Nella speranza di seguire presto le sue orme e quelle di altri amici che lo hanno preceduto, vi invito a leggere, anzi a “vivere” il bellissimo racconto di Giulio sul suo Blog !
Due di luglio (Km. 2659) È notte fonda,ma ad ovest, sopra l’isola di Kerrera, il cielo è ancora rosato. Siamo in Scozia ed ora comincia il viaggio che abbiamo preparato nelle lunghe sere d’inverno. Mancano Paola e Umberto che hanno dovuto rinunciare all’ultimo momento, distolti da un’altra avventura che speriamo tutti si concluda felicemente e rapidamente. Non ho sonno e ripenso alla strada fatta per arrivare qui, ad Oban. Tre giorni fa, l’appunt … Read More
La casa si sta riempiendo di boe… Sto pensando di usarle come lampadari o come soprammobili…
Stavolta la boa è la 297 ed ha compiuto la traversata ad Omegna, sempre sul lago d’Orta, denominata “Da Riva a Riva” di km 1,7
ed ecco la Boa in posa in braccio a Lau…
Piovendo sino a poche ore prima della gara, la temperatura dell’acqua è un pò freschina… Rumors parlano di 18°c !
Poco male, io mi godo la giornata assolata 😎 mentre la piccola Boa si avvia alla partenza…
Stavolta la traversata è per lo spettatore un pò meno emozionante, un pò perchè non è più la “prima volta”, un pò perchè il contesto paesaggistico è inferiore a quello offerto nelle acque di Orta San Giulio ed un altro pò perchè non è possibile seguire la gara, se non da lontano sul terrazzo della Canottieri Omegna…
Gli amici Alesk e Cris mi hanno raggiunto ed insieme attendiamo l’arrivo della nostra eroina (la boa…) che, buona quint’ultima giunge soddisfatta al traguardo…
Una nuova piccola impresa è compiuta! E’ vero, dietro a Lau c’erano solo 4 “boe” ma c’è da dire che rispetto alla Pella – Orta c’erano un terzo dei concorrenti e che soprattutto sono sembrati molto più preparati e meno… vacanzieri. Tanti piccoli “Magnini e Pellegrini” che avevano certamente una bracciata differente…
Dopo che gli organizzatori hanno rifocillato giustamente la nostra boa, con gli amici ci dirigiamo ad una simpatica sagra del pesciolino fritto per quattro chiacchiere in compagnia.
Prima di congedarci, non possiamo non cercar di salvare e coccolare un piccolo passerotto “volato” giù da qualche nido…
lo abbandoniamo sotto l’albero da cui pensiamo provenga, nella speranza che ciò gli sia di giovamento e salvezza…
ma poco dopo, ripassando davanti con l’auto, lo vediamo nella mani di una sciura un pò paciarotta che se lo sta mangiando con gli occhi… 🙄
anzi, non solo con gli occhi… 😕
ed osserviamo atterriti la sciura sputacchiare le piume di quel che rimane di quel povero passerotto… 😯
… 😉
L’avevo tanto bramata… e finalmente è arrivata ! Dopo un paio di volte in cui avevo dovuto rinunciare causa maltempo, sono riuscito a salire al Colle delle Finestre ed a percorrere interamente la Strada dell’Assietta, la lunga sterrata (oltre 60 km) che corre in alta quota lungo lo spartiacque tra le valli Chisone e Susa.
Quando Bubo, un ex strommer ed ora bmwuista convinto, ha lanciato l’invito a fare quest’avventura, non ho esitato un attimo per accettare, riuscendo persino a convincerlo ad un cambio di data rispetto al suo programma.
Per fortuna il meteo è stato dalla nostra, altrimenti avrei pure avuto questa responsabilità.
Ritrovo puntualissimo all’autogrillo di Novara e poi via si lancia in autostrada fino a Susa.
Cielo sereno ma non terso per via del gran caldo. Comunque una bella giornata di sole.
Appena usciti dall’autostrada a Susa, mr. Tom Tom e mr. Garmin hanno subito la prima diatriba sulla strada da scegliere per raggiungere Meana, paese valsusino da dove inizia la salita al Colle delle Finestre. Diamo retta all’errore di mr. Tom e ne aprofittiamo per una sosta caffè.
