Two “rainbow” village answer to Cee for this challenge…

Burano – Venezia – Italy

Roussillon – Provence – France
Enjoy other rainbow colored post clicking on…
In life happen to cross many bridges, not only those built …
So what better than immaginary and real means to go forward ?
Ailsa was inspired by crossing the Golden Gate Bridge, one of the bridges that I crave to cross sooner or later, for a new challenge in “Wheresmybackpack”.
Well, waiting to cross Golden Gate me too, here some bridge that I met under my feet and my tyres.
In Italy we have the city with probably the largest number of bridges and also the most historical bridges : Venice !

Venezia
Another particular bridge in Italy is in Comacchio…

Trepponti
A characteristic rope bridge I’ve crossed waving is Carrick a Rede in Northern Ireland

Carrick a Rede
Red and White for me means first of all wine ! 😀
My region, Piemonte – Italy, is earth of wonderful red wine and also of some great white…
But now, for Cee’s challenge, I choice a very nice house white and red.
This Guesthouse is where I spent an incredible, wonderful adventure holiday in the Finnish Lapland.


Enjoy other nice red, white o red/white shots visiting…
After a few weeks where I had to overlook beloved Jake, here’s my response to his latest challenge.
Ed eccoci alla terza ciaspolata stagionale. Scenario dell’escursione l’Alta Val Bognanco, amena piccola valle che si può trovare, osservando la cartina, dopo le valli Anzasca ed Antrona, sempre rivolte ad ovest partendo dalla Val d’Ossola.
Lasciamo la statale 33 del Sempione in quel di Domodossola e seguendo le indicazioni stradali, dopo un paio di chilometri in periferia del capoluogo ossolano imbocchiamo la salita per Bognanco.
La strada non è lunghissima, da Domo una quindicina di chilometri, ma soprattutto la seconda metà, sono degni del miglior Pantani !
Lasciamo l’auto in località San Bernardo, nel piccolo parcheggio accanto alla chiesetta e calzate le ciaspole, imbocchiamo il sentiero D8 che dopo un illusorio falso piano, si sale nel fitto del bosco di larici ed abeti verso il Rifugio Il Dosso.
La prima rampetta si fa già sentire ed è il momento di iniziare a spogliarsi prima di riprendere la salita verso il Passo Monscera.
Poco prima dell’ultimo “strappetto” importante, per i nostri canoni ovviamente, usciamo dal bosco e siamo avvolti solo dal manto bianco e dall’azzurro del cielo. Siamo a circa 2000 mt di quota e voltandoci possiamo ammirare le cime della dirimpettaia Val Vigezzo e del Parco Nazionale della Val Grande.

Proseguiamo sul falso piano e ci divertiamo con qualche scatto ad una particolare fontanella che esce dal nulla e si rituffa in un buco nero creando belle stalattiti di ghiaccio…
La Croce è la mia salvezza, in tutti i sensi; e ci accoglie ai suoi piedi per il meritatissimo pranzetto.
Mancano un paio di centinaio di metri al confine svizzero del Passo e non possiamo certamente non andare a sbirciare com’è la situazione oltre frontiera… 😀
Da qui, accompagnati da un simpatico cagnone vagabondo, iniziamo la discesa verso il Rifugio Gattascosa per un dolcetto, un té caldo ed un pò di tepore…
Riprendiamo a scendere ( a parte poche decine di metri di salita subito dopo il rifugio…) e lasciato il laghetto ghiacciato di Ragozza alla nostra destra, dopo una ripida discesa spianiamo nella torbiera di Gattascosa e quindi ci rituffiamo nel bosco seguendo il sentiero di D0 che chiudendo ad anello il percorso, ci riporta al parcheggio passando davanti al rifugio San Bernardo.
Approfittiamo dei tavoli della deliziosa area pick nick per trarre il bilancio “tecnico” della giornata grazie ai dati di Endomondo, prendendo sempre con le pinze il dato velocità che ci sembra un pò inverosimile: i limiti li rispettiamo ! 😀

Il bilancio “globale”, quello più importante, quello che comprende le sensazioni dell’anima, lo chiudiamo osservando dall’autostrada la degna fine di questa magnifica giornata.








