Dolomiti Tour 2018 (tra un canederlo e l’altro…)

Coi soliti compagni di merende, il Cheru, Luca ed il Pinz, quest’anno abbiamo puntato ad est, ritornando sulle sempre splendide Dolomiti.

Per godersele il più possibile, è obbligatorio per noi “occidentali”, percorrere un bel tratto di autostrada e così facciamo fino a Peschiera e quindi su per un tratto della superstrada che porta ad Affi.

La vera avventura inizia a Sega dove imbocchiamo la statale della Val d’Adige così da ammirare subito il piccolo canyon costituito dalla falesia di Ceraino. Lunghi rettilinei e veloci curvoni affrontati ad una piacevole andatura ci portano fino a Rovereto dove lasciamo la vallata per salire verso Folgaria ed il suo assolato altopiano, fermandoci a pranzo all’ottima Osteria del Gufo.

Pienamente soddisfatti dal lauto pasto, riprendiamo il viaggio attraverso l’altopiano e scendiamo in Valsugana, dove a Borgo imbocchiamo la strada verso l’inedito Passo Manghen.

Dagli oltre 30° del fondovalle ai 20 scarsi del passo: la pausa caffè all’omonimo rifugio è doverosa.

Ci tuffiamo nella discesa in Val di Fiemme in una bellissima e fittissima pineta. I pochi raggi di sole che riescono a penetrarla, creano una luce incantevole, quasi magica, facendomi sentire osservato dai più svariati esseri che abitano il bosco, mentre invado fugacemente il loro ambiente.

Dopo una breve sosta saluti in quel di Predazzo, proseguiamo salendo al Passo Rolle, dove si aprono magnifiche davanti a noi le Pale di San Martino…

Si sta talmente bene, su prati verdissimi, nessuno intorno, la luce calda del tardo pomeriggio e questo scenario maestoso, che non vorremmo più ripartire…

Invece dobbiamo ridestarci e tornando indietro per una manciata di km, svoltiamo per il Passo di Valles, per poi scendere a Falcade e nell’agordino, per passare la notte sulle rive del lago di Alleghe.

Ci svegliamo sotto un cielo limpido, a dispetto di Luca che continua a “chiamare” pioggia; la prima tappa di giornata è il Passo Fedaia, ai piedi di sua maestà, la Marmolada !

Sosta di qualche minuto sulle rive del lago Fedaia per ammirare i ghiacciai e le imponenti pareti della vetta più alta delle Dolomiti.

Discesa rapida su Canazei subito su per il mitico Passo Pordoi. Qui iniziamo ad incontrare molto traffico di villeggiatura, che affronta probabilmente come noi il classico giro dei quattro passi.

A pochi passi dallo scollinamento, mi fermo per attendere i miei compagni di canederli e ne approfitto una volta di più per godermi il panorama della Val di Fassa.

Ad Arabba svoltiamo per il Campolongo ed a Corvara ci fermiamo per il caffettino del mattino.

Superata Colfosco, saliamo i pochi tornanti che portano al Passo Gardena. La successiva discesa verso Selva, ai piedi delle ripide pareti del Sella è sempre spettacolare.

Panorama dal Passo Gardena

Prima di raggiungere Selva di Val Gardena, finalmente Giove Pluvio accontenta il nostro Luca spruzzandoci qualche goccia di pioggia; già a Santa Cristina ritroviamo il sole, che ci accompagna lungo tutto l’altopiano dello Sciliar e diventando “Solleone” nel lungo tratto di valle che ci porta da Bolzano fino a Merano ed oltre, toccando punte di 35°c !

Troviamo conforto sotto le fresche frasche del Ristorante Walter e nella sua gustosa insalatona con canederli . Siamo nei pressi di Castelbello, lungo la statale dello Stelvio, la cima Coppi del nostro tour che ci attende impaziente.

Il Pinz ci racconta che in bici l’ha affrontato diverse volte, ma è la prima in moto e gli sembra di fare meno fatica, nonostante gli ultimi mitici tornanti a gomito ci impegnino contro pavidi ma imprudenti automobilisti.

Acquistato l’adesivo di rito, ci lanciamo nella lunga e guidabile discesa verso Bormio.

Giriamo intorno al centro storico per imboccare la strada che porta a Santa Caterina in Valfurva e quindi su al Passo Gavia, ultima asperità di giornata e di tutto il giro in toto.

L’asfalto è veramente pessimo, costringendoci a pericolosi slalom tra le buche. Raggiungiamo comunque il rifugio in vetta dove troviamo riparo per un rifocillante té caldo.

Da qui in poi sarà solo una lunga e fastidiosa discesa nelle valli bresciane prima e bergamasche poi, ritrovando pure, per la gioia di Luca, pioggia battente ed un temporale che ci accompagnerà fino alle porte di Milano.

Anche questo bel giretto l’abbiamo portato a casa, con poco più di 800 km sulle spalle e tanta gioia per gli occhi e per la mente.

Buona Strada !

 

 

 

 

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4 thoughts on “Dolomiti Tour 2018 (tra un canederlo e l’altro…)

  1. Oh yeah Ann ! Really wonderful place… I’ve already been in Dolomites many times but are always wonderful.
    Thank you for comment
    Ciao ciao
    Max

  2. ehm sto w.e. mette pio…. no niente.
    Dolomiti da bocca aperta, super fantastic.
    Bella esperienza e buonissima compagnia!
    Il capo Max è sempre una garanzia!! soddisfatti o soddisfatti!

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