Ne approfitto per piazzare la mini-videocamera sul parabrezza… Fatica inutile perchè il suo funzionamento si rivelerà deludente. Da riprovare in altra occasione…
Le prime rampe della salita sono toste: si è ancora su asfalto ma la strada è stretta e la pendenza elevata. Meno male che siamo in un giorno feriale, cosicchè incontriamo solo poche anime ed in bici, perchè quasi si fatica a superare anche questi !
Arriviamo al tratto dove inizia lo sterrato e ci prodighiamo nella prima foto di rito.
Non lasciamo solo l’asfalto ma anche l’ombra del fitto bosco che solo a tratti ci faceva intravedere un bel panorama sulla Val di Susa.
Questo tratto di sterrato è messo “bene”, non ci sono particolari difficoltà da affrontare, è una bella strada bianca.
Lungo il percorso, la mukka di Bubo incontra una sua simile ma priva del cavaliere…
Si continua a salire, la velocità è “sostenuta” (40 km/h), fotografando e filmando qua e là il mondo che ci circonda.
E finalmente Bixie vede la cima…
..lasciandosi alle spalle un magnifico panorama
Ho scoperto questa salita solo pochi anni fa, in occasione del primo passaggio su questo colle del Giro d’Italia e subito decisi che prima o poi ci sarei passato pure io… anche se non certo in bicicletta 🙄 !
Prima di proseguire la nostra avventura lungo la Strada dell’Assietta, scendiamo qualche chilometro per andare a vedere il punto più alto del Forte di Fenestrelle, da me già visitato 4 anni or sono.
Dopo un’occhiata e due foto a questa parte della fortezza, pausa pranzo nei pressi di una fonte “miracolosa”, almeno si spera visto che l’acqua che vi abbiamo attinto…
Rifocillati, risaliamo al bivio ed ora prendiamo verso l’Assietta… Lasciamo nuovamente il breve tratto asfalto tra alpeggi e piccole rivendite di formaggi locali, tant’è che mi fanno associare l’Assietta ad un piatto proposto spesso sulle tavole delle osterie francesi : l’Assiette de fromage… 😉
La striscia sterrata che corre lungo il pendio della montagna si fa più impegnativa, almeno per chi scrive, visto che non ho doti da fuoristradista. Al contrario il mio compagno dell’odierna merenda se la cava egregiamente !
Proseguendo, le emozioni che mi attraversano sono molteplici. L’attenzione alla strada che si è fatta tosta non mi impedisce però di godere appieno di ciò che ci circonda e di quello che stiamo facendo. La soddisfazione che sto provando per questo gironzolo è veramente enorme.
In città si devono evitare i pedoni, qui si devono evitare i marmottoni, che imprudenti attraversano la strada all’improvviso senza usufruire delle strisce marmottonali… 😀
Bubo si è scatenato ed è abbastanza avanti, lo recupero sulla cima dell’Assietta, dove mi attende insieme ad un nutrito gruppo di bikers inglesi e scozzesi ! Ne han fatta di strada i ragazzi ! Complimenti !
Questo simpatico gruppo è veramente uno spettacolo !
Affrontano questi sterrati senza timore con ogni tipo di moto, a smentire tutti quelli che si fanno “menate” a farlo, adducendo le varie scuse del tipo : “non ho la moto adatta…” o peggio “non ho le gomme adatte…” .
Ed una mitica Guzzi 1000 è lì a testimoniarlo !
E dopo le moto inadatte allo sterrato, ecco un biker inadatto ma adattato 🙄
Continuiamo per la nostra via e riesco ad ammirare i trampolini olimpici di Pragelato da un punto di vista che non mi sarei mai aspettato…
L’avventura volge al termine. Compiaciuti di quello che abbiamo fatto, ci facciamo immortalare alla fine della Strada dell’Assietta da un paio di ragazzi alsaziani con cui ci siamo sorpassati più volte durante la giornata e che abbiamo ritrovato infine in questo punto d’arrivo.
Ma orgoglioso della mia motina, non posso fare a meno di celebrare anche lei, che alla soglia ormai prossima dei 100mila chilometri, ha avuto l’ardore di cimentarsi in questa nuova prova.
Scendiamo al Sestriere tra seggiovie in letargo. Ritrovato l’asfalto al “colle”, Bubo si scatena nella discesa verso Cesana mentre io scendo in relax, ripensando una volta di più alla magnifica giornata e traendo poi le belle conclusioni davanti ad una quanto mai opportuna fresca birra, prima di imboccare la statale per scendere a Susa e ritornare sui nostri passi in Zanzaraland.
