Ciaspolata Foppiano-Alpe Voma

Seconda uscita stagionale e questa volta, al contrario della precendente uscita a La Magdaleine, le ciaspole le indossiamo sul serio…

L’obiettivo sarebbe l’alpeggio di Deccia, ma visto l’abbondante fresco innevamento, capiamo abbastanza presto che sarebbe stato utopistico arrivare fin sù.

Partenza da Foppiano, frazione di Crodo, dal parcheggio dell’Hotel Pizzo del Frate.

Siamo i primi ad intraprendere il sentiero dopo la nevicata terminata appena la sera prima; ad ogni passo affondiamo fin sopra al ginocchio…

All’inizio del bosco di abeti rossi, il paesaggio diventa subito fiabesco ed è ovvio fermarsi ad immortalare questa cornice suggestiva…

Nel mentre, si avvicina un simpatico trio con ci alterneremo per l’arduo compito di aprire la strada…

Si prosegue in leggere salita e come sempre i più leggeri, agili ed allenati vanno “in fuga”.

 

Il trio ossolano prende decisamente l’iniziativa e fanno da spazzaneve fino all’arrivo all’Alpe Voma di cui si iniziano ad intravedere le baite.

 Una volta raggiunto l’alpeggio, si ha una bella visuale sulla bassa Valle Antigorio.

Tra una chiacchiera e l’altra, optiamo tutti per la sosta ristoratrice e l’impossibilità di proseguire oltre.

L’oretta di sosta passa velocemente ed altri avventurieri con ciaspole e pelli di foca raggiungo l’Alpe Voma.

Grazie anche al loro passaggio, il sentiero a scendere è molto più semplice. Nonostante le continue soste per immortalare il suggestivo paesaggio, in poco più di un’ora raggiungiamo il luogo di partenza.

Dopo una bella birrata coi nuovi amici, essi ci portano alla scoperta del singolare Sass Fendù, un masso spezzato in due che giace in mezzo al bosco da chissà quanti secoli ed usato dagli appassionati di evoluzioni in arrampicata.

Sass Fendù

Sass Fendù

Ritornati alle auto, ci salutiamo calorosamente, felici per la condivisione della bella giornata.

Fiabesco… – Fairy-tale…

COLORS OF ETHIOPIA

Ecuador – Alle porte dell’Amazzonia

07/08 Alle porte dell’Amazzonia

Da Banos dirigiamo verso la giungla amazzonica lungo la “Via delle Cascate”. Il clima cambia completamente diventando molto umido, anche la vegetazione è ovviamente diversa da quella che abbiamo incontrato sinora. Ci troviamo a 1500 mt, a quote europee, ma se non è l’altitudine a darci problemi qui le subentra l’umidità… e meno male che siamo nel periodo secco. La strada corre sul ciglio del canyon del fiume…in direzione di Puyo, sull’altro lato del canyon cascatelle più o meno importanti legittimano il nome di questa strada.

Ci fermiamo per attraversare il canyon con una piccola ed improbabile teleferica. Il cestello ha una sola fune e scorre ad un’altezza di 130 mt sopra il fiume.

Visitiamo la piccola comunità che vive qui, praticamente isolata in quanto l’unico modo di collegarsi al resto del mondo è questa piccola teleferica, in alternativa farsi una lunga camminata verso la valle ed attraversare il fiume su di un ponte di legno simil tibetano, con assi discretamente pericolanti.

Ritorniamo indietro di nuovo con la teleferica e proseguiamo in auto fino all’ingresso del Parco del Paillon del Diablo, una cascata naturale considerata tra le sette più belle del mondo. Per raggiungerla facciamo un sentiero nella foresta dove possiamo ammirare enormi piante di felce, orchidee selvatiche e delle libellule di un colore azzurro brillante veramente bello.

La cascata è spettacolare, il frastuono delle acque molto forte, ma inserirla tra le sette più belle del mondo sinceramente ci lascia perplessi.. Comunque indossiamo il k-way e ci avviciniamo al salto d’acqua. Il fragore è impressionante e si rimane incantati ad osservare l’incredibile potenza dell’acqua quando raggiunge la base della cascata…

Proseguiamo il trekking passando sopra ad un ponte sospeso, portata massima 5 persone; ad ogni passo si dondola un pochino ed attraverso le traballanti e precarie assi di legno si intravede il fondo del canyon con le sue acque spumeggianti. Prima di andarcene ci concediamo al… “bar capanna” un ottimo succo di pomodoro d’albero, un frutto rosso che nulla ha a che vedere col pomodoro insalataro, solo il nome ed il colore. Cresce sugli alberi e non si può mangiare crudo, si beve solo il succo dopo averlo spremuto per bene. Gustosissimo.

Riprendiamo la strada per Banos e dirigiamo per Riobamba, dove dobbiamo arrivare entro le 15.00 per prendere il biglietto per il Trenino delle Ande del giorno dopo.

C’è una discreta coda, tutti turisti, il numero di posti è limitato quindi appena apre la biglietteria c’è l’assalto. Ma non sarà l’unico, infatti alla partenza dovremo esser presenti all’alba per accaparrarci i posti migliori, lato burroni… Alla sera ceniamo e pernottiamo all’Hacienda Las Andaluza, non è un convento come ormai ci eravamo abituati ma è comunque molto bella e caratteristica. La cena è allietata da un gruppo che suona con strumenti indios sia musica indigena tipicamente andina sia grandi successi tradizionali, “convertiti” dal suono particolare dei loro strumenti.

Non possiamo farci mancare il cd, prima del meritato riposo…

Verso Nuovi Sogni – Towards New Dreams