Rilancio su questo blog l’appello degli amici motociclisti emiliani che organizzano un grande evento per aiutare la rinascita della loro regione, delle zone colpite dal terremoto.
Cliccando sull’immagine, informazioni più approfondite tramite il loro sito.
Accorrete numerosissssimi !
Ed eccomi a narrare a quasi un mese di distanza dall’evento, la tappa piemontese della Motostaffetta 2012 del Forum di Mototurismo, “Sulle strade dei Saperi e dei Sapori d’Italia”, sapientemente organizzata da Giulio”Trottalemme”, tagliata e cucita dagli altri entusiastici forumisti partecipanti.
La mia scelta del “sapere” è caduta su un’eccellenza dell’artigianato piemontese: gli strumenti a fiato della ditta Rampone & Cazzani ed il Museo Etnografico e dello Strumento Musicale a Fiato curato dell’Associazione Museo di Storia Qaurnese per mostrarne la preziosa opera.
Era fine febbraio quando il buon Giulio”Trottalemme” mi chiese di occuparmi della tappa piemontese della motostaffetta. Inizialmente titubai; per la pochezza di idee che avevo in quel periodo, per il poco tempo da dedicare alla cosa perché praticamente in concomitanza con il mio viaggio in terra sicula ecc…
Alla fine però riuscimmo a far quadrare qualche data e contemporaneamente mi si accese la lampadina sul “sapere” della mia terra da proporre : lo strumento musicale a fiato ed il museo dedicato,“costruito” intorno alla grande tradizione artigianale della ditta Rampone & Cazzani, fautori da più di 150 anni di questa eccellenza del territorio novarese.
Ritrovati vecchi e nuovi amici mototuristi alle porte di Borgomanero, creiamo subito la giusta atmosfera grazie all’ottima focaccia omaggiataci da Valerio “Madzilla”, staffettista ligure latore del mitico e prezioso “librone”.
Raggiunto velocemente il lago d’Orta, dondoliamo lungo la sua costa orientale alla giusta velocità, per ammirarne una volta di più, chi lo conosce, il fascino e farlo scoprire a chi non vi ha mai posato occhio.
Attraversata Omegna, graziosa cittadina capitale del Cusio, iniziamo la scalata ripida e tortuosa che ci porta in quel di Quarna Sotto, sede del museo. Vorrei tener ancora un moto lento, per privilegiare l’ammirazione del paesaggio dalle balconate che si aprono lungo il percorso ascensionale, ma vengo letteralmente spinto su dai bikeracci che appena vedono quattro curve si “intrippano” con la scusa che devono raffreddare il motore…
Giunti nel ridente paesello cusiano con ancora in bocca il sapore del nettare ligure, “arruoliamo” una gentil donzella locale per effettuare le foto di rito riguardanti lo scambio del testimone.
Visitiamo l’interessante museo condotti da un giovinetto che si prodiga in spiegazioni raccogliendo la nostra attenzione, spesso distratta nell’ammirare la magnificenza degli strumenti esposti.
La fabbricazione degli strumenti a fiato a Quarna Soto ebbe inizio a metà ottocento grazie ad Agostino Rampone, creando successivamente la ditta Rampone e Cazzani che divenne famosa in tutto il mondo già a fine ‘800. Il museo, come recita la guida dell’Associazione Museo di Storia Quarnese, racconta la storia degli artigiani e delle fabbriche che crebbero fin dall’Ottocento nel territorio quarnese. Clarinetti, Saxofoni, flauti ed ottoni realizzati interamente a mano, raccontano l’affascinante storia che ha coinvolto un’intera comunità per oltre un secolo.
Nel museo sono esposti esemplari comuni ed altri di valore storico documentaristico, modelli e prototipi per lo studio della meccanica e dell’intonazione, macchine ed utensili costruiti appositamente dagli stessi operai per eseguire al meglio il loro lavoro.
La prima sezione dedicata al clarinetto comprende anche oboi e fagotti con i relativi campioni di legno usati per le varie creazioni. La seconda comprende saxofono ed i suoi “simili” meno noti ed abbandonati, i sarrusofoni ed i saxorusofoni. La terza è dedicata al flauto. La quarta alla vasta gamma degli ottoni. Infine nella quinta, la produzione contemporanea.
Una storia veramente affascinante questa della creazione manuale degli strumenti a fiato che ci lascia letteralmente… senza fiato !
A fine visita raggiungiamo il circolo quarnese dove per comodità logistica e mal suggerito ho organizzato il pranzetto… Diciamo solo che la tappa ha privilegiato più il “Sapere” che il “Sapore”… Un pasto onesto, deliziato alla fine nuovamente dalla focaccia del grande Valerio.