E’ stato sicuramente uno dei bei giri in moto che abbia mai fatto. Forse non solo per i paesaggi, pur splendidi, che ho ammirato, sicuramente anche per la soddisfazione nell’affrontare qualcosa di diverso dal solito e soprattutto atteso da molto tempo, fortunatamente baciato dal sole.
E sì… non crederete mica che l’ho fatta io !
Ah ecco… Io al massimo faccio la traversata “sponda nord- sponda sud” della mia vasca da bagno 🙄
Cmq, grazie per la fiducia !
La traversata l’ha fatta la mia agrodolce metà, Lau, a cui la piscina sembra cominci star stretta. Vabbè…
Partenza da Pella, ameno paesello sulla sponda occidentale del lago. Un posto in cui non mettevo piede da anni ed anni e l’ho trovato molto migliorato e ben tenuto; valorizzato come merita.
In poco tempo l’area del piccolo porticciolo si è gremita dei circa 600 partecipanti cui è stata data la canottina gialla d’ordinanza e la boa numerata.
Io ero un pò ansioso mentre lei, apparentemente tranquillissima, si avviava son la sua piccola boa sotto braccio verso l’acqua ed il punto di partenza.
Agonisti qualche metro poco più avanti, amatori ammassati a bordo lago e poi via… una grande macchia gialla si spande nelle acque paciose di Pella.
Visto che non si sapeva esattamente lo svolgersi della situazione, essendo una novizia Lau preferiva lasciare andare avanti la massa, per non esser “calpestata” dai vari Mark Spitz della situazione.
Intanto io mi avviavo con la maggior parte degli accompagnatori al battello che ci portava ad Orta ad attendere “i nostri eroi”. Lo spettacolo dalla barca era emozionante, un lungo serpente gialla che si muoveva nell’acqua scura del lago, sullo sfondo delle verdi montagne del Cusio e sotto il tetto azzurro di una giornata limpida che fortunatamente ha baciato la manifestazione.
Prima che attraccassimo col battellino, ecco l’arrivo del primo concorrente ! Poco più di 10′ ! Incredibile !
Trovato un buco sul pontile di Orta, ho iniziato a scrutare l’orizzonte col binocolo in cerca della mia boa preferita, ma era ancora lontana, probabilmente dietro l’isola di San Giulio…
Dopo una ventina di minuti di trepidante attesa, sono riuscito a scorgerla e finalmente ho potuto rilassarmi e godermi con soddisfazione le sue bracciate, alternando binocolo e zoom fotografico.
Iniziando a mulinare le braccia tra gli ultimi per prendere confidenza con la situazione, alla fine ne risucchierà circa un centinaio.
Tagliato il traguardo, le vado incontro slalomeggiando tra la folla di curiosi, amici ed atleti già arrivati che si rifocillavano.
Pensavo di trovarla stravolta, invece ovviamente era comunque più fresca di me !
La ragazza ci ha preso gusto e si è già prenotata per il prossimo appuntamento !
La traversata di Omegna, “Da Riva a Riva”
Anche quest’anno i Fantas…magorici 4 sono riusciti a ritagliarsi le loro 48 ore di libertà per gironzolare in moto.
Le opzioni era Dolomiti e Vercors, scelta caduta sulla prima per via delle previsioni meteo avverse ad ovest.
Per goderci più tempo in mezzo alla magnificienza dei Monti Pallidi, scegliamo di “trasferirci” in autostrada fino a Brescia Est da dove iniziare la parte migliore del giro.
Saliamo verso nord lungo la sponda lombarda del Garda, buttando lo sguardo tra una galleria e l’altra ai numerossimi surfisti del vento, che a volte sembrano andar anche più veloci di noi motocontemplatori.
Attraversata Riva, iniziamo ad arrampicarci verso il lago di Tenno ed il Passo del Ballino dove, poco prima, ci facciamo il primo spuntino aperto dalla Carne Salada e chiuso dallo Strudel !
Rifocillati, dopo un’oretta ripartiamo verso nord passando sotto il gruppo del Brenta ed il magnifico quadro che compone con il lago di Molveno ed il paese da cui prende il nome.
Proseguiamo in Val di Non, accolti da mille meleti e saliamo su per la Mendola ad ammirare con una fresca birra in mano, la valle dell’Adige e quel che ci aspetta sull’altro versante.
Per il sottoscritto sono panorami già visti, vestiti di bianco e di verde, ma ogni volta mi aprono il cuore.
