il suo amico Tsonga e poi, vagando per i campi secondari…

si trovano i giocatori italiani impegnati in doppio, sotto lo sguardo annoiato di un ball boy

Ma Montecarlo è anche il tempio della Formula 1

e dalle bellezze meccaniche, a quelle sugli spalti il passo è breve

Il n° 1 del momento : Novak “Nole” Djokovic

e la pallina che, come vuole il rito, ha lanciato a fine partita verso gli spalti e che, con incredibile fortuna, sono riuscito a prendere al volo… :-D

e dalla mia felicità allo sconforto dello sfortunato dominicano Victor Estrella Burgos, infortunato già dopo pochi games durante la partita con Ferrer…

ed infine l’immagine che riassume cos’è il torneo di tennis di Montecarlo: partite, sole, mare e navi da crociera… in una delle più belle location di tutto il circuito mondiale.

Weekly Photo Challenge: Afloat

Ecuador – Galàpagos – Isla Baltra

10/08 Arrivo alle Galàpagos – Isola Baltra

Ci siamo, è il mio “giorno dei giorni”. Guillermo ci accompagna fino al check in e poi il commiato. E’ stata “la guida perfetta”, quella che tutti sogniamo di avere ad ogni viaggio. Ci ha fatto vivere l’Ecuador con molta passione, ci ha descritto ogni più piccola cosa nel minimo dettaglio, ci ha raccontato la storia del Paese ma anche la geografia, ci ha spiegato le varie tradizioni delle più sperdute comunità andine. E’ stato più che una guida, un Amigo.
Dall’oblò dell’aereo scruto avidamente l’oceano in attesa che mi appaia il primo lembo di terra. Finalmente ci siamo. Scatto un paio di foto al primo isolotto che vedo ed in un paio di minuti siamo già a terra.

Impossibile descrivere l’emozione e l’adrenalina che ho addosso.
La temperatura è primaverile, non si può certo dire che faccia caldo. Veniamo subito indirizzati al controllo bagagli a mano ed al pagamento della tassa d’ingresso alle isole, 100 usd a testa. Passata questa “formalità” ci dirigiamo all’area del ritiro bagagli : un veranda con tettoia in legno dove i carrelli portano le valigie di tutto l’aereo ed una volta che le han scaricate tutte, aprono l’accesso alla folle corsa dei villeggianti per il ritiro del proprio bagaglio. Sbrigata anche questa, usciamo dal minuto aeroporto e troviamo ad attenderci la nostra guida naturalistica delle Galàpagos, Estephan. A bordo di un bus compiamo un breve tragitto per arrivare all’imbarco e qui abbiamo subito un assaggio di quello che sarà il nostro viaggio: 4 leoni marini abbandonati uno sull’altro sulle panchine destinate ai passeggeri delle imbarcazioni.
Con 2 piccole barche chiamate Panga ci portano sul nostro yacht Fragata. Non avendo mai fatto vacanze in barca, ogni piccolo dettaglio mi entusiasma e comunque c’è da dire che lo yacht è veramente bello. Abbiamo la cabina in alto, al secondo piano del ponte, spaziosa, con due finestroni, sicuramente la migliore di tutta la barca, oltre a quella dei nostri dirimpettai. Avendo prenotato a gennaio qualche vantaggio l’abbiamo avuto. Laura è un po’ in crisi, per lei è tutto troppo piccolo e le sembra che non ci sia posto per tutte le cose che abbiamo; ma non c’è problema, “digerirà” la cabina giorno per giorno.
Sono già le 14 ed alle 18 sarà buio. Giusto il tempo di mettersi il costume che veniamo lasciati su di una spiaggia di Baltra. Qui incontriamo i primi amici animali, granchi rossi, iguane marine, 1 fenicottero e molti molti uccelli tra cui pellicani, sule, fregate ed anche 1 fenicottero. Ci viene spiegato per bene che non possiamo avvicinarci agli animali, dobbiamo tenere almeno 2 metri di distanza, se gli animali vengono verso di noi dobbiamo lentamente spostarci.; non possiamo andare all’interno dell’isola, dobbiamo solo stare sulla spiaggia ed eventualmente camminare solo nei sentieri segnalati. Tutto questo irrita già qualcuno dei nostri compagni ma sono regole fondamentali per cercare di mantenere il più possibile intatto questo fragile paradiso. Durante questa prima passeggiata ci facciamo prendere la mano per le foto, continuiamo a scattare ad ogni cosa che respiri e che si muova : bellissimi i granchi rossi che sullo sfondo nero degli scogli di origine lavica fanno la loro bella figura, enormi pellicani che ci sfiorano in volo radente…

