Luna 21/22-08

Weekly Travel Theme: Tilted

I don’t love particularly make tilted shot but it happens often to take a tilted subjects !

So for this week Ailsa Travel Theme , some shots taken during my travels:

it’s just finished the Tour de France and here the monument that celebrate the Pyrenean climbs next to Pau

Here the famous Oblique Bell Tower of Burano- Venice

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and last but not least,  our mythical ascent to Cotopaxi in Ecuador

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Parco della Val Grande: escursione al Monte Faiè

Quando è possibile unire il dilettevole al… dilettevole, è un delitto non farlo !

Così infilati i bastoncini nelle borse laterali e gli scarponcini ai piedi al posto degli stivaletti, inforchiamo la moto per andare a fare un’escursione in Val Grande.

Optiamo per un giro ad anello poco impegnativo, scelto tra i numerosi recensiti dall’ottimo sito ScioccoBlocco e più precisamente l’anello Alpe Ompio-Monte Faiè – Vercio – Alpe Ompio.

Percorriamo con la moto tutto il lungolago piemontese del Maggiore, lasciandolo alla rotonda di Fondotoce dove deviamo per la strada interna che porta a Trobaso.

Seguendo le indicazioni per l’Alpe Ompio, iniziamo già a scalare con la moto la ripida salita che termina al confine col Parco. Bixi la sua parte l’ha fatta, ora tocca a noi e dopo un veloce cambio d’abito, siamo sul sentiero che ci porta in pochi minuti al rifugio Fantoli e quindi su in mezzo al bosco verso la cima del Monte Faiè.

Mentre chi scrive arranca con la lingua sotto i piedi, c’è chi si diletta a scattare foto ai verdi abitanti di questo faggeto…

Verso la cima il sentiero si porta sulla cresta e si inizia a vedere un bel panorama su Verbania e su tutto il lago. Ma è raggiunta la cima che si apre davanti a noi l’intero spettacolo del cuore del VCO a 360° !

panorama verso sud

panorama verso sud

Peccato la foschia dovuta alla calura estiva rovini un pò la visuale ma ce la godiamo lo stesso rifocillandoci sotto il sole con il mondo ai nostri piedi.

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Mergozzo vista dall'alto

Mergozzo vista dall’alto

Proseguiamo inoltrandoci per un tratto nuovamente nel bosco, per tuffarci quindi giù per lo stretto sentiero in mezzo alle felci che ci porta all’Eremo di Vercio.

Un’altra bella pausa sui prati di Vercio per poi chiudere più facilmente l’anello tornando al punto di partenza, allietati anche da un fugace incontro con due caprioli sgambettanti ad alta velocità verso la profondità più tranquilla del bosco.

Per le indicazioni più dettagliate del percorso, vi rimando al link precedente a ScioccoBlocco.

Qui sotto invece le nostre statistiche registrate tramite Endomondo.

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Asciugati e rimesso l’abbigliamento più consono ad andare in moto, abbandoniamo l’idea di tornare verso casa costeggiando il lago d’Orta; visto il caldo afoso, preferiamo l’ombra pomeridiana che si è impadronita della sponda occidentale del lago Maggiore, grazie alla catena del Vergante che li separa.

Il pilota automatico ci conduce placidamente a casa dove una fresca doccia ed un duro stretching ci attendono ansiosi… 😀

La borraccia

Bellissimo racconto dell’amico Giulio !

Avatar di Giulio FantonGiulio1954's Blog

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Come è noto, Xavier de Maistre – con il suo “Viaggio intorno alla mia stanza” – ci mostra che non è necessario allontanarci molto dai luoghi della quotidianità per sentirsi in viaggio, ma è piuttosto indispensabile predisporsi a sollevare il velo dell’ovvietà delle cose per cogliere ciò che esse ci possono raccontare.
La settimana scorsa un amico mi parla della fioritura primaverile che in montagna dovrebbe essere finalmente sbocciata, in ampio ritardo rispetto al consueto. Decido di andare a godermi lo spettacolo e fissare in fotografia qualche bella veduta. Apparentemente, nulla più di una “gita fuori porta”, come tante che ho fatto negli ultimi anni.
Scelgo di recarmi sul Pasubio e precisamente al Rifugio Vittorio Lancia. In passato ho molto praticato la montagna, ma da tempo non è più così; mi sono appesantito e non so se il fiato mi porterà alla meta. Sarebbe prudente viaggiare leggeri, il più possibile…

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Lago Maggiore – “Periplo” del lago con qualche saliscendi

Un classico per novaresi, milanesi e dintorni: il tour del Lago Maggiore.

