Sott’acqua sull’Appennino – La “due giorni” bagnata 2014 !

Prima rinviato e poi messo in piedi tra mille incertezze, anche quest’anno siamo riusciti a fare il tradizionale giro di due giorni con i soliti compagni di merende.

Il meteo nemico e qualche altra avversità ci hanno un pò guastato le giornate ma alla fine qualche ora divertente a cavallo delle nostre moto l’abbiamo passata.

ligutoscana

Lasciata la pianura poco dopo Tortona, riusciamo a percorrere il passo del Penice e parte della Val Trebbia all’asciutto.

In Val d’Aveto però il verde che la domina inizia ad assumere tinte cupe e non riusciamo ad arrivare alla pausa pranzo a Santo Stefano senza dover “aprir l’ombrello”.

Mentre consumiamo un ottimo pasto all’Osteria della Luna Piena, la pioggia diventa battente, incessante. Decidiamo di proseguire col programma di giornata ma un’altra amara sorpresa ci aspetta…

La gloriosa V Max di Ab, sotto il peso dell’età (24! ) e del suo proprietario (124 ?!… 😛 ), accusa un piccolo cedimento.

Per fortuna ci viene indicata un’officina in paese dove con estrema cortesia il meccanico si prodiga provvedendo a dare due punti di sutura alla belva ferita.

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E’ ormai metà pomeriggio quando ripartiamo non ringraziando mai abbastanza il buonuomo.

Sotto il diluvio e nuvoloni che non lasciamo speranza per le ore a venire, affrontiamo il Passo del Tomarlo e poi quello di Cento Croci.

Per fortuna almeno l’asfalto è in buone condizioni; cosa non da poco di questi tempi…

Nonostante questo maltempo,  posso percepire la bellezza di queste verdi vallate e solo coi miei pensieri, nel mio casco, coccolato dal rumore della pioggia che supera quello della moto, cerco di immaginarle nel loro splendore baciate dal sole e sotto un cielo lindo…

Superato il Cento Croci, finalmente smette di piovere ed un pallido sole fa capolino tra le nubi che coprono la Val di Vara.  Sostiamo a Varese Ligure per rilassarci un pò e ne approfittiamo per stendere sulle moto i panni ad asciugare.

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Rifocillati ed asciugati, rimontiamo in sella e scendiamo alle spalle de La Spezia. Dovremmo passare a salutare un amico ma l’ora tarda e la stanchezza si fanno sentire e decidiamo, ahimè ed ahinoi, di proseguire fino a Lerici.

MAI evitare di passare da un amico quando si è solo ad una decina di chilometri di distanza…

Essendo in giornata feriale, troviamo facilmente alloggio e trascorriamo la serata pasteggiando con del buon pesce e vagando per i vicoli del borgo ligure che si affaccia sul Golfo dei Poeti.

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 Prima di rientrare, cerchiamo di immortalare sotto la luna la dirimpettaia Portovenere, con risultati modesti…

Portovenere by night

Portovenere by night

Le notizie che ci giungono da casa non sono positive, oltre ai probabili temporali che dovremo affrontare al rientro.

La mattina successiva ci alziamo di buon ora ed andiamo a  sgranchire le gambe sul lungomare; se il buongiorno si vede dal mattino, quello che con cui ci saluta il cielo è tutto un programma…

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Ci mettiamo in marcia verso la Versilia ed a Massa ci infiliamo nelle Alpi Apuane attraverso il Passo del Vestito.

Tre di noi avevano già percorso queste strade nel tour del 2010

Ma il Cheru aveva visto il marmo solo sui gradini o in un posacenere, quindi lo portiamo alla scoperta di cave, dismesse ed operanti, fino alla solita sosta per la foto di rito poco dopo il bivio che porta a Stazzema.

All’interno della cava troviamo anche un bel murales (o marmales in questo caso ?!? 😀 )

A Castelnuovo Garfagnana la decisione che era nell’aria ormai dalla sera prima: tagliamo il giro in programma che prevedeva Passo delle Radici e Passo del Cerretto e svoltiamo a sinistra per fare la Garfagnana fino ad Aulla.

Tra Aulla e Pontremoli, limiti ferrei ed autovelox a nastro ci impongono un ritmo veramente lento. Giunti sulle pendici della Cisa però possiamo rilassarci un pò di più e complice il traffico veramente nullo, dondolarci allegramente sulla bella statale che dalla Lunigiana porta in Emilia e pienamente godibile nei giorni feriali quanto  impraticabile per le mie andature contemplative in quelli festivi, sovraffollata da motociclisti dal passo veloce (per usare un eufemismo…)

In cima un’ultima pausa per dissetarci ed una foto ricordo al monumento in onore dell’indimeticabile Sic…

Passo della Cisa

Passo della Cisa

La discesa dalla parte emiliana è forse ancor più bella; la strada corre spesso sul crinale e si aprono i panorami sulla Val di Taro e sulla Val Baganza.

Arrivati a Fornovo, entriamo in autostrada ed in iniziamo ad incontrare le prime gocce di pioggia. Sulla A1 ci fermiamo per indossare le tute che non toglieremo più, in un continuo “lavasciuga” per l’alternarsi di acquazzoni e schiarite di sole, fino alla definitiva centrifuga finale che dalla Lomellina ci accompagnerà fino a casa 😦

Non è sempre Natale, ma l’importante è comunque poter andare un pò a zonzo quando si vuole.

A l’an cà vegn !

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4 thoughts on “Sott’acqua sull’Appennino – La “due giorni” bagnata 2014 !

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