spettacolari gli stormi di sule e fregate che passano continuamente sopra le nostre teste, viaggiando sempre nella stessa direzione, per via delle correnti d’aria e che dopo alcuni minuti, fatto il giro dell’isola, si ripresentano in parata ai nostri obbiettivi..
Facciamo anche il primo snorkeling , l’acqua è fredda ma sopportabile anche senza muta. Vi sono molti pesci ma certo sotto questo aspetto non è il Mar Rosso.
Dopo un paio d’ore ritornano a prenderci le pangas e ci riportano sulla barca. Prima di cena abbiamo un briefing con la guida e con l’equipaggio dove questi ultimi si presentano e la guida ci spiega come sarà la nostra crociera: orari, tipi di approdo alle isole, asciutto e bagnato, alcune regole fondamentali da seguire in barca e quindi nuovamente le regole da tenere sulle isole con flora e fauna. Scopriamo che solo lo 0,5 %di ogni singola isola è calpestabile per i turisti ed i locali che non siano guide o scienziati o documentaristi..Tranne poche eccezioni come Porto Ayora o l’aeroporto o la grande isola Isabela, si può solo camminare sulla spiaggia o sui sentieri delimitati da appositi paletti ed all’interno delle isole si può andare solo in presenza di una guida. Come già riscontrato anche nel pomeriggio, qualcuno è un po’ contrariato e deluso per queste restrizioni, ma chi ama veramente la natura, capisce e rispetta le esigenze di questo luogo unico al mondo e che bisogna cercare di preservare il più possibile.
Per chiudere il briefing ci viene chiesto di presentarci a tutti noi 16 ospiti della barca, di spiegare i motivi della scelta di una vacanza così particolare e cosa ci aspettiamo di vedere e di avere da questo viaggio.
Alle 19 ceniamo ed alle 21 siamo già in cabina pronti per la notte. La barca naviga di notte spostandosi da un’isola all’altra mentre durante il giorno saremo ancorati in piccole baie o faremo brevi spostamenti lungo la costa delle isole.
Sarà per il movimento del mare, per il fatto di non essere abituati a dormire in barca, ma soprattutto per l’adrenalina accumulata questo primo giorno che praticamente molti di noi passeranno la notte in bianco.

Idee di Viaggio: Emilia – “Parmigiano e Reggiano – non solo il formaggio”

E’ primavera e per noi mototuristi è come rifiorire dopo il lungo inverno che costringe, il più delle volte almeno qui al nord, a giretti a corto raggio.

Tempo di “ponti” e quindi voglia di fare qualche giorno in giro per il Bel Paese.

Se qualcuno fosse in cerca di qualche idea dove spenderli tra belle curve, ottimo cibo, borghi e musei che tutti ci invidiano, ecco i nostri quattro giorni emiliani…

Quattro magnifiche giornate passate a gironzolare, bere e mangiare nel Parmense e nel Reggiano, nella “bassa” vicino al “grande fiume”, su e giù per i colli in mezzo a dolci verdissime vallate.

Così andava ad iniziare il mio report “Parmigiano e Reggiano: non solo il formaggio…”

Brescello – Museo Don Camillo e Peppone

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