Scendiamo a Bolzano che passiamo abbastanza in fretta ed imbocchiamo la Val d’Ega, che ci accoglie nelle sue strette gole sotto un cielo minaccioso. Per fortuna la minaccia resta tale e basta, anzi va ad affievolirsi per farci ammirare il “giardino delle rose” con qualche raggio di sole; ci fermiamo per fare quattro passi lungo le sponde del lago di Carezza, sotto il Latemar purtroppo avvolto in una nube dispettosa.
Scesi in Val di Fassa che è quasi ora di cena, decidiamo di fermarci per la notte in quel di Canazei. L’hotel El Ciasel ci ospita per una modica cifra e le moto trovano il giusto e meritato riposo sotto la legnaia.
Dopo una decina di ore passate in sella, una passeggiatina dopo cena è d’uopo.
Belli freschi, in tutti sensi (9°c la temperatura alla partenza da Canazei), riprendiamo i nostri cavalli più o meno ferrati e più o meno cromati ed iniziamo la scalata alla Marmolada o meglio al passo Fedaia che sta alle sue pendici.
La giornata è magnifica e non avremmo potuto sperar di meglio, già sapendo che verso il ritorno rischieremo qualche goccia d’acqua…
Saliamo lentamente, fotografando e filmando il meglio possibile. Blindando dei simpatici viandanti per farci fare la foto di rito…
Scesi a Caprile, proseguiamo nella Val Fiorentina per ammirare il mio “dolomite” preferito, il Monte Pelmo, in ricordo di una indimenticabile vacanza in campeggio ben 20 anni fa, nei giorni del famoso golpe ai danni di Gorbaciov… Il tempo passa per noi ma non per el Caregon de ‘l Padreterno, come lo chiamano da queste parti…
Discesa veloce dalla Forcella Staulanza per poi saltare nella Valle d’Ampezzo attraverso il Passo Cibiana, uno stradino che mette a dura prova il buon Peppo e la nota “agilità” della sua Kawa VN 2000 !
La bellezza di questa valle, dei monti che circondano Cortina, è… incommentabile ?!
La dolce andatura non basta, ci fermiamo per un aperitivo al sole sotto l’Antelao per assaporare dovutamente il momento ed il luogo.
Lo stradone che sale verso la Perla delle Dolomiti invita ad un’andatura allegra, ma sempre più o meno nei limiti, finchè non raggiungiamo una pattuglia della Benemerita che però dopo poche centianaia di metri a velocità ridotta, ci fa ampi cenni di passarli ed appena la segnaletica lo consente, passiamo e ringraziamo… La passa pure un furgone che ci tampinava da un pò, che forse vedendo passare noi ha deciso di osare, ma addirittura lo fa in doppia striscia continua ! Stoppato ! … Eddai, c’è un limite a tutto !
A “Covtina” non abbiamo appuntamento con “Mavta” e quindi la passiamo a piè pari dirigendo verso il Falzarego, dove la foto all’incrocio delle mitiche funivie rosse che salgono al Lagazuoi non può mancare.
Ci accoglie la Val Badia che coi suoi dolci declivi mi ricorda belle sciate ormai troppo lontane e la Gran Risa i migliori successi del Tomba nazionale e dei vani tentativi di imitarlo mettendoci “qualche ” secondo in più nel scender dal Piz la Ila.
Last but non the least, il Passo Gardena. Da qui in poi la nostra strada sarà praticamente sempre in discesa…
Ultimo pranzo alpino in quel di Ortisei, ma ahi noi han finito lo Strudel… è proprio la fine !
La parte più bella della nostra due giorni è ormai alle spalle, già la rimpiango vedendo scomparire le ultime vette dolomitiche nei miei specchietti…
Veloce trasferimento autostradale da Bozen a Trento per poi svoltare verso ovest per assaporare ancora qualche bel paesaggio scendendo attraverso le Valli Giudicarie ed il lago d’Idro.
“Ripuliamo” i nostri polmoni che dall’aria pura della montagna, affogando dentro le lunghe, devastanti gallerie che ci riportano a Brescia Ovest. Quale miglior riadattamento allo smog della pianura padana ?!
Il rientro è sempre la fase più triste e quindi per alleviare questa sofferenza, si cerca di farlo il più in fretta possibile. La perturbazione promessa dai meteorologi è ormai di fronte a noi. Azzardiamo le tute antipioggia, ma solo poche gocce sporcheranno le nostre visiere, lasciando indenne dentro di esse il ricordo della bella girata fatta anche quest’anno.







