Impressioni

Condivido con gran piacere il bellissimo post che ha scritto la mia amica Elisa riguardo il pomeriggio passato insieme, potremmo dire “a spasso nel tempo”, alle dighe del Panperduto.
Lei è molto più brava di me a descrivere le sensazioni vissute e le sue competenze e la sua passione per l’arte la fanno andare anche oltre… Leggetela e seguitela sempre che è un vero piacere.

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Sapete qual è il sogno più bello di una guida turistica?

Vedere l’Arte trasformarsi in realtà.

L’ho studiata sui libri, l’ho ammirata in musei e mostre ma vedere l’Arte prendere vita, questa sì che è un’esperienza unica! E la cosa straordinaria è che non ho dovuto attraversare oceani, prendere treni o aerei. Questo miracolo è successo vicino a casa, a Somma Lombardo, alla diga del Panperduto.

Lo affermo sempre: cerchiamo l’oro lontano, ma il vero tesoro è più vicino di quanto pensiamo.

Adoro questi momenti, in cui un semplice pomeriggio in compagnia di buoni amici, si trasforma in una favola, una magia, che vorresti rivivere all’infinito.

Fremo ancora mentre scrivo questo racconto, sono euforica come una bambina quando apre un bel regalo.

Quando ho visitato la diga del Panperduto quasi un anno fa, mi sono iscritta alla Newsletter dal sito web www.panperduto.it. In fondo è un ottimo strumento per…

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Impressionisti al Panperduto – Dipingere fotografando…

Bellissima domenica pomeriggio al Panperduto, dove i gestori del Museo in collaborazione con l’Associazione Culturale “Quelli del 63”, hanno allestito veri e proprio quadri viventi rappresentanti le opere dei grandi impressionisti come Monet, Renoir, Van Gogh e Pizzarro.

Dopo la parte iniziale dedicata dalle guide del Panperduto al racconto della storia di questa opera ingegneristica, siamo stati trasportati in un’altra epoca, grazie alla preparazione ed alla passione degli attori “impressi” nei vari quadri rappresentati…

In pochi passi ci siamo ritrovati a Giverny, accanto a Monet che dipingeva…

La Liseuse

Canottaggio sul fiume Epte (pronte per…)

Da Monet a Van Gogh ed ai suoi celeberrimi autoritratti…

e quindi Renoir con la Colazione dei Canottieri

Davvero un’altra bella iniziativa da parte del Panperduto e complimenti a “Quelli del 63” per la loro bravura, simpatia e professionalità, impassibili e disponibili nonostante la calura, ai capricci di noi visitatori.

 

Crystall Cup

Tre giorni a New York -“E diamo un morso a ‘sta mela !”- Day 3

Ultimo giorno nella Grande Mela ! Il cielo è ancora terso come i primi due giorni ma il clima è decisamente cambiato; il temporalone della sera prima ha portato con sé aria gelida e patiamo un’escursione termica di almeno una decina di gradi !

Oggi puntiamo verso nord; dall’hotel ci spostiamo subito sulla 5a strada e dirigiamo verso Central Park. A metà strada però abbiamo la prima mission del giorno: salire sul Top of the Rock !

Non abbiamo preso i biglietti on line per l’incognita meteo ma per fortuna la coda è solo di un quarto d’ora e superati i controlli di sicurezza, siamo sull’ascensore che ci proietta in pochi secondi in vetta.

Quassù il freddo si sente eccome ma poco importa perché ci scalda la magnificenza del panorama…

Una volta scesi, ci aggiriamo per il Rockfeller Center: pista di pattinaggio in preparazione ed uno strano pupazzo di neve (?!) preludono al ritorno sulla Fifth Avenue…

Riprendiamo il nostro cammino verso Central Park. Come si sa, sulla 5a troviamo numerosi nomi dell’alta moda italiana e, tra un grattacielo e l’altro, anche la cattedrale di Saint Patrick che inserita in questo contesto sembra veramente piccolina, mentre una volta dentro…

Approdiamo finalmente a Central Park e ci troviamo subito di fronte alla statua del Generale Sherman

Evitiamo il giro in carrozza e ci inoltriamo a piedi nel parco fino a raggiungere la pista di pattinaggio, sita in un angolo molto più suggestivo di quella del Rockfeller Center !