Questa volta, insieme ad un paio di amici strommers, con tre chicche in più.

Le prime due fatte più volte, Cannobina e Centovalli, l’ultima una novità dopo tanto tempo che la osservavo sulla cartina e non mi decidevo mai a farla. Sto parlando della salita di Indemini-Alpe di Neggia.

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Pur in un giorno feriale (consiglio sempre, soprattutto il lago, di farlo durante la settimana se possibile perchè la domenica è trafficatissimo), c’è un discreto traffico. Siamo ormai in piena stagione vacanziera e le targhe straniere di auto e moto, soprattutto teutoniche, pareggiano quelle italiane.

Al mattino la sponda piemontese è baciata dal sole che ne esalta la sua bellezza.

Tra Meina e Baveno sono numerose le ville stile liberty con giardini fioriti i cui colori contrastano bene con il verde dei monti e l’azzurro del lago. Dopo Verbania la bellezza è più aspra, con le pareti delle vette che si fanno più ripidi.

A Cannobio svoltiamo a sinistra per imboccare la stretta valle che vi si infila in mezzo e che prende il nome del paese.
Strada stretta ed un susseguirsi di curve senza soluzione di continuità lasciano poco spazio ad eventuali possibilità di sorpasso in moto, praticamente nulle alle auto.
Sbucati sopra Malesco, ridente paesino in cima alla Val Vigezzo, lo raggiungiamo in una veloce discesa in mezzo ai larici ma appena entrati in paese, svoltiamo a sinistra per la Valle Loana dove andiamo a consumare una buona polenta in diverse varianti all’Agriturismo Valle Loana.

Mi farei volentieri un pisolo su questi verdi prati, conciliato dallo starnazzare dei pennuti e dei  piccoli umani che li rincorrono ma la giornata è dedicata ad altro e quindi riprendiamo i mezzi e scendiamo da dove siam saliti.

Stavolta però attraversiamo il centro di Malesco e prendiamo in direzione di Re e del confine svizzero.

Passiamo accanto al Santuario che troneggia imponente sul paese e proseguiamo per la Centovalli incrociando l’ardita linea ferroviaria del trenino che da Domodossola porta a Locarno.
Giuntivi pure noi, dopo un delizioso e costante dondolarsi tra le curve, ne approfittiamo per un bel pieno di benzina che in Svizzera non guasta mai.

Attraversata Locarno rapidamente grazie alla lunga galleria, ci ritroviamo aldilà del Ticino e voltiamo verso sud per il rientro in Italia in terra lombarda.

L’amico Konan (il barbaro ?! il distruttore ?! l’agricoltore ?! chi lo sa… :-D) ci lascia e continua lungo lago mentre io ed il Cheru imbocchiamo la salita per Indemini.

La salita si presenta subito ripida e con bei tornantoni da seconda. Notevole il panorama sul lago ed ogni tanto è d’obbligo fermarsi ad ammirarlo con calma…

Locarno

Locarno

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Diga di Contra

Si sale ancora vertiginosamente (siti ciclistici parlano del 10% di pendenza media!) fino ad arrivare ai pascoli dell’Alpe di Neggia.

Ancora un breve tratto “elvetico” e passata Indemini si rientra nel Bel Paese.

>La discesa da questo versante è meno spettacolare; “ovviamente” la strada è meno bella e meno curata; è più lunga rispetto al versante svizzero e quindi si scende più dolcemente, prestando però la massima attenzione perchè stretta e sporca.

All’inizio delle ultime rampe in discesa verso Maccagno, si aprono nuovi panorami sul lago…

Castelli di Cannero

Castelli di Cannero

Luino  e Germignaga

Luino e Germignaga

Ci prendiamo una meritata sosta al Parco Giona di Maccagnano, posticino carino in riva al lago, dove tutti sono in costume e noi vi approdiamo giustamente bardati, sudati e zozzi della strada.

Rigenerati quanto basta, concludiamo il periplo del lago lungo la costa lombarda e ritornando sui nostri passi in quel di Castelletto Ticino.

300 km spesi bene.