Con una bella e goliardica passeggiata cerchiamo di smaltire le calorie accumulate a tavola e scendiamo verso il vecchio mulino, non prima di aver costretto due “sciure” a farci un’altra raffica di foto in una piazzetta con pavimentazione decorata con una trombetta !
Il cielo si fa cupo. Scartiamo l’ipotesi Mottarone per la più fattibile Madonna del Sasso che offre comunque un magnifico panorama sul lago d’Orta nonché una visita al bel Santuario.
Scendiamo a Pella per un ottimo gelato crema e cioccolato e le ultime amabili chiacchiere prima di sparpagliarci per le strade piemontesi con la promessa di futuri gioviali incontri.
Altre foto nell’album qui sotto…
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| Motostaffetta 2012 “Saperi e Sapori” |
e qui la versione presente nel “Testimone”, in PDF
Qualche mese fa, in pieno inverno, durante una mostra al centro culturale de La Riseria a Novara (che a giorni ospiterà la mostra del grande viaggiatore Simone Marchetti, uomo veramente poliedrico) piacque particolarmente una foto scattata a Burano.
Lì mi prese la voglia incontrollabile di tornarci dopo 21 anni che vaporetto non mi trasportava…
Presi di mira il sito di trenitalia in attesa di qualche offerta per le Frecce ed ecco in un batter di ciglia uscire 36 € per due tickets a/r per Venezia.
Giunti in loco alcuni giorni fa, ci siam ritrovati a pagare più di vaporetto che di treno ( e nemmeno più a vapore !) : 28 € a/r Venice/Burano.
In ogni caso, questi sono solo “simpatici” dettagli… La gita è stata piacevolissima e Burano è sempre un gioiellino colorato.
Un fascino particolare il Ghetto Ebraico di Venezia (abbiam tralasciato le inflazionate San Marco, Rialto e co…)
Ed ecco un pò di foto:
Titolo rubacchiato al mitico Napo Orso Capo per raccontare la due giorni di quest’anno coi soliti amici di merende, Ab, Peppo e Marietto e che si riferisce alla parte migliore di questo tour, ossia Route Napoleon (da Digne les Bains), giro delle gole del Verdon in senso orario e di nuovo Route Napoleon fino a Grasse.
Ogni anno si fa sempre più intensa l’attesa per questi due giorni a zonzo tutti per noi. L’idea originaria era di portare gli amici sulle strade del Vercors, grandemente richiesto dopo le mirabilie raccontate a proposito del mio viaggio dello scorso anno.
Il meteo però ci ha messo lo zampone e quindi abbiamo optato per stare un po più bassi, latitudinalmente parlando :-D, ed il Verdon non delude mai. Per cui dopo tre anni dal giro precendente fatto col solo Ab, Gorges du Verdon et Plateau de Valensole , entrambi ci torniamo volentieri con gli altri due vergini (su queste rotte…) compari.
Veloce trasferimento autostradale fino a Pinerolo per poi dare l’assalto ai monti salendo dalla Val Chisone.
Sotto un cielo plumbeo e minaccioso, saliamo celermente verso il Colle del Sestriere, praticamente deserto… Stagione invernale appena finita e giornata feriale aiutano mantenere una guida rilassata e nel contempo divertente grazie al buon manto stradale ed all’ampiezza della carreggiata.
I morsi della fame si fan sentire scendendo verso Cesana, ma il desiderio di metter le gambe sotto il tavolo ci viene subito spento, trovando anche questo paese completamente in letargo.
Troviamo soddisfazione qualche chilometro dopo, al termine della salita del Monginevro, all’osteria Il Vecchio Cambio di Claviere.
L’Izoard è ancora chiuso per neve, non ci resta che proseguire lungo la N94 che, pur essendo una statalona di valle, è lo stesso piacevole da percorrere visto anche il contesto naturalistico in cui si trova.
La lasciamo al lago di Serre Poncon, imboccando la curvosa strada che costeggia la parte orientale del lago e che conduce alla valle dell’Ubaye.
Il cielo sempre più cupo non ce la fa più ! Sono chilometri che non vede l’ora di inumidirci e “finalmente” si decide, ahimè proprio su uno dei tratti più piacevoli che conducono a Digne les Bains, attraverso il Col du Labouret.
Ma è proprio solo un antipasto e dopo un té riscaldante e rinfrancante nella piazza del mercato della cittadina termale, alla ripartenza verso Castellane, Giove Pluvio ci serve il piatto principale.