Continuando la passeggiata, assistiamo a simpatici siparietti tra umani e pulcinoni, mentre raggiunto The Mall, lo scopriamo affollato di ambulanti ed artisti di strada…

Anche in Central Park non possiamo fare a meno di ricordare le innumerevoli scene di film e serial che vi sono state girate: baci indimenticabili o aggressioni ed omicidi vari sotto i ponticelli del parco…

Abbiamo intenzione di visitare il Natural History Museum e quindi dirigiamo verso Strawberry Field che è poco distante. Un angolo molto suggestivo dove molti si fermano a lasciare un fiore o anche solo un pensiero al grande John Lennon, assassinato poco distante da qui, accompagnati dalle note delle sue canzoni regalate da una fan seduta poco distante e che sembra deliziare anche un simpatico scoiattolo alle sue spalle…

Prima di entrare al Museo, ci scaldiamo con gli hotdog più cari di New York, almeno in base alla nostra brevissima esperienza: ben 4$ l’uno !

Alla biglietteria facciamo i nostri biglietti con offerta libera. Considerato che oggi siamo interessati “solo” all’area dei dinosauri decidiamo che un deca a testa sia sufficiente, che è circa il 50% del prezzo consigliato per l’intero museo.

Laura è una profonda conoscitrice ed appassionata di dinosauri e di tutta la loro epopea dagli inizi fino all’estinzione… Per lei questo è un paradiso !

Una cosa che apprezziamo moltissimo è che ci sono dei volontari che ti spiegano per filo e per segno, con molta passione, la storia dei ritrovamenti di certi reperti fino ai dettagli delle composizioni dei vari scheletri di dinosauro, tra veri fossili e ricostruzioni fatte ad opera d’arte.

Terminando la visita, ci soffermiamo anche a vedere i bellissimi diorami, fatti talmente bene che ti proiettano direttamente nei luoghi e nelle scene che rappresentano.

Quando usciamo il sole si sta già abbassando e noi dobbiamo vedere ancora l’altra metà di Central Park.

Proseguiamo quindi verso nord ed è obbligatoria la sosta al Bow Bridge, dove la leggenda narra che nessuna donna possa rifiutare una proposta di matrimonio fatta in questo luogo, con vista sul lago ed il famoso “San Remo”, uno dei palazzi residenziali più ambiti di New York.

Percorriamo mezzo ovale del Great Lawn, il grande prato del Parco e non possiamo che concludere il giro facendo il periplo del Jacky Kennedy Reservoir, lungo gli oltre due chilometri di passeggiata dove la moglie di John amava fare jogging.

Il tour di Central Park si sta per concludere e con esso anche questi bellissimi tre giorni nella Grande Mela.

Dalla 96a fino al JFK sarà solo metropolitana, con l’intermezzo del passaggio in hotel per ritirare gli zaini ed un ultimo sguardo verso l’alto ai piedi dell’Empire State Building.

Una full immersion breve ma intensa per le strade di una città unica al mondo, certamente da ripetere ed approfondire con altri blitz o anche qualche giorno in più di vacanza per poterla scoprire più a fondo.

 

 

 

 

 

 

Tre giorni a New York -“E diamo un morso a ‘sta mela !” – Day 2

Eccoci al secondo giorno di esplorazione della Grande Mela. Ieri ci siamo dedicati alla parte orientale di Manhattan, East Village, Little Italy, China Town, Financial District e poi Brooklyn. Ora tocca ai quartieri occidentali. Dato che abbiamo in programma molti chilometri a piedi anche oggi, meglio accumulare energie subito, con una colazione super classica con gli amatissimi donuts !

