Lauretta, la nuova statuetta…

Nel nostro presepe è comparsa quest’anno una nuova statuetta, ma non una statuetta qualsiasi, bensì l’ultima creazione del 2009 della mia agrodolce metà.

La figliola si è immedesimata (visto la sua grande passione per fare pane, focacce, pizze ecc…) in una piccola fornaia dell’epoca,  una ex piratessa con uno sfregio sul volto, dovuto ad un misterioso scontro da cui è uscita vincente. Con il tesoro trovato sull’isola segreta si è comprata il forno del presepe !

Prendendo spunto da una statuetta vista in vendita,  Lau si è costruita la sua personalissima versione.

Quindi, con la foto dell’originale e con l’acquisto di un semplice motorino,  è  iniziata l’opera di costruzione della nuova ospite.

La costruzione del forno :

la creazione della cupola del forno ed il negativo del volto, utilizzando un’altra statuina…

per la copertura del forno è stata utilizzata sabbia originale del Wadi Rum, ricordo di un bel viaggetto fatto in Giordania.

Si è poi continuato con la “vestizione” della statuetta e la preparazione delle prime forme di pane…

mmmh… dall’aspetto sembra buono !

ed infine, la posa del volto e l’ingresso ufficiale nel Presepe come nuova fornaia !

ed eccola felice al lavoro, col suo sacco di farina ed un paio di panetti già pronti… per i compagni di presepe.

02/12/09 – Al Mottarone con la prima neve

Il cielo terso e sgombro di nubi, mi ha invitato a fare un giro sul nostro “panettone” imbiancato dalla prima neve della stagione. Potevo rifiutare ?

Dopo qualche giorno di brutto tempo, la sera prima aveva iniziato a schiarire e la montagnola appariva così…

ed il pensiero di un gironzolo il giorno dopo, iniziava a farsi largo nella mia testolina.

Poi, la mattina dopo, il sole ha bussato alle mia finestra… e tutta la catena del Rosa è apparsa nel colore da cui prende il nome.

Ho imboccato la mia strada del cuore che sale attraverso le colline novaresi: Oleggio, Vaprio, Suno, Bogogno, Veruno e Gattico.

Per proseguire poi lungo l’Alto Vergante per godere delle magnifiche “balconate” che offre sul Lago Maggiore.

A Gignese la strada ha iniziato ad arrampicarsi verso il borgo di Alpino dove la bellezza del panorama mi costringe una volta di più alla sosta per goderne appieno.

Passato il chiosco del pedaggio (fortunatamente chiuso in quel momento) della strada Borromea, la neve ed il ghiaccio hanno iniziato a palesarsi sotto le mie ruote facendomi temere di non poter proseguire.

Ma con la dovuta prudenza sono riuscito a salire fino in cima ed uscito dal bosco,   venivo abbagliato dalla luminosità del cielo terso e dal manto bianco che mi circondava.

I miei timori per la discesa son presto svaniti perchè la strada verso il versante cusiano era pulita e lentamente mi sono lasciato cullare fino a raggiungere la piatta pianura.

Ci voleva proprio questa boccata d’aria fresca…

20/11 – Gironzolo dei due laghi

Fedele al mio motto che “per fare fermare le palle, si deve far girare le ruote”, complice la bella giornata  e la temperatura ancora gradevole,  inforco il mezzo e vado su verso i laghi…

I pensieri scorrono veloci come la moto tra le foglie morte. I classici colori autunnali mi accompagnano verso il lago Maggiore.  Una breve sosta ad Arona per un scatto verso la Rocca di Angera e due chiacchiere con un motociclista vercellese, anch’egli in fuga dalla tediosa quotidianità.

Proseguo per Stresa quasi in completa solitudine, senza traffico lavorativo ne turistico. Voglio approfittare di questa placida situazione per fare un filmatino con la nuova fotocamera ma ahimè la batteria mi ha molla appena ho questo pensiero…

Una breve passeggiata per una Stresa deserta, come lo sa essere solo in un giorno feriale di fine autunno, anche per sgranchire il povero ginocchio malandato che dopo un’oretta scarsa che stava piegato cominciava ad implorare la sosta ed una posizione più retta.

La strada che sale verso Gignese è sempre spettacolare con le balconate che offre sul lago e le isole Borromee. Oltrepassato il centro  entro  nel lungo vallone che porta ad Armeno. Nonostante non siano nemmeno le 4  del pomeriggio, il sole qui è già un utopia e quasi tutto questo tratto è completamente all’ombra. Ritrovo la grande palla rossa quando oramai sono alle porte di Armeno…

Da lì a Gozzano la strada è tutta in discesa e nel bosco, le foglie umide che ricoprono l’asfalto mi invitano ad essere ancora più delicato con freno e manopola destra…

Al ritorno verso casa, il sole sempre più rosso mi accompagna alla mia destra, scendendo dietro l’umida nebbiolina dei campi… Erano solo le 16,30… che tristezza…

Ma tornerà la primavera… tornerà.

La tribù degli Inailati

Ho letto l’ultimo libro di Marco Aime

“Una bella differenza” – Alla scoperta della diversità del mondo.

copj13.asp

Un libro veramente delizioso, leggero, che scorre via come bersi un bicchiere di acqua fresca. Ma più che sufficiente per suscitare importanti riflessioni ed insegnare molto a piccoli e grandi.

Esemplare sotto questo aspetto, il breve capitoletto de “Lo scherzo di Orazio”, dove vengono raccontate le abitudini di una popolazione: gli Inailati.

“Questi Inailati hanno usanza bizzarre : pensano di essere brutti e perdono  molto tempo a cercare di diventare più belli. Gli uomini si scorticano il viso. Le donne infilano la testa dentro una specie di forno e poi si fanno strappare i peli…”

E questo è solo un brevissimo esempio della descrizione di questa “tribù”.

Un’idea regalo per giovani ed adulti, per aprire gli occhi sul nostro mondo.

Effetto “spugnato”…