Nonostante abbia fatto questa strada più volte, pioggia battente e navigatore morto mi fan imboccare la Route nel senso opposto a quello desiderato e costringo i mes amis ad una quarantina di km in più (tra andata e ritorno) sotto il diluvio. Man mano che passano i chilometri (e gli ettolitri…) si palesa l’impossibilità di fare già il primo giorno la Corniche Sublime; con questo tempo non ha proprio senso e mi rassegno a fermare la truppa a Castellane per la notte.
Al mattino, dopo la solita ottima ed abbondante colazione francese, ci infiliamo subito nelle gole.
Ne faccio assaggiare solo un tratto ai compagni di ventura e dopo una decina di km deviamo a sinistra a Pont de Soleils e ci immergiamo nel bosco “des Defends”, un altro bel tratto di strada in mezzo alla natura per raggiungere il borgo di Trigance.
Se devo pensare alla giornata ideale, alla strada ideale, alla location ideale per fare del sano mototurismo, quel momento sembra proprio essere qui ed ora ! I panorami, la quiete, il sole che inizia a scaldarci ci ripagano del “lavone” preso il giorno prima.
Raggiungiamo dolcemente la Mescla e fermo la truppa per scendere al balcone da dove si ammira l’ansa del Verdon da cui nasce un altro torrente, l’Artuby. Una sorta di Horseshoe Bend francese…
Altre soste rapide si susseguono per ammirare il panorama dalla Corniche Sublime mentre raggiungiamo il piccolo borgo di Aiguines dove saremmo dovuti arrivare già ieri sera se il meteo non ci avesse messo lo zampino.
Quella spugna del V-Max di Ab è quasi a secca per cui egli si diverte a farsi tutto il tratto in discesa in folle fino al rifornimento di Moustier…
Una volta tranquillizzato, ci rituffiamo nelle gole per la strada sulla sponda nord ed andiamo a compiere il bellissimo anello della Routes des Cretes.
Mentre osserviamo rapiti le gole ed il vertiginoso precipizio, un’ombra sinistra oscura il cielo ed inizia a gironzolare sulle nostre teste.
Increduli della nostra fortuna, vediamo due aquile che volteggiano pochi metri sopra di noi, chiedendosi probabilmente se possiamo rappresentare un ottimo spuntino per loro, vista l’ora. Fiere e maestose ci regalano qualche minuto del loro tempo ed a me non resta che imprecare per aver lasciato la macchina fotografica nella moto.
Ab cerca di porre rimedio alla mia stupidità immortalando in qualche modo i rapaci. Ma nessuna foto sarà mai migliore di quella che sto sviluppando nella mia mente a ricordo di questo incredibile incontro.
Chiudiamo l’anello delle Cretes ed ultimiamo quello delle gole ritornando a Castellane.
E’ ora di pranzo ma le calorie incamerate a colazione ci permettono di avere ancora energia per divertirci un pò percorrendo un’altra ventina di km sulla bella napoleonica in direzione sud, fino a metter le gambe sotto un tavolo della Grand Saule di Logis du Pin.
A panze piene, la mitica strada ci riserva altri tratti panoramici straordinari fino ad arrivare a vedere il mare alle porte di Grasse, dove la salutiamo deviando per Vence.
Il cielo si fa di nuovo cupo sopra le nostre teste. L’idea sarebbe di stare in quota per raggiungere Sospel e rientrare in patria dalla Val Roya ed il colle di Tenda ma la prospettiva di prendere altra acqua non solletica molto parte del gruppo.
L’alternativa è scendere in costa azzurra ed inpantanarsi nel trafficone locale… 😕 . Conosco la situazione e cerco di dissuadere i compagni di viaggio ma lascio vincer la democrazia che opta per questa soluzione 😡
Risultato: più di un’ora per fare una cinquantina di km…
Ultimi momenti esaltanti, i pochi chilometri tra Nizza e Monaco, con un mare cristallino che fa già venir voglia di tuffarsi.
Si è fatta una certa e non mi resta che riportare gli amici ai loro pargoli in tempo per il bacio della buona notte; per farlo dobbiamo per forza infilarci in autostrada a XXmiglia ed affrontare come moderni Don Chisciotte i tutor di Masone ed Ovada…
Anche quest’anno è andata bene. Alla prossima…
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| Verdon 2012 |
Già, domenica sera, per chi se la potrà godere, ci sarà la “superluna”.
Purtroppo le previsioni qui a nordwest sono pessime 😦
Vi invito a leggere l’articolo del blog Pianetablu : In arrivo la superluna.