Con un paio di donuts sono a posto per la mattinata e con Laura possiamo avviarci verso Downtown lungo la 5a strada. Raggiungiamo di nuovo Madison Park ma questa volta giriamo a destra sulla 23ma in direzione di Chelsea, iniziando a girovagare per il quartiere forse più “culturale” di tutta la città, visto le numerose gallerie d’arte che vi possiamo trovare. Noi però almeno a questo giro non ne visitiamo nessuna e continuiamo nel nostro “on the road”…

Zigzaghiamo tra street and avenue respirando l’atmosfera rilassata di questa zona, completamente differente dal caos che c’è pochi isolati più ad est…

E se nell’East Village trovavamo appesi i conigli, da queste parti le scarpe…

Raggiungiamo Chelsea Park e da lì saliamo sulla High Line, una vecchia ferrovia sopraelevata trasformata area verde pedonale: un camminamento molto suggestivo da cui ammirare la città da scorci particolari e con continui confronti tra vecchio e nuovo…

Dalla primavera all’autunno il percorso è molto verde, ricco di piante e fiori. Ora siamo ancora in pieno inverno e le fontane d’acqua sono chiuse per antigelo e purtroppo non ci sono che erbacce e piante mezze morte che cercano di resistere faticosamente al clima rigido invernale.

Continuando il percorso verso sud possiamo ammirare bellissimi murales ed angoli sociopolitici dove è palese l’avversione al nuovo presidente americano…

Siamo quasi al termine della High Line che ci regala fino all’ultimo metro “quadri” urbani e di vita…

ed anche uno spazio molto carino dove rilassarci e consumare su comode panche in legno lo spuntino del mezzogiorno.

Prima di scendere nelle strade del Meatpacking District, ci imbattiamo ancora in opere artistiche di vario genere…

che traggono in inganno non solo i bambini…

Scendiamo le scale e siamo tra le strade dei vecchi mattatoi, ora trasformati in bar e locali alla moda. Pochi passi e siamo nel Greenwich Village, roccaforte bohémien di Manhattan.

A metà pomeriggio raggiungiamo il World Trade Center. Difficile rendere l’idea dell’atmosfera di questo luogo. L’hanno già fatto in tanti… Verò è che l’assordante silenzio che c’è nel parco e tra le due fontane costruite nelle basi delle Torri Gemelle, nonostante le migliaia di persone presenti, sfonda l’anima…

Entriamo al Memoriale dove subito veniamo colpiti come da un pugno nello stomaco, da ciò che resta delle Torri…

Se in superficie, nel parco con le fontane ed i nomi delle vittime, c’è un’aria di raccoglimento e silenti preghiere, qui sotto nel museo tutte le emozioni vengono crudamente tirate fuori lungo tutto il percorso. Cimeli, testimonianze, registrazioni audio, filmati, tutto ciò che accadde quella dannata mattina riaffiora nei ricordi di chi come me l’ha vissuta incredulo davanti alla tv… Devastanti le immagini e le parole degli eroici pompieri che salivano sulle Torri, sapendo forse il tragico destino che li attendeva… Impossibile rimanere indifferenti.

Con gli occhi ancora lucidi, usciamo che è ormai sera. Lungo Liberty Street andiamo a Battery Park dove ci godiamo lo skyline di Jersey City…

e lo spettacolo di nubi e saette di un temporale in arrivo. Alle nostre spalle svetta sempre la Freedom Tower…

Passeggiamo lungo il fiume, c’è poca gente in giro, solo qualche impavido come noi che non si fa impressionare dal cielo sopra di noi e dai primi goccioloni che iniziano a cadere: un’altra coppia ed una signorina che solleva una torcia verso il cielo…

Costretti ad aprire l’ombrellino, non rinunciamo comunque a raggiungere i meravigliosi “mondi” che abbelliscono il piazzale davanti all’Harbour House.

Mezzi inzuppati raggiungiamo la metro e quindi dopo una rapida doccia calda in hotel, cena da Pershing di fronte alla Grand Terminal Station.

Dalla Station per eccellenza alla Square il passo è breve ed eccoci avvolti in una marea di luci.

Anche oggi abbiamo macinato una ventina di chilometri. Domani cercheremo di “contenerci”, ci aspettano il Top of The Rock, Central Park ed il Museum of Natural History !