Probabilmente la nuova moto dopo un pò di giorni che giaceva passiva nel box, si sarà chiesta se l’avessi portata a casa per far da mobile portaoggetti o altro…
Finalmente ho trovato un paio d’ore libere e con il clima giusto per tranquillizzarla sotto questo punto di vista ed approfondire la nostra conoscenza.
La sua missione sarà “diretta all’esplorazione di strani, nuovi mondi, alla ricerca di altre forme di vita e di civiltà, fino ad arrivare laddove nessun uomo è mai giunto prima”. 😀
Ok, ok… non è farina del mio sacco, ma del mitico capitano Kirk dell’Enterprise; il nostro mondo sta diventando sempre più strano e sicuramente dove arriverò io, non solo gli uomini ma anche le donne, i bambini e gli animali vi saranno giunti prima di me. Ma mi piace sognarlo… 🙂
Ma veniamo alla realtà ed al bel girello di un centinaio di chilometri tra le campagne intorno a Novara. Certo, strade poco impegnative, tornanti zero, ma in qualche modo dobbiamo iniziare a capire come risponde il nuove mezzo. Per i “mangia e bevi” collinari e montani ci sarà modo più avanti.
Il Pingu al timone dell’Argo
nonostante si navighi per carpire i segreti dell’Argo, non si resiste a fare qualche scatto rilassante…
una linea verso il Rosa
La strada non è gelata per fortuna, ma piena di brecciolino e terra lasciata dai mezzi agricoli che, uniti alla scarsa conoscenza della moto, mi inducono ad una guida dolce, tranquilla, come la vita che scorre lenta nei cascinali che ci circondano.
Solo un treno e le idrovore lungo i canali rompono la strana armonia che si è creata tra il boxer ed il silenzio della campagna.
Il sole ci ha temporaneamente abbandonato e la temperatura è subito crollata di circa 3°c
In lontananza, il Monviso inizia a scomparire, avvolto dalle umide foschie che iniziano a riempire la padana
mentre un raggio di sole illumina qualche anima pia che lo sta meritando…
Fuggiamo da questa cupa velatura che risale da sudest per ritrovare qualche chilometro a nord l’amato sole che ancora bacia anche i monti
Approfittando delle copiose nevicate dei giorni scorsi, anche a bassa quota, abbiam deciso di aprire la stagione delle ciaspolate con il Mottarone.
Essendo ad una quota relativamente bassa, è normalmente difficile avere abbastanza neve per farlo. Si può quando si “allineano i pianeti”, ossia buona nevicata un paio di giorni antecedenti e poi bel tempo per la data prescelta 😀
Lasciata l’auto alla stazione del pedaggio sulla strada borromea che sale da Stresa, imbocchiamo la mulattiera che ci porta ad incrociare il sentiero L1 che arriva fino in cima…
All’inizio abbiam dovuto camminare per un pò perchè la neve era ancora scarsa…
poi giunti intorno ai 1000 metri di altitudine, finalmente abbiam potuto indossare le ciaspole…
Pausa ristoratrice in un punto panoramico, dove il bosco è meno fitto e si può ammirare il paesaggio…
e si riprende a salire
ma ahimè, a poche centinaia di metri dall’arrivo, finisco la benzina 😦
e non mi resta che richiamare Laura che, con 40 kg in meno da portar su, mi aveva come al solito distanziato 👿
Prima di tornare verso valle e concludere la nostra prima uscita stagionale sulla neve, diamo ancora uno sguardo alle vette imbiancate sovrastanti il lago Maggiore.
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Albert Einstein
"E' molto meglio osare cose straordinarie, vincere gloriosi trionfi anche se screziati dall'insuccesso, piuttosto che schierarsi tra quei poveri di spirito che non provano grandi gioie nè grandi dolori, perchè vivono nel grigio ed indistinto crepuscolo che non conosce nè vittorie nè sconfitte"
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